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Mononokean L’Imbronciato: volume 4 – Recensione

Mononokean L’Imbronciato (Fukigen Na Mononokean) è un manga scritto da Kiri Wazawa. È composto da 18 volumi ed edito nel nostro paese dalla Goen.

Il volume 4 è disponibile dall’8 aprile, al prezzo di 5,95€ (5,65€ su Amazon).

Mononokean L’Imbronciato è stato adattato anche come anime e conta due stagioni. Stagioni che la Yamato Video rese disponibili sul suo canale Youtube Yamato Animation gratuitamente.

Purtroppo, al tempo attuale, gli episodi sono oscurati senza aver rilasciato spiegazioni.

Trama

Quando Ashiya sta finalmente per frequentare il suo primo giorno di superiori, qualcosa va storto. Incollato alla sua schiena c’è un piccolo yokai (spirito della cultura giapponese) che con il tempo diventa sempre più pesante e grande, provocandogli malesseri e perdite di energie. Ashiya è cosi costretto, per tutta la sua prima settimana da liceale, a soggiornare in infermeria.

Nell’istante in cui la situazione si aggraverà e diventerà sempre più difficile per Ashiya camminare, individuerà casualmente un volantino. Questo pubblicizza un’esorcista di nome Abeno, in cerca di un apprendista, che potrebbe aiutarlo. Lo chiamerà immediatamente e fisserà un appuntamento.

Quando aprirà la porta dell’infermeria per raggiungerlo, si troverà all’interno di un’appartata sala da tè, chiamata Mononokean. Qui vi è presente un ragazzo della stessa età di Ashiya. Quel ragazzo è Abeno, il padrone della Mononokean. Egli non è altro che uno yokai speciale, capace di spostarsi in ogni luogo, creando facilmente passaggi ovunque ci sia una porta.

Nel momento in cui Ashiya varcherà l’uscio della Mononokean, tutta la fatica e il malessere che lo yokai peloso gli arrecava si dissolvono, ripristinandone la dimensione originale. Sarà qui che Abeno accetterà il suo caso, e decideranno di incontrarsi successivamente per esorcizzare il piccolo yokai.

Con diversi espedienti, Abeno riuscirà a separare lo yokai da Ashiya, rimandandolo nel suo mondo attraverso la porta del mondo degli spiriti. Porta che Abeno può aprire soltanto due volte al giorno, perché gli prosciuga molte energie richiamare quel potere.

Ashiya, inaspettatamente si affeziona allo yokai peloso, ma sa che deve lasciarlo andare. Allo stesso tempo vorrebbe tenerlo con sé.
In contemporanea a quella rivelazione, Abeno gli fa presente che è in debito con lui. Quindi dovrà lavorare al suo servizio per ripagarlo. Gli farà intendere anche che un giorno potrebbe rincontrare il piccolo yokai. Quello si presenta con un incentivo aggiuntivo (e primario) per accettare di diventare il suo apprendista.

Da quel momento in poi Ashiya ed Abeno incontreranno una serie di yokai che richiederanno il loro aiuto, imbattendosi continuamente in nuove difficoltà. Difficoltà che, passo dopo passo, faranno emergere il vero potere insospettabile di Ashiya, nascosto a chi lo circonda, ma soprattutto a se stesso.

Anche se lo colpivi e lo calciavi, per lui era meglio che essere ignorato.

Personaggi

Ashiya: è il protagonista. Un umano che un giorno, improvvisamente, scopre di riuscire a vedere gli yokai. Diventa apprendista della Mononokean per il debito che ha nei confronti di Abeno.

Risulta essere molto devoto alla causa degli yokai.
Si impegna fino allo sfinimento per aiutarli, e spesso da dei suggerimenti essenziali ad Abeno, che li porteranno alla risoluzione. È fin troppo in simbiosi con gli yokai e riesce a percepirli e comprenderli con facilità. Così come viene accettato e benvoluto da loro, che non vedono troppo di buon occhio gli umani.

Spesso ha dei battibecchi con Abeno per via dei loro caratteri che vanno in conflitto. Ma ad occhi esterni, vengono considerati molto amici.

Con il tempo manifesterà dei poteri oscuri, capaci di controllare ed avere la meglio sugli yokai. Un potere che non si rende minimamente di avere, e che prende il sopravvento nei momenti in cui ne ha più bisogno. Nemmeno Abeno ne è ancora consapevole.

