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The Mandalorian stagione 3 – Questa è ancora la via?

L'ultima stagione di The Mandalorian subisce un brusco arresto

The Mandalorian, fin dal primo incontro tra Din Djarin e Grogu, è stato un baluardo nell’universo narrativo di Star Wars. Un faro di speranza in mezzo a produzioni che hanno suscitato molto hype, ma che si sono rivelate ben presto serie tv poco accattivanti, soprattutto dal punto di vista della scrittura.

È il caso di Boba Fett, un progetto che nemmeno i nostalgici più fedeli – proprio il target a cui era rivolto – hanno apprezzato. Non a caso, le uniche due puntate più entusiasmanti si concentrano sull’addestramento di Grogu e sul rapporto padre e figlio. Stesso destino, ancora più nefasto, è stato riservato alla serie dedicata a Obi-Wan Kenobi.

È così che le uniche produzioni degne di nota rimangono Andor e per l’appunto The Mandalorian.

The Mandalorian terza stagione: trama

Continuano i viaggi del Mandaloriano tra le intricate vie della galassia.
Un tempo cacciatore di taglie solitario, Din Djarin (Pedro Pascal) si è riunito a Grogu. Nel frattempo, la Nuova Repubblica lotta per allontanare la galassia dal suo passato oscuro.

Il Mandaloriano incontrerà vecchi alleati e si farà nuovi nemici mentre lui e Grogu continuano il loro viaggio insieme.

Disequilibrio narrativo

Come dicevamo però, questo lato della storia è solamente abbozzato, introdotto in una manciata di minuti nei primi episodi e poi lasciato cadere a favore di Moff Gideon.
Questo inserire frammenti di storia che verranno ripresi più avanti è una costante di questa stagione che sfrutta questo escamotage poco lineare dall’inizio fino alla fine. Un trope narrativo tra i più usati che in questo caso non ha sortito l’effetto sperato. La prima parte della stagione (più precisamente cinque episodi su otto) è composta da puntate filler con episodi che, in modo troppo banale, danno la spinta narrativa per arrivare al finale.

Per lo stesso motivo la lore di Mandalore e il folklore e le credenze dei mandaloriani, così intrigante anche grazie alla capacità di narratrice dell’Armaiola (Emily Swallow), uno dei personaggi meglio riusciti.

La scomparsa di Din Djarin

Il medesimo problema si presenta anche con Din Djarin il cui ruolo di protagonista viene oscurato dall’arco di trasformazione, e in parte redenzione, di Bo-Katan.

Din resta lo spettatore della sua stessa serie, un personaggio marginale lasciato in disparte nel tentativo di rendere la narrazione più corale. Un tentativo che non è andato in porto a causa di scelte sbagliate. Questa stagione di The Mandalorian è di palese transizione. Alcuni elementi vengono abbandonati per far spazio a personaggi, dinamiche e storie nuove con al centro non più soltanto un Din solitario e il suo rapporto con la paternità, ma tutti i mandaloriani.

Una scelta audace, ma condivisibile che però è stata sfruttata con troppa fretta. L’universo di Din si allarga, pianeti nuovi vengono esplorati e il rapporto tra i mandaloriani si sviluppa in modo pasticciato. Così Din Djarin e il suo rapporto con Grogu passa in secondo piano.

Conclusioni

Il problema principale è la superficialità con cui questa stagione è stata prima pensata e poi girata. Una scrittura pigra che poco ha a che vedere con le altre stagioni.

Il lato estetico viene trattato allo stesso modo. Si alternano ambientazioni affascinanti e varie, animazioni fluide e scenografie che richiamano l’ingegneria e i costumi della saga originale ad una CGI approssimativa, costumi poco curati e una sensazione di desolazione che si avverte soprattutto in quelle scene in cui, per motivi di trama, ci sarebbe stato bisogno di più persone.

Questa dimostra di essere solo una serie di transizione e molte degli elementi cardine delle ultime due stagioni, la paternità e il protagonismo di Din, si vanno a dissipare per far spazio ad altro che è gestito male.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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