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Nella bolla – La satira divertente ai tempi della pandemia

Il film Netflix satirico sul cinema americano, durante il periodo del Covid.

La pandemia ha senza dubbio influito sulle nostre vite, traslando altrove non soltanto le nostre abitudini private, ma influendo anche sull’approccio commerciale e sociale rispetto al mondo che ci circonda. Tutto questo ritorna in Nella Bolla (The Bubble in originale), film targato Netflix diretto da Judd Apatow.

Trama

Alcuni attori devono girare un film sui dinosauri, precisamente il sesto film di una saga dal nome “Cliff Beasts”, e si ritrovano a dover lavorare durante i primi periodi della pandemia da covid-19. Tutto ciò spingerà la produzione e i finanziatori a lavorare con il cast lontano dalla civiltà, in una struttura protetta che tuteli sia loro che le riprese stesse. La quasi totalità della pellicola è infatti girata all’interno del grande hotel in cui gli attori stessi sono stati rinchiusi, mostrandoci la loro routine personale, i momenti d’isolamento, tutti i test e controlli cui sono sottoposti, e alcune scene sul set.

Un meta-film satirico

Nella Bolla è un film demenziale, una storia che esagera tantissimo in tutte le sue dinamiche, citando anche alcuni momenti cult del cinema che tutti noi conosciamo, e aprendo la strada a sviluppi interessanti senza però mai troppo approfondirli. Riprende il genere parodistico meta-cinematografico, il cui esempio più celebre rimane Tropic Thunder (2008) di Ben Stiller.

Il fatto che questo film vada girato a tutti i costi, il film all’interno della trama ovviamente, consente alla sceneggiatura di trasportare i vari protagonisti in un contesto in cui ogni cosa viene estremizzata, sempre con leggerezza, delineando un certo cinismo fra una risata e l’altra. Fondamentale in ciò è il rapporto che s’instaura sia fra la produzione e gli attori che fra gli attori e il set stesso. Sembrano tutti dei bambini viziati che tentano di “liberarsi” da qualcosa che non comprendono in pieno. Il pessimo rapporto suddetto si protrae per l’intera pellicola conducendo anche ad accenni interessanti ben presto sostituiti da scelte narrative piuttosto bizzarre e no sense.

Si poteva fare di più

La più grande pecca è che avrebbe potuto osare di più con il proprio materiale, avendo un grande cast di attori che qui non vengono sfruttati fino in fondo. La critica al sistema cinematografico è palese, ma mai veramente incisiva. In tutto ciò abbiamo la paura verso un presente che tutti noi conosciamo fatto di tamponi e distanziamento sociale, di incertezza verso il futuro e verso sé stessi traslato in un contesto che ci appare anche familiare e ben trasposto dal punto di vista emotivo.

La forza del film è il cast e la loro interpretazione

Punta positiva del film è sicuramente il cast. Karen Gillan, l’attrice che si è discostata dal progetto e ritorna per rimettere in moto la propria carriera. David Duchovny, l’attore-artista che si crede capace di riscrivere il film. Pedro Pascal, il tossicodipendente rinchiuso nel ruolo della macchietta di uno stereotipato messicano. Fred Armisen, il regista indipendente costretto sotto una grande produzione. Iris Apatow (figlia del regista), l’influencer chiamata a partecipare solo per il numero di followers. Le interpretazioni fanno più ridere delle battute che recitano, come se “Nella Bolla” fosse una commedia slapstick più che il frutto dell’ingegno dello sceneggiatore brillante di 40 anni vergine e di Molto incinta.

Cosa non va

Manca una vera struttura narrativa convincente, data da una scrittura evidentemente troppo concentrata sulla gag e poco elaborata sull’intreccio narrativo. Gag che non bastano a promuovere in toto la nuova fatica di Apatow, seppur ci abbia strappato più di qualche risata.

Conclusioni

Nella bolla è un film satirico che ho visto con la testa spensierata, senza molte pretese. È così che vanno visti questi film, se ci si sofferma sui tecnicismi narrativi si storce il naso e non ci si gode quello che c’è di buono. Le interpretazioni di un cast molto ricco con attori di spicco come Karen Gillian e Pedro Pascal riescono a intrattenere fino alla fine. Nonostante questo, non si riesce a dare lo stesso spazio a tutti gli attori. Alla lunga il ripetersi di alcune gag può dare fastidio, per fortuna il film riesce a divertire fino alla fine.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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