Halloween Kills di David Gordon Green, è il secondo capitolo della nuova e, si spera, definitiva trilogia dedicata all’uomo nero Michael Myers.
L’Uomo nero al tempo del progresso: il loop di Haddonflield
Il primo capitolo di questo ambizioso e concettuale ritorno della saga, iniziata nel 1978 dal Maestro Carpenter – divenuta tra le più celebri ed iconiche del genere assieme a Non aprite quella porta e Nightmare -, aveva approfondito proprio questa idea.
Una visione, ovvero quanto la paura inconscia dell’Uomo nero resti qualcosa di atemporale, di non soggetto alle leggi del tempo e dello spazio. Del progresso, in poche parole.
Una visione, ovvero quanto la paura inconscia dell’Uomo nero resti qualcosa di atemporale, di non soggetto alle leggi del tempo e dello spazio. Del progresso, in poche parole.
Metafisica e metacinema
Questo sequel, ora, approfondisce soprattutto l’aspetto centrale della mitologia legata a Myers: la natura strettamente metafisica (nonché metacinematografica) della sua figura.
Se nel precedente film ci si poneva, appunto, la questione di come potesse una singola figura, per quanto malvagia, rappresentare una minaccia ed un terrore anche in tempi moderni, nel nuovo capitolo tutto questo semplicemente non ha più senso. In quanto Myers resta la personificazione stessa del concetto di terrore e morte. E quindi, pertanto, immune alle epoche che passano, alle leggi della fisica.
Il Male puro, l’agente del caos, un angelo della morte. Un demone imbattibile ed inscalfibile, impossibile da uccidere, l’orrore senza fine che eternamente ritorna. Che deve tornare, sempre nello stesso punto, nello stesso giorno. Dove tutto era iniziato e dove tutto si interrompe illudendo tutti che possa esserci un risveglio dall’incubo.
Il contagio del Male e la fine di ogni innocenza
Un concetto, un’idea, la rappresentazione viva di un Male che contagia, annichilisce fino a disumanizzare e distruggere ogni cosa venga a suo contatto.
In quanto a brutalità, le uccisioni non lasciano delusi gli appassionati dello slasher più duro, pur senza spingere eccessivamente nel voyeurismo o nella pornografia del sangue.
Il film prosegue ancora più che degnamente il riavvio della saga, affidata al talento poliedrico di David Gordon Green. Anche se, personalmente, continuo a preferire il primo capitolo del 2018, anche questo lascia soddisfatti. È un film complessivamente più nero e violento rispetto al precedente. Il “tutto in una notte“ funziona benissimo, ed alla fine pone lo sguardo sullo spettatore, che deve riflettere e guardare se stesso, attraverso lo specchio della finestra dell’iconica casa Myers. Il centro del loop, l’origine. Un altro di quei simboli che trascendono tempo e spazio.
La casa dei Myers diventa così il centro universale dell’orrore e del Male, immotivato, inspiegabile, insondabile, che non potrà mai essere sconfitto. In attesa del capitolo finale, Halloween Ends, previsto per l’anno prossimo.
Ammesso che sia possibile immaginare un mondo liberato da Michael, una di quelle icone che, con tutta probabilità, mai smetteranno di popolare il cinema e l’inconscio.






Fantastica descrizione: “la rappresentazione viva di un Male che contagia, annichilisce fino a disumanizzare e distruggere ogni cosa venga a suo contatto.”
Complimenti 👏👏
Grazie!! ❤️
Un bel articolo
ottima recensione
non amo il genere