Che il pensiero di Aleksandr Dugin sia sempre stato radicale lo si può apprendere ascoltando anche solo qualche minuto delle sue conferenze. Ma per capire quanto la quarta teoria politica, elaborata dal filosofo russo, abbia influenzato le scelte geopolitiche russe bisogna scendere più in profondità.
Aleksandr Dugin e la Quarta Teoria Politica
Dugin è l’inventore di quella che lui stesso chiama la Quarta Teoria Politica. Secondo il pensiero del filosofo russo, le prime tre teorie politiche sono liberalismo, fascismo comunismo. Nelle sue opere Dugin tende a criticare aspramente le teorie precedenti con una particolare attenzione al liberalismo.
Secondo Dugin, i prodotti del liberalismo, che noi tutti diamo per fatto comune e assodato, come globalizzazione, showbusiness e glamour, hanno inglobato e distrutto ogni individualità e, di conseguenza, le specificità delle comunità. A differenza del comunismo, però, Dugin non ritiene che in occidente l’uomo sia alienato.
Piuttosto il filosofo russo ritiene che nella nostra società le persone siano “inglobate” dal consumismo, rinchiusi in una finta esistenza creata ad hoc per favorire i profitti delle multinazionali e lo sviluppo del sistema dell’egemone USA. L’obiettivo di Dugin è quello di fornire un’alternativa alle tre teorie precedenti e alla globalizzazione americana.
Il nazionalbolscevismo
L’applicazione partitica della visione filosifica di Dugin è stata la creazione del partito nazionalbolscevico da parte di Eduard Limonov e nel quale il filosofo è confluito convintamente. Una scelta effettuata negli anni ’90, durante i quali il partito ha avuto la parte centrale della propria storia. L’esperienza si concluderà con lo scioglimento del partito nel 2007 ma l’influenza ideologica di Dugin nei confronti dell’apparato politico russo non cesserà, anzi.
L’Ucraina divisa
Durante il discorso nel quale è stata dichiarata l’invasione, Vladimir Putin si è rifiutato di riconoscere all’Ucraina la dignità di nazione indipendente. Il presidente russo ha usato l’arteficio della citazione storica delle responsabilità di Lenin nella creazione del paese per giustificare l’invasione ma dietro l’attacco militare russo c’è di più.
Nel 2009 Aleksandr Dugin teorizzava la divisione dell’Ucraina in due entità statali differenti. La visione del filosofo russo si basa sulla convinzione che il popolo ucraino sia sostanzialmente diviso in due: a ovest gli ucraini che parlano ucraino e sono filoccidentali, mentre a est gli ucraini di lingua russa.
Non solo, proprio nelle ultime settimane Putin ha più volte citato nei suoi discorsi l’importanza che la Russia ricopre nella formazione di una civiltà slava, con i russi posti a guida dei popoli della federazione. Questo concetto deriva dal pensiero di Dugin che da tempo teorizza l’esistenza del “Mondo Russo”, cioè di una civiltà guidata dalla Russia che si contrapponesse all’occidente liberale.
Infine Dugin afferma da sempre l’importanza del “rinascimento russo”, cioè di una rinascita di quello che fù l’ordine valoriale dell’impero zarista. Nel 2014 Dugin, intervistato da Vladimir Pozner, pose le basi della guerra che vediamo davanti ai nostri occhi, quando dichiarò che l’intervento in Ucraina e l’annessione della Crimea rappresentavano una “primavera russa“.




Non conoscevo questo filosofo interessante davvero per capire cosa sta accadendo oggi.
eh, ha preso in pieno!