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Russian Doll 2: Un vero spettacolo!

Russian Doll, la comedy creata, interpretata e diretta da Natasha Lyonne, che torna giocando nuovamente con il tempo ma in modo diverso.

Nadia Vulvokov è la protagonista interpretata da Natasha Lyonne, nota soprattutto per il suo ruolo in Orange Is the New Black. È anche l’ideatrice della serie, insieme a Leslye Headland e Amy Poehler.

Russian Doll 2 è ambientata tre anni dopo le vicende della prima stagione. Nadia torna con una nuovissima disavventura ultradimensionale, che mette insieme nuove leggi del tempo e dello spazio, molto più complicate rispetto al “semplice” loop temporale in cui lei e il suo amico Alan (Charlie Barnett) erano intrappolati.

Trama

Quanto sarebbe bello conoscere il passato dei propri genitori, dei propri nonni vivendolo in prima persona? Bisognerebbe chiederlo a Nadia che per qualche strana ragione dopo esser stata risucchiata in un loop temporale, finisce a vivere le vite della madre e della nonna nel passato, grazie a un treno della metropolitana di New York. Non sapremo mai perché succede tutto questo, ne è necessario saperlo; la cosa importante è comprenderne il significato.

Guardare al passato è una scelta intelligente

Mentre nella prima stagione il tempo era fermo, Russian Doll 2 mostra un percorso dinamico. Come la stessa Nadia intuisce, il treno attraversa un wormhole che le permette di spostarsi avanti e indietro nel tempo e, talvolta, nello spazio, in maniera per nulla casuale. Il passato, di cui finora si aveva avuto solo un assaggio, qui prende vita, andando ad arricchire situazioni e snodi di trama che gli episodi del 2019 avevano solo accennato. In effetti, un sequel con avvenimenti successivi avrebbe forse messo a rischio la serie. Cos’altro inventare? Come era possibile una evoluzione alla luce di una prima stagione di fatto chiusa? L’espediente del viaggio all’indietro permette di ancorarsi a qualcosa che già si conosce, senza dover proseguire verso una direzione che, forse, avrebbe convinto molto meno. Insomma, è una scelta forse meno coraggiosa, ma pur sempre efficace e di grande impatto.

Nadia è sempre Nadia

Gli anni passano, ma Russian Doll 2 non abbandona le caratteristiche che hanno contraddistinto la stagione precedente. Alcuni vecchi set sono ricostruiti alla perfezione, ma anche all’interno di un contesto tutto nuovo l’atmosfera e il tenore del 2019 non si perdono mai. I nuovi episodi mantengono la stessa estetica, nei colori e nello stile. La sceneggiatura continua ad essere brillante e Nadia sembra sempre la stessa, con la sua battuta pronta e il suo caratteraccio, che chi ha seguito la prima serie conosce. Qui bisogna fare attenzione: sicuramente il suo personaggio subisce un’evoluzione, ma Natasha Lyonne, nonostante il tempo trascorso, riesce ad incarnare perfettamente la donna che ci ha colpito tre anni fa, non tradendo mai il suo modo di essere. Russian Doll 2 ci mostra una stagione credibile e in armonia con l’intero prodotto Netflix, e non un sequel di circostanza che, come accennato, avrebbe rischiato di rovinare il progetto primario.

Una regia ben curata

Le riprese sono decisamente più dinamiche, giochi di luce e movimenti di camera restituiscono spesso effetti quasi allucinogeni, totalmente distaccati dalla realtà tangibile, in comunione con ciò che accade puntata dopo puntata. Troviamo spesso scene in cui i personaggi sono immersi nel vuoto, come pure sequenze con luci al neon, immagini caleidoscopiche e inquadrature instabili, in linea con il preciso momento narrativo o con una particolare sensazione di Nadia. Insomma, anche su questo versante Russian Doll 2 si presenta come un progetto molto più ambizioso. Se talvolta cade nell’eccesso, in molte occasioni esso risulta un vero passo avanti.

Tutto bello, ma bisogna fare attenzione

La serie funziona nei momenti in cui prevale il cinismo sporco di Nadia, meno mentre prova ad allargare il racconto, a toccare il passato e i viaggi nel tempo. Il senso di confusione per le eccessive tematiche, i diversi personaggi, rischia a tratti di prendere il sopravvento. Il consiglio è quindi di evitare di distrarsi durante la visione, per non perdere il filo del viaggio di Nadia nel suo passato.

Conclusioni

Sono un grande fan della prima serie e questa seconda mi è piaciuta. Nonostante sembra meno innovativa, Natasha Lyonne è riuscita, grazie alla sua sceneggiatura e la sua ottima interpretazione, a sapermi intrattenere e pensare. Anche il resto del cast è davvero azzeccato e con dei nuovi innesti ben inseriti. Le tematiche proposte, a partire dalla storia generazionale, al femminile e il concetto di eredità, sono bene trattate. In definitiva posso ritenermi soddisfatto da queste due stagioni e credo proprio che non ce ne sarà un’altra. Non perché non la desidero, ma perché non se ne sente il bisogno. Ormai le storie di Nadia e Alan sono state chiuse, perché il finale non dà spazio a dubbi.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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