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Sant’Oreste – un viaggio alla scoperta del monte Soratte e del suo Bunker

In questi giorni, in cui l’attenzione mondiale è concentrata sul conflitto russo-ucraino, sono in molti quelli che hanno parlato di minaccia concreta di una guerra nucleare.
Un’eventualità che, come facilmente intuibile, condurrebbe l’intera umanità ad un “inverno nucleare“, che vedrebbe la Terra lasciare il posto a una landa desolata, distrutta e inospitale. Non lascerebbe scampo agli eventuali sopravvissuti.

Un pericolo – si spera il più infinitesimale possibile – che ha spinto non poche persone a una corsa verso l’acquisto di bunker. Molti altri, invece, hanno pensato bene di prendere informazioni preliminari circa l’eventuale realizzazione di un rifugio antiatomico.

Alla luce di questi eventi, andiamo oggi alla scoperta di uno dei diversi bunker antiatomici presenti sul suolo italiano. Rechiamoci, pertanto, a circa 45 Km da Roma, in località Sant’Oreste, per scoprire l’incredibile struttura del “Bunker del Soratte“.

Una massiccia montagna alle porte di Roma

Ci troviamo a nord di Roma, nei pressi di Sant’Oreste.
Qui, a pochi passi da questo piccolo e accogliente paese, svetta in mezzo alla piana del Tevere, in tutta la sua  maestosa imponenza, il Monte Soratte.

Alto circa 691 metri, il Soratte è un massiccio calcareo che, agli occhi del visitatore, si presenta caratterizzato da ripidi pendii che, giunti in prossimità della cima, si “addolciscono”.
Nel versante orientale, invece, possiamo ammirare la presenza di tre grandi voragini carsiche, i Meri, comunicanti tra loro e profonde all’incirca 120 metri.

Questa montagna si presenta, già dall’autostrada, come un “gigante” spuntato dal nulla, dominando il piatto paesaggio che ci accoglie. Una posizione che, nel corso dei secoli, l’hanno resa come un “oggetto misterioso” per gli abitanti della zona e per i visitatori giunti sin qui.

Una panoramica del Monte Soratte

Una storia secolare

Luogo di culto sin dai tempi più remoti, era ritenuto sacro già in epoca etrusca dai Falisci, un’antica popolazione della città di Falerii, l’odierna Civita Castellana. Sulla vetta eressero un tempio dedicato al dio Apollo.
Nel III secolo d.C. il Soratte dà riparo a Papa Silvestro I, in fuga dalle persecuzioni di Costantino.

In tempi più recenti, l’aurea di “sacralità” di questa montagna ha trovato nuova linfa. Infatti sono numerose le  piccole comunità religiose che si sono stabilite qui, avendola scelta come luogo ideale per la creazione di eremi in cui vivere una vita ascetica a pochi chilometri dal caos di Roma.

Tuttavia, a partire dal XX secolo, il Soratte ha incominciato a essere visto sempre più come un eccellente rifugio in caso di avversità.

Il regime fascista e il Soratte

Siamo negli anni Trenta del Novecento e, in piena epoca fascista, il Soratte si appresta a divenire un inespugnabile bunker. Benito Mussolini, infatti, ritiene la montagna perfetta per realizzarvi tutta una serie di rifugi sotterranei che possano, in caso di necessità – magari nell’eventualità di un bombardamento aereo – accogliere le più alte cariche del regime, il Re e alcuni alti generali del Regio Esercito.

Inoltre, il fatto che la località non disti troppo da Roma, quella solidità conferitagli dal calcare, lo rendono ulteriormente adatto allo scopo.

È il 1937 quando prendono avvio i lavori per la realizzazione dell’ambizioso progetto, portato avanti da alcuni lavoratori di Sant’Oreste e altri, la maggioranza e specializzati, provenienti dal nord Italia. Per celare a “occhi discreti” l’immane realizzazione, viene fatta spargere la voce secondo la quale quelle siano le “officine protette del Duce“, fabbriche di armi della Breda.

Portati avanti dalla ditta “Giovanni Perucchetti”, coadiuvata da esperti del Genio militare, i lavori giungono, ad appena due anni e mezzo dal loro inizio, a un primo importante traguardo: la conclusione dello scavo delle gallerie. Più lenta, invece, fu la realizzazione dell’intricato dedalo di tunnel tanto che, al 1943, sono ultimati appena 4 dei 14 Km di tunnel previsti.

