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Stretto di Messina: in servizio la nave ibrida Iginia

Una conversione ecologica per un traghetto operativo fra Sicilia e Calabria.

I fondi statali e del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) cominciano a produrre i loro effetti nell’area dello Stretto di Messina. Fresco il varo della nave ibrida Iginia, per un collegamento nel segno della sostenibilità ambientale fra Calabria e Sicilia. Oggi i flussi turistici sono sempre più attenti al green. Ridurre le emissioni, potenziando al tempo stesso i servizi, rientra fra gli obiettivi dell’esecutivo nel braccio di mare che separa l’Italia peninsulare dall’isola di Trinacria.

Il battesimo della nave elettrificata della flotta RFI (Rete Ferroviaria Italiana) è avvenuto il 7 marzo, al porto di Messina. Presente al vernissage anche Enrico Giovannini, Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile. Iginia è già in esercizio, dispone di batterie che si ricaricano tramite pannelli solari o con presa di terra. Per dotarla di propulsione a basso impatto ambientale sono stati investiti 7 milioni di euro del PNRR. Così configurata, la nave produce zero emissioni di anidride carbonica e di gas serra in porto e nelle manovre di entrata e uscita.

Nave Iginia: piacerebbe a Greta

 

La sua missione sarà quella di traghettare convogli ferroviari per passeggeri e merci sulla rotta che congiunge Messina a Villa San Giovanni, potenziando la flotta già in servizio fra Sicilia e Calabria. Il tutto con un occhio di riguardo per la salvaguardia ambientale. I turisti, oggi sempre più attenti al green, apprezzeranno. Altre due navi in servizio nell’area si apprestano ad essere ibridizzate, nell’ottica della riqualificazione del naviglio per il trasbordo ferroviario.

Per migliorare il servizio di trasporto veloce dei passeggeri sullo Stretto di Messina è poi previsto l’acquisto da parte di RFI di tre mezzi navali di nuova generazione, con propulsione NLG/elettrica, giovandosi di un finanziamento di 60 milioni di euro del Piano Nazionale Complementare (PNC). Poi sarà il turno dei primi treni dotati di batterie, operativi dalla prossima estate, che consentiranno di dimezzare i tempi di attraversamento dello Stretto di Messina. Il tutto in un quadro di interventi a più ampio respiro, che prevede l’impiego di cospicue risorse finanziarie del PNRR, del PNC e di altri fondi nazionali.


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