In questo momento grave e greve non è possibile pensare che un po’ di colpa non ricada su tutti noi.
Stiamo uscendo da un periodo complicato e sul quale non voglio esprimere opinioni perché ognuno lo ha vissuto secondo le proprie convinzioni e secondo il proprio punto di vista. Il fatto che io possa non aver condiviso molti pensieri, diversi dal mio, non vuole assolutamente dire che io abbia ragione e gli altri torto.
È chiaro che in questo mio piccolo contributo esprimerò delle personalissime opinioni e non ho pretese di convincere nessuno a pensarla come me, ma è ovvio che nel momento in cui si scrive di un qualsiasi evento si devono prendere delle posizioni, che si parli di guerra, di cibo, di viaggi, di sport.
L’inizio della guerra della Russia nei confronti dell’Ucraina, al contrario di quanto si possa pensare, non ha colto di sorpresa nessuno, tranne ovviamente coloro che speravano di non ritrovarsi a dover scappare e a rifugiarsi nelle metropolitane per evitare di perdere la vita sotto le bombe provenienti dalla Russia.
Le informazioni che ci arrivano sono figlie di chi le scrive ed allora leggiamo nello stesso tempo che la Russia sta attuando una barbara guerra di aggressione e contemporaneamente una guerra di difesa dei propri confini da una assoluta possibilità che i “nazisti” ucraini vogliano attaccare le autoproclamate repubbliche del Donbass e di Donetsk.

Nel nostro piccolo dobbiamo interpretare le informazioni al meglio e farci delle idee che ovviamente saranno diametralmente opposte e proprio per questo prive di un punto d’incontro.
Ma la colpa di tutto questo è anche di tutti noi e per tutti noi non intendo solo i cittadini italiani, ma i cittadini del mondo, perché se abbiamo chiuso gli occhi davanti all’idea di aggressione che Putin sta sventolando da diverso tempo, siamo colpevoli, ma anche avessimo tenuto gli occhi chiusi dinanzi al “genocidio” che le popolazioni di lingua russa del Donbass e di Donetsk… siamo colpevoli!
Ma abbiamo gli strumenti per poter capire quale sia la giusta visione?
No, assolutamente no, perché nessuno di noi è lì sul campo e spesso non crediamo neanche alle cose che ci vengono raccontate da chi sul posto ci vive.
Vengono raccontate scene hollywodiane in cui in una sorta di “Truman Show” le bombe non esplodono, le persone non muoiono e i carri armati non sono così armati come vogliono farci credere.
E i social, che frequento e amo, sono i più colpevoli perché permettono a chiunque di poter dire cose non verificate, di poter esprimere idee che vanno contro la realtà e a tutti coloro che ne usufruiscono spesso manca il tempo per andare a cercare verifica ed è molto più comodo cliccare su “condividi” per portare il proprio verbo nel mondo.
Anche in questo siamo colpevoli perché non riusciamo a selezionare le informazioni e le prendiamo tutte per vere, andando poi a dormire sereni.
Siamo colpevoli perché stiamo diventando dei qualunquisti in cui se in Ucraina ci sono 2500 pseudo militari che ancora anelano al nazismo, immediatamente tutti gli ucraini sono nazisti; se Putin decide di muovere un’azione di guerra allora tutti i russi vogliono la guerra e andiamo a punire gli atleti, i direttori di orchestra e tutte quelle persone che hanno come colpa solo quella di essere russi.
In questo ultimo periodo ci siamo mai chiesti se il governo di Kiev è veramente un governo fantoccio frutto di un colpo di Stato armato dai “soliti” Stati Uniti d’America che poi hanno messo a governare un burattino?
E mentre rispondiamo a questa domanda ci siamo mai chiesti che tipo di governo ci sia in Bielorussia o in Azerbaigian dove da quasi trent’anni vige la regola dell’uomo solo al comando?
Ci siamo mai chiesti come sia è possibile ascoltare discorsi pontificatori e far finta di nulla senza andare ad analizzare la storia?

Non solo la Russia di Putin
Ma se da una parte si piange dall’altra non si ride, perché le politiche occidentali e americane nello specifico hanno dimostrato che per certi aspetti sono altrettanto imbarazzanti.
Negli ultimi anni tra primavere arabe, Saddam Hussein, Muhammar Gheddafi e molto molto altro, gli americani non si sono fatti mancare nulla, intervenendo in prima persona e spesso spingendo ad azioni di guerra contro chi “dà fastidio”!
E come non pensare a come si sta comportando la Cina che ha un problema molto simile in quel di Hong Kong, dove ha ribadito più volte che qualsiasi ingerenza esterna sarà punita!
La Cina è silente anche se poi in quel dell’ONU ha dato un segnale, comunicando “sibillinamente” a Putin che la situazione non deve e non può degenerare, ma l’orgoglio dell’ex componente del KGB potrà essere messo da parte?
Anche qui le questioni economiche che legano Cina e Russia potrebbero aver la meglio sulle dimostrazioni muscolare da parte dell’ex grande impero.
L’unico pensiero che dovrebbe impossessarsi della nostra testa è che tutte queste situazioni non possono che generare una infinita tristezza, perché una guerra è pur sempre una guerra in cui chi paga il prezzo più alto sono i civili, i bambini e tutti coloro che la guerra proprio non la cercano.
Ovviamente le questioni economiche non vanno messe in secondo piano, ma anche in questo caso a pagarne dazio sono coloro che la guerra la subiscono e l’innalzamento dei prezzi di gas e metano non va certo ad incidere sulle tasche di coloro che su gas e metano lucrano, ma sulle spalle di noi utenti finali che di colpe non ne abbiamo, se non quelle dell’inedia nei confronti di ciò che accade nel resto del mondo.

Conclusioni
Concludo con una riflessione relativa proprio alla “causa” scatenante ciò che sta accadendo tra Russia ed Ucraina, perché ufficialmente il problema sollevato da Putin è che nel Donbass e a Donetsk la maggioranza della popolazione è russa e di lingue russa ed allora è giusto renderle repubbliche indipendenti, ovviamente da porre immediatamente sotto l’ala del nuovo zar.
Ma cosa succederebbe se anche nel resto del mondo nascessero autoproclamate repubbliche secessioniste? Cosa succederebbe se la Francia venisse a pretendere di annettere la Val D’Aosta? Cosa succederebbe se l’Austria si annettesse il Sud Tirolo? Cosa succederebbe se l’Italia volesse riprendersi l’Istria?
È tanto difficile capire che i motivi legati a ciò che sta succedendo sono troppo “alti” per il popolino, ma soprattutto cosa succederebbe se qualcuno dei grandi del mondo premesse per sbaglio un pulsante rosso?
Che dire noi possiamo solo guardare, aspettare e per chi ci prega, pregare, nella speranza che le parti si ricompongano, ma se le parti non saranno disposte a fare comunque dei passi indietro, di spiragli di luce ne vedo veramente pochi e molto fiochi.





è proprio vero