Nonostante ciò il risultato, per l’epoca, è assai imponente.
Il “bunker del Soratte” può contare su numerose gallerie rinforzate in cemento armato, con pareti spesse anche 2 metri e dotate di vie di fuga. Sono inoltre presenti, già in quel periodo, porte blindate e pompe con filtri antigas e circuiti per il ricambio dell’aria.
La superficie, invece, è di ben 25mila metri quadrati circa, tutti perfettamente carrabili e calpestabili.
Il regime ha pensato bene anche di rinforzare le infrastrutture viarie della zona, per consentire un più agevole accesso alla montagna.

Foto d’epoca del bunker del Soratte in fase di realizzazione (fonte: bunkersoratte.it)

I nazisti requisiscono il Soratte

Nel corso della Seconda guerra mondiale, il bunker viene requisito dai nazisti all’indomani dell’armistizio del 8 settembre 1943.
Albert Kesselring, infatti, capo delle operazioni militari in Italia, decide di spostare la sede del “Comando supremo del sud” da Frascati nelle più sicure stanze del Soratte.

E i fatti gli danno ragione.
Nel corso di un massiccio bombardamento sul rifugio – svoltosi il 12 maggio 1944 – le strutture reggono alla perfezione. Alla fine del raid si conteranno appena un centinaio di vittime tra i soldati tedeschi, e danni materiali di poco conto nella parte del bunker più vicina alla superficie.

Nel 1944, con gli Alleati in risalita verso il nord del Paese, i nazisti decidono di abbandonare il Soratte.
Lasciano dietro di loro una delle leggende legate a questa montagna: quella dell'”oro del Soratte“.

Sembra infatti che nel corso del loro “trasloco” da Frascati a Sant’Oreste, i tedeschi abbiano fatto una tappa a Roma per trafugare dalla Banca d’Italia ben 72 tonnellate di lingotti d’oro che, dice la leggenda e molti abitanti della zona, i nazisti non fecero in tempo a portare con loro.

I lingotti d’oro (ma non vi sono prove concrete a sostegno della tesi) sarebbe pertanto ancora lì, alle pendici del Soratte, ricoperto ormai, dopo quasi 80 anni, da una fitta vegetazione di arbusti e rovi.

Il dopoguerra

Una delle numerose gallerie del bunker del Soratte (fonte: inagrofalisco.it)

Dal 1952 al 1962, le gallerie del bunker fungono da polveriera per l’artiglieria dell’Esercito Italiano.
Tuttavia la Storia ha in serbo per il Soratte una sorta di “ritorno al passato”.

È il 1963. Siamo all’indomani della crisi dei missili di Cuba che ha visto le due superpotenze, USA ed URSS, andare molto vicine a un conflitto nucleare: per il bunker ci sono grandi novità.
Su pressione della NATO, la Presidenza del Consiglio decide di ristrutturare il rifugio per destinarlo al suo originario intento: in caso di un attacco atomico, deve poter ospitare “poche persone con alti compiti di governo“.
I lavori di ammodernamento vengono avviati nel 1967, su progetto curato da ingegneri italiani e tedeschi.
Le operazioni andranno avanti fino al 1972 e, dopo un collaudo strutturale, le operazioni di adeguamento si interrompono.

Malgrado ciò, la struttura così rinnovata è molto avanti per gli standard dei tempi.
Il “nuovo” Soratte, infatti, può giovare di ben 2.500 isolatori sismici, che conferiscono alla struttura un'”elasticità” tale da renderla assai resistente alle scosse sismiche.
Le porte degli ingressi, opportunamente potenziate, possono resistere alle esplosioni e fanno segnare un peso di ben 4 tonnellate. Viene realizzata un’ulteriore “camicia di cemento armato“, per rendere ancora più resistenti le volte in cemento armato delle gallerie.

Il Soratte oggi

Terminata la Guerra fredda, e venuta – ci si augura – meno la minaccia di un conflitto nucleare, il bunker del Soratte vive un periodo di oblio.

Nel 2003 il Comune di Sant’Oreste dà il via a un’opera di recupero della struttura, attraverso il “Percorso della Memoria“.
L’obiettivo è trasformare il rifugio un museo, rendendo il bunker visitabile – come è oggi -.
Tutto ciò è reso possibile grazie al lavoro dei volontari della “Libera associazione santorestese “Bunker Soratte” “.

Logo della Libera associazione culturale santorestese “Bunker Soratte” (fonte: facebook.it)

Per chi fosse interessato, la visita al bunker del Soratte è un’occasione per fare un salto nella Storia recente della nazione.
Un salto tra quelle gallerie che custodiscono i segreti sia del secondo conflitto mondiale che della Guerra fredda.

Una visuale del paese di Sant’Oreste

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