In molti tendono a storcere il naso quando si tratta di remake, e il personaggio di Batman non fa eccezione.
Tuttavia, il nuovo film di Matt Reeves ha da subito destato enorme curiosità, non solo per il cast estremamente interessante (guidato da Robert Pattinson, affiancato da Zoe Kravitz e Jeffrey Wright, per citarne alcuni), ma anche per come la storia dell’uomo pipistrello potesse essere rappresentata in modo originale. Il regista statunitense è riuscito nell’impresa.
Il vigilante di Gotham City
Come protagonista troviamo l’ormai conosciuto Bruce Wayne, che vigila le strade di Gotham City da circa due anni.
Essendo dunque “fresco” del nuovo incarico da vigilante, non ha il pieno appoggio della polizia. Nonostante questo, il tenente James Gordon (Jeffrey Wright) è l’unico ad aver costruito un rapporto di fiducia con Batman.
Si presentano una serie di omicidi, con alcuni indizi lasciati da un serial killer che si fa chiamare l’Enigmista (Paul Dano). E’ qui che Batman e il tenente Gordon fanno squadra per risolvere il caso.
Da comic-book film a neo-noir
Matt Reeves aveva espresso la sua volontà di realizzare un film che desse l’impressione di neo-noir. Infatti si può notare un’atmosfera investigativa come mai prima d’ora nella saga di Batman, un’atmosfera quasi Fincheriana dettata anche dalle similitudini ai film The zodiac e Se7en, per via della natura gretta e tenebrosa. Sono pochi i momenti di luce durante le tre ore dell’opera.
Questa caratterizzazione fortemente “dark” è, a nostro avviso, completamente azzeccata.
Tutto il film gira intorno all’idea di dualismo, presente non solo in Batman, ma anche nella donna gatto (Zoe Kravitz, di cui si nota fin da subito una notevole alchimia con Robert Pattinson) e nelle autorità stesse della città. Si vedrà infatti come tutte quelle persone che alla luce sono considerate per bene, nascondano una parte oscura, che non viene mai fuori se non durante le ore notturne.
Un Bruce Wayne diverso dal solito
Molto originale anche lo studio del personaggio principale. Se negli altri film Bruce Wayne veniva rappresentato come l’uomo potente e sicuro di sé, questa volta abbiamo davanti una versione più umana e vulnerabile. Robert Pattinson è monumentale nel ritrarre il silenzioso orfano, ancora “vittima” dei traumi del passato. E’ importante sottolineare come Wayne (e Batman) abbia relativamente poche battute nel film, e i sentimenti di inadeguatezza vengano espressi tramite il portamento dell’attore, che si dimostra ancora una volta di essere una sentenza dell’industria cinematografica e un talentuosissimo artista.

Performance impeccabili di un cast stellare
Da citare anche le performance impeccabili del resto del cast: Colin Farrell, irriconoscibile per via del make-up, nella sua interpretazione de “Il pinguino”; John Turturro che personifica il boss Carmine Falcone; Paul Dano, che ancora una volta dà prova di essere un attore parecchio sottovalutato, e che meriterebbe più credito.

Conclusioni
The Batman è quindi un’opera autentica e originale, che esplora non solo il costo della vendetta, ma anche il lato oscuro della natura umana.
Nonostante sia difficile credere che qualcosa possa essere fonte di intrattenimento e di riflessione allo stesso tempo, questo è un film che vale assolutamente la pena vedere.
Ottima analisi, fa decisamente scatenare la curiosità di andarlo a vedere. Grazie!
mi è piaciuto molto