La natura dei suoi poteri innati è tutt’ora sconosciuta.

Abeno: è l’attuale padrone della Mononokean. Precedentemente apprendista del vecchio padrone, fin dall’età di sette anni. Casualmente si scopre essere anche compagno di classe di Ashiya.

Abeno risulta svogliato, sempre stanco per via delle energie che la Mononokean richiede, imbronciato e facilmente irritabile. Risulta anche manesco, ma nei confronti di Ashiya che sa ben gestire. È devoto unicamente agli yokai e non si trova bene con gli umani, incapaci di comprendere l’esistenza degli yokai e il loro mondo.

Nessuno nel regno degli spiriti sa che lui è umano, tranne il Legislatore che impone le leggi con cui si deve muovere. Accetterà Ashiya come suo apprendista.

Non si sa molto di lui né della sua storia. Volume dopo volume, si scoprirà qualcosa in più. Girano, però, delle strane voci su di lui nel regno degli spiriti. Voci poco lodevoli.

Zenko: è una ragazza che vive dentro un tempio buddhista, di cui suo padre è il sacerdote. Ha l’ambizione di ereditare il suddetto tempio, che ama molto, e succedere al genitore. Incontra Ashiya proprio perché corso in aiuto di suo padre. Quest’ultimo era posseduto da una maschera perduta di uno yokai, che ne ha denunciato la scomparsa. Zenko è diffidente e riservata. Piuttosto incapace di esternare le emozioni, eppure cercherà di fidarsi di Ashiya e lo inviterà a farle credere negli yokai.

Nel corso della storia, Zenko comparirà spesso come alleata di Ashiya e Abeno.

Prova a farmi credere che in questo mondo esistano veramente gli yokai.

Pelosetto/Moja: è il primo yokai che Ashiya ha la capacità di vedere. Tenterà in tutti i modi di liberarsene, pentendosene subito dopo. Pelosetto mostra fin dall’inizio un attaccamento affettuoso nei confronti di Ashiya. Il loro ricongiungimento avverrà soltanto nel terzo volume. Da quel momento in poi, l’apprendista della Mononokean lo ricondurrà nel mondo reale (quello umano) e si prenderà cura del piccolo yokai, con profonda amorevolezza.

Abeno rivela che gli spiriti come lui, in passato, erano degli animali domestici. Alla morte diventano yokai di volontà propria per rimanere con i loro padroni. Restano, però, soli in quanto incapaci di essere visti dagli umani.

Mononokean: è uno yokai dai particolari poteri. Ha le sembianze di una piccola sala da tè, ed è capace di parlare e comunicare i suoi pensieri attraverso una pergamena, situata in una tokonoma.
Mononokean ha il potere di spostarsi tra il regno reale e quello degli spiriti, aprendo portali ovunque ci sia un ingresso che faccia da tramite. Ha la capacità di allontanare gli yokai, in caso di pericolo per Ashiya ed Abeno, nell’attimo in cui entrano in contatto con essa. Appare ogni volta che il suo padrone la chiama.

Si preoccupa costantemente per loro due.
In particolare per Ashiya, cercando sempre di insegnargli tutto quello che gli serve in breve tempo per affrontare il suo duro compito di apprendista esorcista.

Volume 4

Abeno deve affrontare una nuova difficoltà, che lo riguarda in prima persona. Zenko viene morsa da una volpe yokai che le permette di vedere gli spiriti. Allo stesso tempo, però, è come se fosse alla sua completa mercé. È uno yokai che informa Abeno di essersi già conosciuti, ma il padrone della Mononokean non ha alcun ricordo di ciò. Quindi obbliga Abeno e Ashiya a giocare con lui, una volta che le lezioni saranno terminate.

Il luogo di gioco è il cimitero, che si trova vicino al tempio in cui vive Zenko. Quest’ultima vede Abeno giocare a nascondino con la volpe, mentre Ashiya è arrivato in ritardo trattenuto a scuola. Abeno è sempre riuscito a trovare la volpe, abile a nascondersi ed a usare i suoi trucchetti. Ma ogni volta che viene scovata, vuole ricominciare e si dissolve davanti a loro.

Ashiya non capisce come Abeno riesca a trovarla, e lui gli suggerisce semplicemente di affinare i sensi.

