Accordo nella maggioranza in Commissione Lavoro
Prosegue a tappe forzate il nuovo testo in discussione in Parlamento, che rivede tutta la normativa in materia di smart working. Secondo le previsioni, l’accordo tra i partiti prevede che il provvedimento possa arrivare in aula per l’approvazione finale al più tardi nel mese di maggio 2022.
Ma vediamo in sintesi che cosa prevede la nuova normativa in materia di lavoro agile. Un peso rilevante verrà dato alla contrattazione collettiva. Verrà superata la precedente normativa basata sugli accordi individuali tra le parti, al fine di evitare squilibri tra datore e lavoratore.
Le novità
Il Testo Unico prevede che si possa parlare di smart working quando almeno il 30% delle ore totali lavorate sia effettuata a distanza.
Ogni aspetto del lavoro agile sarà demandata al contratto collettivo:
- Sicurezza sui luoghi di lavoro e funzionamento degli strumenti informatici.
- Equiparazione del trattamento economico e giuridico dei lavoratori, che eseguono la prestazione in tale modalità, e le progressioni in carriera.
- Formazione e certificazione delle competenze.
- Regolamentazione della fruizione dei diritti sindacali e l’esercizio del potere direttivo del datore di lavoro.
- Il diritto alle ferie e ai permessi.
- Le misure dirette a garantire la disconnessione dei lavoratori a tutela della salute.
Insomma, tutta la materia verrà riorganizzata e ridisegnata in ogni suo aspetto. Saranno previsti incentivi economici per i datori di lavoro che favoriranno lo smart working, conciliando i tempi di vita e di lavoro dei loro dipendenti.
Incentivi economici
Il punto dirimente è contenuto all’art. 2 , comma 2 il quale, al fine di favorire tale modalità di svolgimento della prestazione lavorativa, prevede che gli incentivi fiscali e contributivi dei lavoratori agili siano uguali ai colleghi.
Punto non meno importante è quello disciplinato dall’art. 4, che introduce l’articolo 24-bis della legge 22 maggio 2017, n. 81. Questo garantisce il diritto alla disconnessione “senza che questo possa comportare effetti negativi di natura disciplinare o decurtazioni retributive”.
E’ previsto per l’aziende che adottano questa modalità uno sconto dell’1% sull’assicurazione Inail. Sono previsti per le imprese, inoltre, crediti di imposta sull’acquisto degli strumenti informatici da dare in dotazione ai lavoratori in smart working.
Infine sarà istituito il Fondo per la promozione del lavoro agile presso il Ministero del Lavoro.
Lo sviluppo del lavoro agile
Questa nuova modalità di esecuzione della prestazione lavorativa è stata favorita, nell’ultimo biennio, dall’emergenza sanitaria. Lo scopo era di ridurre le forme di contagio tra i lavoratori ed impedire la chiusura delle aziende.
Per questa ragione si è reso necessario un generale ripensamento sulle norme di settore, che oggi appaiono inadeguate alle nuove esigenze delle imprese. Il Testo Unico modifica la normativa approvata sul lavoro agile del 2017, e rivede il protocollo firmato a dicembre da imprese e sindacati sullo smart working nel settore privato.
I lavoratori con difficoltà
La nuova normativa prevede anche un accesso facilitato al lavoro agile per le categorie dei lavoratori più in difficoltà. Questa comprende i soggetti che usufruiscono della legge 104, i caregiver e i lavoratori che hanno figli disabili, fino a tre anni successivi alla conclusione del periodo di congedo di maternità e paternità.





Grazie, ottimo per alcune categorie di lavoratori