Il capolavoro di J. M. Barrie, Peter Pan, torna in un lungometraggio live-action caricato il 28 Aprile sulla piattaforma Disney+.
Stavolta non rivisita l’originale, ma miscela l’opera teatrale originale del 1904.
Ha diversi elementi del classico animato Disney del 1953, un mix che rende questa versione un vero e proprio remake live-action piuttosto che una rivisitazione o un nuovo adattamento.
Operazione live action
Disney sta riportando i suoi classici animati in formato live-action, per una nuova generazione di spettatori. Sinora l’operazione sembra essere gradita al pubblico, con picchi da blockbuster come Aladdin, La bella e la Bestia e Il Re Leone, che hanno superato tutti il miliardo d’incasso.
C’è stato anche qualche inevitabile flop registrato lungo la strada, come il Dumbo di Tim Burton, Mulan di Niki Caro e il deludente Pinocchio di Robert Zemeckis. Quest’ultima pellicola ha avuto l’ulteriore sfortuna della diretta concorrenza del pluripremiato ed acclamato capolavoro in stop-motion di Guillermo del Toro, vincitore dell’Oscar al miglior film d’animazione.
Peter Pan & Wendy era un’operazione rischiosa di per sé.
Se si considera che gli ultimi adattamenti live-action di Peter Pan, quello di P.J. Hogan del 2003 e il prequel Pan del 2015 con Hugh Jackman non hanno particolarmente brillato al botteghino. Forse da ciò è derivata la scelta di far debuttare il remake direttamente su Disney Plus.
Trama di Peter Pan & Wendy
Londra, 1911.
È l’ultima notte a casa per la tredicenne Wendy Darling (Ever Anderson, figlia dell’attrice Milla Jovovich), in preda a un’ondata di emozioni diverse. In un impeto di sfida, Wendy dice ai genitori di non voler andare via e di non voler diventare adulta.
Da qualche parte, molto lontano, nell’Isola Che Non C’è, Peter Pan (Alexander Molony) ha ascoltato la supplica di Wendy. Peter e la fatina Trilli partono così alla volta della capitale inglese per incontrare Wendy e i suoi due fratelli più piccoli, John (Joshua Pickering) e Michael (Jacobi Jupe).
A Peter basta poco per convincere i tre a seguirlo nella sua terra. Una volta arrivati all’Isola Che Non C’è, Wendy e i fratelli vengono però accolti da una raffica di palle di cannone sparate dalla mitica nave pirata Jolly Roger e dal nefasto Capitan Uncino (Jude Law). Il gruppo è così separato, con Wendy che si ritrova a far la conoscenza di una giovane donna indigena, Tiger Lily (Alussa Wapanatahk), e dei Ragazzi Perduti, mentre i suoi fratelli sono prigionieri della Jolly Roger e destinati a essere presto giustiziati.
Wendy, Tiger Lily e i Ragazzi Perduti, insieme a Peter Pan, aiutano i due fratelli a scappare e ritornano alla base dei ragazzi perduti.
La sete di vendetta di Capitan Uncino non tarda a farsi sentire nuovamente. I pirati riescono a rapire Wendy e i fratelli e a intrappolare Trilli in un barattolo di vetro. Riuscirà Peter Pan a ristabilire l’ordine delle cose?
Una regia che cerca di metterci una toppa
David Lowery si presta a questo remake senza mai rinunciare al proprio occhio.
Può molto poco dal punto di vista contenutistico, è chiaro, ma fa del suo meglio per dare un look e una voce al film, con il suo occhio raffinato e ampio, prediligendo le riprese lunghe e l’azione concitata. Da questo punto di vista, il film è un esempio di preziosa messa in scena, mentre più banale si rivela nell’aspetto contenutistico che pure doveva essere il suo punto forte.
Dov’è la meraviglia?
Quello che però manca in Peter Pan e Wendy è il senso della meraviglia.
Come una moderna bambina del 2023, la Wendy Darling è perfettamente al corrente di dove la porta Peter: conosce tutto di lui, delle sue avventure, del posto dove vive e niente di quello che vede la sorprende. Manca quindi il senso di avventura e meraviglia per quello che si vive e che viene mostrato, forse un segno indicativo di quello che i giovani spettatori oggi prediligono: l’azione alla scoperta, l’iniziativa all’osservazione.
E non è per forza un male, dal momento che nel grande schema dei live action Disney, un prodotto accettabile come Peter Pan e Wendy sembra già un miracolo, anche se la decisione di affidarlo alla piattaforma, by-passando la sala è indicativa delle aspettative che lo Studio ha sul progetto.
Conclusioni
Peter Pan e Wendy è un prodotto senza infamia e senza lode, un’opera sicuramente gradita dai più piccini, ma che difficilmente appassionerà i più navigati.
Un buon cast e una discreta sceneggiatura riescono a salvare un film povero sul lato tecnico e che non offre molto di più dei suoi predecessori.