Poco dopo, Ashiya incontra nuovamente Abeno alla ricerca dello yokai. I suoi sensi gli suggeriscono che la volpe sia proprio Abeno stesso, sotto mentite spoglie.

Nel momento in cui la volpe si rivelerà per quello che è, sorpresa di essere stata scoperta così facilmente, rinnova il suo invito a continuare a giocare. Ma Ashiya ne ha abbastanza e la afferra, impedendole di fuggire. A quel punto li raggiungerà Abeno, che improvvisamente si ricorderà del nome della volpe: Yahiko, uno yokai bambino che può modificare il suo aspetto.

Yahiko sta cercando Abeno per accettarsi di alcune voci che girano sul suo conto nel mondo degli spiriti.
Sembra che sia considerato come l’assassino del precedente padrone della Mononokean. Vuole scoprire se Abeno è cambiato dal bambino che aveva conosciuto tanti anni prima. Se è davvero capace di un gesto simile per ottenere la Mononokean.

Dopo aver sistemato la questione con la volpe, questa rimarrà al tempio di Zenko per un anno ad aiutarla. In seguito, toccherà ad Ashiya soddisfare una richiesta d’aiuto da uno yokai da solo.

Esattamente come avvenne con Pelosetto, Ashiya incontra un altro piccolo yokai stremato, portandolo in casa propria ed occupandosi delle sue condizioni. Egli è il guardiano di uno yokai principessa, che ha il vizio di innamorarsi facilmente di qualsiasi essere maschile che incontra. Inevitabilmente, finisce sempre con il cuore spezzato. Quando ciò avviene, la principessa, per la tristezza, si rinchiude dentro un uovo da lei creato, uscendone soltanto quando supera l’evento. Ma dall’ultimo cuore spezzato è passato più di un mese. L’uovo diventa sempre più grande, così tanto che per il guardiano è impossibile da spostare.

Il guardiano vorrebbe che venissero aperte le porte per il resto degli spiriti.
In questo modo, può far scivolare l’uovo e ritrovarsi nel loro mondo. Ashiya, a quel punto, si fa condurre da lui nel luogo in cui è nascosta la principessa, ma l’uovo è cresciuto notevolmente. È troppo pesante, e nemmeno Ashiya riesce a spostarlo. L’unica soluzione sarebbe romperlo, ma il guardino non vuole proprio che ciò accada. Si scontra, così, con l’apprendista della Mononokean.

Ashiya dovrà trovare il modo di far uscire la principessa dall’uovo senza distruggerlo, mandando entrambi nel regno degli spiriti incolumi.

Il padrone della Mononokean è speciale. Ci sono yokai invidiosi dell’onore e del prestigio che questa posizione conferisce. Tuttavia, per quanto mi riguarda, non è altro che un peso.

Traduzione e adattamento

Nel volume 1 e nel volume 2 di Mononokean, sono presenti diversi problemi con i pronomi.

Inizialmente lo yokai che ha le sembianze di una sala da tè e considerata tale, viene identificata come La Mononokean (della Mononokean). Semplice, lineare. Peccato che con il proseguimento, senza alcuna avvisaglia e senso logico spesso quel la viene sostituita con ogni forma maschile, senza un termine antecedente che spieghi quel cambiamento. Improvvisamente non è più Mononokean la sala da tè, ma è qualcosa che non ci viene spiegato. Questo salto tra femminile e maschile continua, senza esclusione di colpi, in entrambi i due volumi. Il lettore appare disorientato, facendo veramente fatica a capire di cosa si stia parlando. Soprattutto quando il soggetto è sottinteso.

Fortunatamente, nel volume 3 e nel volume 4 sembra che questo difetto di incongruenza con i pronomi sia momentaneamente sparito. Sperando continuino così. Spicca anche come il traduttore, nel quarto volume, sia diverso dai primi tre. Questo porta a chiedermi se i due traduttori scelti si alterneranno o proseguirà quello nuovo.

Nei primi due volumi c’è anche una scelta di adattamento che non apprezzo. Parole infantili o poco adatte, che nel contesto in cui si trovano i personaggi cozzano completamente, disturbando la lettura.

Anche in questo caso, nei volumi 3 e 4 si presenta una cura migliore nella trasposizione. Questo mi regala un po’ di speranza.

Ma questo immancabilmente comporta un confrontarlo con l’adattamento che tempo prima aveva apportato la Yamato Animation. Più curato e senza salti pindarici, nessuna incertezza. In cui Mononokean era identificato come lo yokai: il Mononokean, del Mononokean.

