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Morbius: Se vi dicessi che è meglio Twilight mi credereste?

La recensione del disastroso cinecomic targato Sony, che delude nettamente le aspettative.

Quello della Sony è un vero e proprio sotto-universo Marvel. Tutto ruota intorno al mondo di Spider-Man, personaggio di cui possiede i diritti di sfruttamento cinematografico e che fino a pochi anni fa era persino scollegato dal resto del carrozzone Marvel. Poi, grazie a un accordo di collaborazione tra i due colossi, abbiamo potuto finalmente vedere il personaggio integrato nel MCU e grazie al multiverso, tutti gli universi targati Marvel potrebbero incontrarsi. In ogni caso, mentre c’è un alone di mistero su futuri collegamenti fra Venom e Morbius con Spider-Man, Sony manda avanti il progetto, ed ecco che al cinema è arrivato Morbius diretto da Daniel Espinosa.

Trama

Michael Morbius è un brillante dottore che, servendosi di un composto derivato dal sangue dei pipistrelli, ha sviluppato un siero per curare una rara malattia del sangue da cui è affetto da quando era bambino (al pari di quello che poi diventerà il suo migliore amico, Milo, interpretato da Matt Smith).

Le sue discutibili sperimentazioni, però, non solo lo trasformeranno in una creatura simile ad un vampiro, ma avranno anche delle imprevedibili conseguenze che lo porteranno a doversi confrontare tanto con l’uomo virtuoso che aspira a fare del bene (non solo per sé stesso, ma anche per gli altri) quanto con il mostro assetato di sangue e pronto a mietere vittime.

Sony furbetta…

Appare difficile che trovi altrettanto pubblico quanto Venom, ma d’altra parte il successo abnorme dell’ultimo Spider-Man – No Way Home dovrebbe fargli da traino, anche grazie alla furbizia di mettere già nel trailer di Morbius il ritorno dell’Avvoltoio interpretato da Michael Keaton – che a conti fatti si vede però solo per pochi secondi e a film sostanzialmente già finito. L’operazione per altro solleva perplessità su cosa sia effettivamente lo Spider-Verse della Sony e soprattutto su chi sia lo Spider-Man che lo abita, ma sono questioni a cui risponderanno altri film e che sarebbe troppo spoiler sviscerare qui.

la Sony non sembra curarsi abbastanza delle aspettative che i fan ripongono oggi nei film di supereroi, lasciando che anche questo nuovo Morbius abbia più o meno gli stessi problemi riscontrati nelle due pellicole dedicate a Venom, sprecando l’occasione (preziosa) di costruire attorno ad una figura così oscura, misteriosa e al tempo stesso fragile come quella di Michael Morbius, un film in grado di raccontarne in maniera esaustiva la natura profondamente dualistica, scardinando parallelamente quel sottile – ma pur sempre affascinante – confine che esiste tra eroe e villain.

Un cinecomic di vent’anni fa

Tutto il comparto visivo di Morbius è fermo a metà anni 2000, comunque, qualcosa che si è già visto in passato con i due Venom e che Sony sembra voler portare avanti. Effetti speciali e CGI sono piuttosto dozzinali, sia in termini di realizzazione, sia per quel che riguarda le scelte registiche e lo stile adottato da Daniel Espinosa per dirigere il film. Abuso di rallenty, scene buie e poco comprensibili quando si tratta dei combattimenti del protagonista e dell’inevitabile super cattivo, poca epica nella messa in scena dei momenti più solenni. Qualche trovata interessante c’è, ma più nella prima parte, quando anche il racconto è un minimo interessante e vengono raccontate le motivazioni che porteranno alla nascita di Morbius in quanto “supereroe”.

Non che il primo atto sia perfetto, con momenti importanti tirati via alla buona e qualche personalità sagomata con l’accetta. I bulletti che fanno le movenze da film per ragazzi anni ’80, il dottore serioso ma comprensivo, tutto sembra fermo a un modo di fare cinema che non si vede più da anni. Un metodo di racconto che già mostrava un po’ di muffa con gli Spider-Man di Raimi o gli X-Men di Singer, che però potevano contare sul fattore sorpresa dell’epoca.

Ma è Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde?

È interessante notare come Morbius prenda un’ispirazione forte e concreta da Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde di Robert Louis Stevenson. In alcuni passaggi il dottor Morbius sembra un perfetto parallelo del dottor Jekyll, nel suo cercare una soluzione al proprio problema.

E probabilmente sarebbe stato un ottimo concetto da approfondire, per costruire una storia che fosse davvero intrigante, che regalasse davvero uno sguardo nuovo al genere. E invece purtroppo Morbius si accontenta di un intreccio incredibilmente tradizionale. Una scelta che per un blockbuster nel 2022 è davvero difficile da mandare giù.

Un Vampiro bello e poco mostruoso

Una delle differenze sostanziali con il personaggio dei fumetti è l’aspetto. Morbius nei fumetti è dannato realmente e ha un aspetto mostruoso ventiquattro su ventiquattro.  In questo film Jared Leto diventa un sex symbol, con i poteri di un vampiro. Solo in poche occasioni mostra il suo aspetto mostruoso.

Comprensibile dare più appeal al personaggio, soprattutto nell’ottica di farne un anti-eroe. Un personaggio buono che si muove sulla sottile linea tra malvagità ed eroismo, però qui il reparto marketing ha calcato un po’ troppo la mano, e i vampiri brillanti della saga di Twilight non sono così lontani. E dire che The Batman ci ha dimostrato che si può rendere Robert Pattinson devastato mentalmente ed emaciato senza togliergli il suo proverbiale fascino.

Conclusioni

Morbius è un film che spreca un personaggio sulla carta parecchio interessante.
La CGI è brutta e la messa in scena non all’altezza, figlia di un tempo che non c’è più. Il protagonista manca di vera introspezione e la dannazione vampiresca è praticamente inesistente.

Dopo un inizio comunque interessante, la narrazione inciampa, si dilunga, diventa ripetitiva e poi muore in un atto finale fin troppo trash. Nemmeno i collegamenti con il resto del multiverso Marvel sono interessanti, ma appaiono anzi posticci, rendendo difficile l’interesse verso il film.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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6 Comments

  1. L’ho visto ieri e alla fine concordo a pieno con te, purtroppo Michael Morbius (e anche lo stesso film) si è rilevato essere senza infamia e senza lode. Potenziale abbastanza sprecato, ma spero di vederlo comparire in nuovi film strutturati in modo diverso.

    1. Purtroppo la Sony non riesce a gestire certi film. Già ha toppato con Venom e Morbius, spero che non lo faccia anche con Craven.

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