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Cefalù e dintorni: cosa vedere e dove andare

La splendida località in provincia di Palermo offre molte attrazioni sul piano emotivo.

Cefalù è una perla delle Madonie, in Sicilia. Si affaccia sul Tirreno, le cui acque riflettono con soave bellezza le architetture urbane del centro storico. Impossibile non innamorarsi di questo gioiello. Anche nei dintorni ci sono dei posti speciali, assolutamente da non perdere. Scopriamo questi tesori, partendo proprio dalla località normanna.

Cefalù

Tappa molto gettonata per i turisti che giungono da ogni parte del mondo, questa cittadina affascina gli ospiti con la trama delle sue seduzioni. Sorge a circa 70 chilometri da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. A quanti la raggiungono offre uno scenario da cartolina. Il golfo di Cefalù è inebriante, con la sua sabbia dorata e la felice panoramica d’osservazione. Una passeggiata nelle sue strade regala un ricco ventaglio emotivo, per i segni di culture diversi offerti al godimento degli occhi e dello spirito. Qui i segni delle tante dominazioni sono ben visibili e si miscelano in modo mirabile, come in un museo a cielo aperto.

La principale attrazione architettonica è il Duomo, dichiarato nel 2015 Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Si tratta di una struttura religiosa di grandissimo pregio, che si staglia al cielo, con un’imponente rocca sullo sfondo. Nel 1131 la posa della prima pietra. Varcando il portone di ingresso si viene conquistati dai mosaici dell’abside (1148). Notevoli anche la croce lignea di Guglielmo da Pesaro (XV secolo), gli stucchi barocchi di Scipione Li Volsi (1650), le pitture di Antonello Gagini e Ignazio Bongiovanni.

La nascita di questo edificio di culto fu voluta da Ruggero II, conosciuto anche come “Ruggero il Normanno”. A lui si devono anche altri templi cristiani del centro storico. Grande il fulgore culturale e religioso vissuto da Cefalù durante la sua dominazione. Nel ricco ventaglio di attrazioni rientrano il lavatoio medievale e il teatro comunale, oltre al museo Mandralisca. L’opera più celebre custodita da quest’ultimo è il “Ritratto d’Uomo” di Antonello da Messina, la cui datazione è incerta (1465-1472). Il dipinto, di grande livello qualitativo, è curato con un intrigante trattamento cromatico. Non si conosce l’identità del soggetto effigiato, ma questo passa in secondo piano rispetto alle note espressive del suo sorriso, a tratti enigmatico.

Gibilmanna (Cefalù)

Ad alcuni chilometri dal centro abitato di Cefalù (e sempre nel suo territorio) si trova, in posizione felice, la località di Gibilmanna, meta di pellegrinaggi senza limiti di passaporto. Una perla, che inebria il cuore dei visitatori, rapiti dal senso di profonda meraviglia infuso dai suggestivi scenari. Qui sorge un Santuario, che si concede allo sguardo con semplice magnificenza.

L’edificio religioso si erge al cielo, incastonato come una gemma di spiritualità tra l’azzurro del firmamento e il verde dei colli digradanti, che si aprono al godimento del mare e delle altre bellezze del creato. La sua struttura, nitida e raccolta, inneggia alla fede. Il semplice tessuto espressivo è il suo punto di congiunzione con la natura che lo abbraccia. Quello di Gibilmanna è uno dei Santuari più noti in ambito mariano. Pare che sia nato su impulso di Gregorio Magno, prima della sua nomina a Pontefice.

Castelbuono

Castelbuono è una bella località collinare, a circa 23 km da Cefalù, che si presta a soggiorni rilassanti, in una tela vivace sul piano architettonico e culturale. Sorge in posizione felice, per una villeggiatura nel segno del benessere fisico e mentale. Ulteriori note di piacere giungono dall’offerta gastronomica locale, votata all’eccellenza. Molto accogliente la gente. Fra le emergenze architettoniche, un ruolo di primo piano spetta al castello dei Ventimiglia. Prezioso il tessuto degli edifici di culto.

Di particolare splendore la Chiesa di Maria Santissima Assunta, nota come matrice vecchia, con il suo portico a tre arcate a tutto sesto e un campanile in stile romanico-gotico. Al suo interno tanti tesori d’arte. Ricche di opere anche le altre chiese. Fra le più note, quella di San Francesco. Accanto a lei, uno splendido chiostro settecentesco. Molto bella la fontana della Venere Ciprea, nel corso principale. Da non perdere il Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo e il Museo Civico. Quest’ultimo trova accoglienza dentro il già citato castello dei Ventimiglia, che si offre allo sguardo con grande solennità.

Isnello

Sorge nel cuore delle Madonie, in una bellissima valle a circa 550 metri sul livello del mare, a circa 20 km da Cefalù. È un gioiello incastonato fra superbi rilievi, che dipingono un quadro denso di poesia. I suggestivi scorci e i magnifici scenari naturali che animano ogni angolo lo fanno somigliare a un presepe. La morfologia del tessuto urbano, i delicati giochi architettonici e l’incanto dei fiori che adornano le vie del centro storico regalano emozioni indimenticabili. Il suo territorio è popolato da rigogliosi boschi secolari.

Nella parte più alta del paese sorgono i resti dell’antico castello, da cui si ammirano i campanili dei tanti edifici di culto. Fra questi spiccano la chiesa Madre, di impianto quattrocentesco, e quella di San Michele, edificata tra il 1300 ed il 1400, con soffitto ligneo a cassettoni. A Isnello sorge un museo dedicato al filet, un tipo di ricamo su rete eseguito con aghi e modano. Il fiore all’occhiello del paese è però il Centro Astronomico Internazionale GAL Hassin, con i suoi poli didattici e di ricerca.

Collesano

Il paese si è sviluppato attorno al castello normanno, a circa 28 chilometri da Cefalù. Una trama medievale di strade minute, intrecci di vie e scalinate, caratterizza il suo corpo più antico, che consegna la testimonianza di una storia ricca di fascino. Vasto il tessuto di chiese. Queste, nella loro nobile presenza, custodiscono opere d’arte partorite da grandi maestri della scuola siciliana. La più antica è quella di Santa Maria la Vecchia (XII secolo). Poi c’è la Basilica di Santa Maria la Nuova o di San Pietro, edificata nel XV secolo e consacrata nel 1548, ricca di attrazioni.

Di grande importanza la produzione di ceramiche presso gli “Stazzuna”, antichi locali dove l’argilla veniva plasmata, cotta e decorata. Questa tradizione, vecchia di tre secoli, trova nuova linfa nelle produzioni degli ultimi anni. Ciò che ha dato respiro internazionale alla località è stata però la Targa Florio. A Collesano sorge un museo dedicato alla mitica corsa siciliana. Lo accoglie un ex convento domenicano ed offre al visitatore un percorso ideale per scoprire la storia della sfida automobilistica madonita.

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