FinanzaNews e Attualità

Bonus Renzi, è ancora possibile trovare 100 euro in busta paga

Entro certi limiti di reddito alcuni lavoratori potranno ancora beneficiare del bonus Irpef

Quando si hanno notizie riguardo la possibilità di avere buste paga più ricche i lavoratori italiani tirano un sospiro di sollievo. Soprattutto quando vengono inserite nuove detrazioni o bonus.

È il caso del Bonus Renzi. Non si tratta in realtà di una novità, essendo stato introdotto nel 2014, inizialmente previsto per un solo anno e poi diventato permanente.

I requisiti per poterne beneficiare in maniera piena si basavano su un reddito da lavoro non superiore a 24600 euro, oppure non superiore a 26600 euro per poterne godere in maniera ridotta. E il suo ammontare era pari a 80 euro, corrisposto direttamente in busta paga.

Successivamente, nel 2020, il bonus Renzi era stato ridefinito “trattamento integrativo” aumentandone l’importo a 100 euro. E ora la legge di bilancio 2022 (legge n. 234/2021) ha portato ulteriori novità.

Vediamo in cosa consistono.

Bonus 100 euro, le nuove soglie per poterne godere

Il bonus Renzi corrisposto in busta paga non è stato in concreto soppiantato ma ridefinito. I dettagli delle novità apportate li troviamo nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n.4 / 2022 .

La nuova soglia del reddito da lavoro complessivo da prendere a riferimento per poter godere del nuovo bonus Irpef di 100 euro è stata abbassata da 28000 a 15000 euro.

Qualora comunque il reddito superasse i 15000 euro ma non fosse superiore ai 28000 euro, sarà comunque possibile beneficiare del bonus in oggetto a determinate condizioni, vale a dire, come si legge nella circolare, per “incapienza dell’imposta lorda”.

Questi dettagli fiscali comunque vengono presi in considerazione dai datori di lavoro o dai commercialisti, che valuteranno caso per caso se il bonus è dovuto.

Come ottenere il bonus

I lavoratori non dovranno fare nulla per poter ottenere il nuovo bonus Irpef di 100 euro. Non sarà dunque necessario presentare nessuna domanda o richiesta.

Come spiega l’Agenzia delle Entrate questo bonus viene corrisposto in maniera automatica nelle buste paga a partire da gennaio 2022.

Quindi i sostituti d’imposta ( cioè i datori di lavoro ) devono determinare la relativa spettanza e l’importo (pieno o ridotto) sulla base di tutti i dati di cui sono a conoscenza. Mentre l’eventuale conguaglio definitivo verrà poi effettuato in occasione della dichiarazione dei redditi presentata dal lavoratore.

Alcuni esempi pratici su come venga calcolato il bonus in esame e a quanto possa ammontare sono contenuti sempre nella circolare dell’Agenzia delle Entrate predetta.


sabrina maestri

Classe '86 , nata e cresciuta in provincia di Pavia. Diritto e giornalismo sono le mie due passioni, che cerco di coniugare nella vita di tutti i giorni. Il mio motto: "vivi e lascia vivere".

Related Articles

4 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button