Maggioranza in bilico
Il Governo ha rischiato la crisi nella votazione sulla riforma del catasto che è passata per un soffio per un solo voto di scarto. Ma vediamo in sintesi di cosa si tratta. La legge delega prevede un ritocco della tassazione sugli immobili. Prima però andranno censiti nell’arco di 5 anni tutti i terreni e gli immobili sconosciuti al catasto e che nel corso dei decenni sono sfuggiti al fisco.
Invarianza di gettito
Il punto dirimente è che la riforma prevede che oltre alla rendita catastale sia rilevata per ciascun immobile il relativo valore patrimoniale che verrebbe calcolato in base ai valori di mercato del bene soggetti ad un adeguamento periodico. Il tutto dovrebbe avvenire, a detta del premier Draghi ad invarianza di gettito ovvero senza aumentare le tasse ai cittadini.
Le divisioni dei partiti
Il punto dolente della riforma che, però, ha causato vibranti proteste in alcuni partiti della maggioranza di governo tanto da far temere un affossamento della riforma, è il timore non infondato che una volta completata la mappatura dei beni si vada a modificare la tassazione sulla casa in senso peggiorativo, introducendo fittiziamente una nuova tassa patrimoniale.
Il centrodestra con in testa la Lega e Forza Italia avevano chiesto a più riprese lo stralcio della norma, e l’emendamento soppressivo della medesima è stato respinto per un solo voto. Questa situazione ha scatenato la furiosa reazione del Pd che ha stigmatizzato l’accaduto sottolineando che sarebbe irresponsabile mettere a rischio la maggioranza in un periodo così delicato per il Paese con un conflitto in corso alle porte di casa. Ora il nuovo scontro tra la maggioranza potrebbe a breve ripetersi sulla riforma dello ius scholae, riforma invisa al Carroccio.




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