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Riflessione: i Deliri di Onnipotenza di Putin

Il generale prussiano Carl von Clausewitz, vissuto a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento, in un suo saggio dal titolo esemplificativo, “Della guerra”, ebbe a dire che…

“la guerra è una continuazione della politica con altri mezzi”, “un atto di violenza per imporre all’avversario la nostra volontà” Carl von Clausewitz – Della Guerra

Certamente il sig. Putin l’avrà letto (mannaggia!) e messo in pratica. Eppure lui in fatto di diplomazia dovrebbe dare dei punti a tutti, considerato il fatto che il suo ministro degli Esteri, Lavrov, uno che, guardandolo in faccia, sembra incazzato col mondo intero, ha detto che l’idea di diplomazia di Di Maio è andare in giro per assaggiare piatti esotici (povero Gigetto, non bastava il soprannome “bibitaro”?).

Sempre meglio che farlo per portare un po’ di guerre qua e là però: nessuno è mai morto per una tartina infatti.

Ora io non voglio dire che la ragione sta solo da una parte, però il fatto più importante è che il sig. Putin ha invaso uno Stato sovrano, perché, contrariamente a quanto dice lui, negando la verità (ma lui è un dittatore, certo, è al di sopra perciò anche di questa), l’Ucraina è uno Stato sovrano.

Certo, l’adesione alla Nato dello Stato governato da Zelensky, confinando con la Russia, sarebbe stata come avere il cavallo di Troia sull’uscio, “il nemico alle porte” (tanto per restare in tema di guerra, seppur solo filmica); ma ognuno può fare come vuole, o meglio dovrebbe fare come vorrebbe, visto che il Sig. Putin s’è messo di traverso.

E siccome l’appetito vien mangiando (sempre a proposito di cene), il sig. Putin s’è messo a fare il sacripante con Finlandia e Svezia, minacciando di attaccarle se aderiranno alla Nato; magari domani, in un delirio di onnipotenza, dirà anche che non comprerà più il salmone e i mobili dell’Ikea, e che l’Italia è della Russia perché una volta un suo antenato ha pomiciato con una sua abitante.

Valli a capire tu, i dittatori, anche perché i dittatori non si capiscono: si seguono e basta, altrimenti si chiamerebbero in altro modo.


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9 Comments

  1. Articolo di grande attualità, con una buona dose d’ironia, che certe volte è l’arma più affilata contro il potere cieco, un’arma di pace.

    1. Brava, l’ironia è l’arma dei più deboli, degli uomini di pace, che poi in realtà sono i più forti, quelli che sfidano il potere ottuso solo col potere intelligente della penna: inchiostro al posto di pallottole.

  2. Grazie, Fabrizio Roscitano; è un argomento che sento particolarmente; sono giorni cupi, tristi per chi odia le dittature, di qualsiasi colore; ho cercato di usare l’ironia per esprimere il mio disprezzo.

  3. Posto che nella guerra gli uomini danno il peggio di sé, non dimentichiamo che Putin, invadendo l’Ucraina, dimesso dalla parte del torto.

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