Che cos’è la Bussola Strategica?
È nato due giorni fa il primo “esercito europeo”. È stata infatti presentata alla stampa la “Bussola strategica”, cioè il primo strumento di difesa e sicurezza a livello della UE. Sarà composto da forze di schieramento rapido dell’Ue formate da 5 mila soldati provenienti da tutti i 27 Stati Membri, per non farsi trovare impreparati al verificarsi di eventi di crisi improvvise. Il Consiglio Ue ha formalizzato la Bussola strategica a margine di una sessione congiunta dei ministri degli Esteri e della Difesa. Si tratta di un’importante novità per l’Ue in quanto costituisce il primo passo verso un vero e proprio esercito europeo anche se al momento costituito da un numero esiguo di risorse umane. I soldati verranno affiancati da duecento esperti in missioni di politica di difesa e sicurezza comune.
L’obiettivo è quello di rendere l’Ue un attore credibile sullo scenario internazionale nel campo della difesa comune, dimostrando si essere in grado di poter difendere all’occorrenza i suoi cittadini e contribuire con apposite missioni alla pace e alla sicurezza internazionale. Una decisione molto importante in un momento in cui la guerra è tornata ai nostri confini.
Minacce crescenti in futuro
Le minacce secondo gli analisti sono in costante aumento e non si può più rimanere più a guardare. La Bussola strategica è un primo passo. Costituisce una necessità per la nostra politica di sicurezza e difesa per gli anni a venire: ci aiuterà a fronteggiare i nostri problemi di sicurezza. La decisione di istituire la Bussola Strategica peraltro nasce dopo un lungo periodo di gestazione e non ha nulla a che vedere con il recente conflitto russo-ucraino anche se in questo momento, può rappresentare un modo per rafforzare la dimensione di sicurezza e difesa dell’Unione.
Spesa militare dei Paesi europei prevista in aumento
È chiaro che con la nascita di questo nuovo esercito di 5 mila uomini la spesa militare di tutti gli Stati membri che oggi è di circa 200 miliardi di euro, l’1,5% del Pil, non potrà che crescere, con l’obiettivo di fare di più. Tutti i 27 Paesi della UE dovranno investire nell’innovazione della difesa e raggiungere almeno il 2% del Pil. L’obiettivo è di dotare il neonato esercito europeo di strumenti all’avanguardia in grado di fronteggiare tutti gli scenari di guerra.
Integrazione con la Nato
La nascente Difesa Ue sarà complementare alle forze della Nato, e non alternativa all’Alleanza Atlantica, rendendosi indispensabile la cooperazione negli scenari di guerra con Stati Uniti, Gran Bretagna, Norvegia, Canada e Giappone. L’Italia considera positivamente la “bussola strategica” come un primo passo verso l’Europa della Difesa per difendere il continente dal ritorno dei totalitarismi e dalle guerre.
Operatività del nuovo esercito
Prima della fine dell’anno verranno indicati gli obiettivi per l’utilizzo operativo del corpo. Questa prima “forza di dispiegamento rapido”, primo nucleo militare operativo dell’Unione, dovrebbe essere completata nel 2025. Continueremo, comunque, ad avere 27 eserciti separati con in più una forza rapida di pronto intervento dotato delle strumentazioni più all’avanguardia.





Grazie, articolo molto interessante