“La cena delle spie” è conosciuto a livello internazionale con il titolo All the Old Knives. È disponibile su Amazon Prime Video dal 7 Aprile . Ha da subito attirato l’attenzione degli appassionati delle storie di spionaggio.
È diretto da Janus Metz Pedersen (già visto in Borg McEnroe) e scritto da Olen Steinhauer (autore del romanzo sul quale è basato il lungometraggio). C’è un cast di altissimo livello guidato da Chris Pine (Star Trek) e Thandie Newton (Westworld).
Trama
È il 2012 e il volo 127 diretto a Vienna viene preso di mira da un gruppo di terroristi che commetteranno una strage. Otto anni dopo, l’agente Henry Pelham (Chris Pine) viene incaricato di indagare su ciò che accadde quel giorno. Uno dei terroristi, appena catturato, rivela di aver ricevuto informazioni da una talpa della CIA viennese. Al suo interno Henry lavorava con Celia Harris (Thandie Newton), sua ex compagna andata via dopo il disastro terroristico. Il protagonista però, per far luce sugli eventi, sarà mandato proprio da Celia, trasferitasi in California dove ha messo su famiglia. La cena tra i due in un lussuoso ristorante diventa un interrogatorio con numerosi salti temporali e tutto ciò che sappiamo verrà costantemente messo in discussione.
Ritmo atipico per un Thriller
Se c’è un elemento che La cena delle spie prova a chiarire dalle prime sequenze è il tono che intende impostare: la ricerca della presunta talpa si gioca infatti più sul piano del confronto e della riflessione che su quello dell’azione. Nessun inseguimento, niente ritmi serrati e concitati. Dall’inizio alla fine regna una calma metodica atipica per un thriller di spionaggio contemporaneo e presto si rivelerà un’arma a doppio taglio, perché se da una parte aiuta ad immergere nelle vicende dei protagonisti e in ciò che muove le loro azioni, dall’altra rischia di appesantire una narrazione che ha bisogno di attenzione per individuare tutti i dettagli disseminati, utili alla comprensione dell’intreccio.
Ricordando i tempi passati
Il film sceglie infatti la formula del ricordo come motivo d’indagine nel gioco tra Henry e Celia. Accade questo anche nel libro omonimo di Olen Steinhauer dal quale il film è tratto. In questo continuo spostarsi tra piani temporali esplorati dagli inevitabili flashback, il film non impiega molto a tradire la sua origine romanzesca. Ben presto è evidente la difficoltà di tenere alto un ritmo affidato in tutto e per tutto alla forza del dialogo e alla capacità di scavare nelle contraddizioni dei due personaggi per andare a rintracciare i tasselli di un intrigo tenuto nascosto e svelato solo gradualmente dalle nuove porzioni di ricordo.
Una sceneggiatura incentrata su una vecchia relazione
È chiaro sin da subito che tra i due c’è un trascorso più che professionale, sul quale la regia di Metz investe progressivamente sempre di più, sottolineando il contrasto tra l’evocativo ristorante e il grigio polveroso di tutti i flashback. Una sceneggiatura carica di dolore che mostra senza risparmiarsi relazioni tormentate, impetuose scene di sesso e misteri a sfondo internazionale che sfoggiano un po’ tutto il repertorio fatto di terroristi mediorientali, criminali russi e doppiogiochisti statunitensi.
Conclusioni
Mi aspettavo altro da questo film, che non è il classico thriller. Si è puntato troppo sul rapporto dei due protagonisti e tutti gli elementi tipici delle spy story sembrano quasi di contorno. Chris Pine e Thandie Newton hanno una buona chimica, ma questo non basta e alla lunga stanca e rallenta troppo il ritmo di narrazione. Un’altra cosa negativa è lo scarso minutaggio di Laurence Fishburne e Jonathan Pryce, due attori che avrebbero sicuramente fatto risaltare il film. A salvare la pellicola di Metz dalla banalità ci pensa una solida e curata messinscena. La fotografia di Charlotte Bruus Christensenche è raffinata ed esalta gli ambienti e i corpi, donando la giusta atmosfera ad un titolo di per sé sottotono. A ciò va aggiunta anche un’ottima colonna sonora (Jon Ekstrand e Rebekka Karijord), vera anima di un lungometraggio che per il resto brilla in poche circostanze.








Ho visto il film mi è piaciuto molto