C’era anche una scelta di parole meticolosa e un’attenzione particolare per i vari yokai.

Uno tra i più lampanti è Pelosetto, lo yokai tanto legato a Ashiya. Nell’adattamento della Yamato Animation il suo nome era Moja, vicino alla fedeltà dell’originale e di certo molto più personale. Chissà se l’adattamento della Goen si limiterà ad un Pelosetto eterno o se cambierà qualcosa.

Considerazioni

Mononokean è un titolo che aspettavo da anni, sperando invano che un giorno qualche casa editrice decidesse di acquistarne i diritti.

È stato un duro colpo scoprire che proprio la Goen fosse riuscita nell’intento? .
I miei trascorsi con questa casa editrice non sono dei migliori. Ancora adesso stringo i denti, sperando che tengano fede alla parola data e portino la serializzazione a completamento.

Purtroppo, con i loro errori del passato e la crisi della carta, la calendarizzazione delle uscite non sta andando come pronosticato. Se inizialmente era prevista come un’uscita mensile, adesso è un miracolo vedere ogni tot mesi un nuovo volume tra gli scaffali.

Mononokean L’Imbronciato è un serie che personalmente mi piace molto, è leggera e simpatica. Spensierata al punto giusto, ma che sa emozionare ad ogni episodio. Regalare l’impronta di cui questa storia vuole parlare.

In ogni arco narrativo viene affrontato qualcosa di specifico, che lascia piccoli indizi sui due protagonisti. Il modo in cui gli yokai siano legati al mondo umano e come tutto può essere gestito.

Vediamo come la purezza e la determinazione di Ashiya influenzi Abeno, come comprenda quanto sia prezioso il suo aiuto. Quanto Ashiya entri nei cuori degli yokai per l’impegno che mette.

Ashiya viene visto come il collegamento perfetto che serve tra gli yokai e quel mondo umano che li disconosce, apprendendo dai suoi errori e divenendo un punto fisso, di sicurezza. Come persone esterne a quel mondo di spiriti vi vengono catapultate grazie all’onestà di Ashiya, qualcosa che Abeno non pensava mai potesse accadere.

Notiamo anche come il padrone della Mononokean sia spesso apprensivo nei confronti di Ashiya. In ansia quando affronta un compito in solitaria e non gli resta che aspettare di vedere che frutti raccoglierà.

Capiterà spesso che Abeno si batterà per Ashiya, ed il tempo in cui quest’ultimo dovrà dimostrare il suo valore alle alte sfere del mondo degli spiriti è ancora lontano e tortuoso.

Non sarà ignorando gli umani che gli faremo comprendere qualcosa. Così, non riusciremo a comunicare nulla.

Nutro molto affetto e fiducia per quest’opera, che spero non mi deluda con la narrazione futura.

Nota d’onore per la cura e la particolarità con cui è stata realizzata la sovracopertina, in cui i colori sembrino brillare come se avessero utilizzato pigmenti preziosi. Ma il merito va al tipo di carta scelta, che regala l’effetto di essere composta di madreperla.

E però un mistero il perché la Goen abbia inserito il bollino per un pubblico adulto. Mononokean L’Imbronciato è quanto di più lontano possa essere etichettato con una tale dicitura.


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11 Comments

  1. Ho letto tutto l’articolo e pensavo “adesso dirà qualcosa dul bollino per adulti” e di fatti lo hai inserito all’ultimo. Ahahaha, che dire? Mi fa ancora ridere tantissimo questa cosa, visto che come dici tu, è praticamente la cosa più lontana che ci possa essere da un vero e proprio contenuto per adulti. Devo dire che mi rincuora sapere che ci sono stati dei miglioramenti nella traduzione nel terzo e nel quarto volume e spero allora che si continui con questo traduttore. Capisco che tradurre dal giapponese all’italiano sia difficile, ma si capisce proprio quando qualcosa è fatto con disattenzione. Detto questo, spero davvero di poter recuperare al più presto il terzo e il quarto volume e che la goen, anche se a fatica, ci conceda di finire la serie.

    1. Sono ancora perplessa su quel bollino, ogni volta che lo vedo vorrei scoppiargli a ridere in faccia.
      Sì, è rincuorante sapere che l’adattamento sia migliorato, spero vivamente che non cambino, perché questa è la direzione giusta.

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