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Dungeons & Dragons – L’Onore dei ladri: Un 20 naturale sul dado!

Il film di Dungeon & Dragons coglie lo spirito del GDR fantasy più famoso del mondo e risulta divertente anche per il pubblico generalista

Come risorgere dalle ceneri e tornare sulla cresta dell’onda

Sono passati 23 anni dal primo tentativo, disastroso, di portare su schermo la trasposizione cinematografica del più grande gioco di ruolo fantasy conosciuto al mondo: DUNGEON & DRAGONS. Il primo film fu un vero buco nell’acqua, ma ora le premesse sono altissime e la Wizard of the coast (Casa editrice di D&D) ha affidato il suo nuovo film alla Paramount Pictures, creando un’incessante campagna di sponsorizzazione marketing attorno al prodotto.

Complice del successo e della popolarità di D&D sono la serie tv Stranger Things, che lo ha reso uno degli elementi fondamentali della storia, e i tanti youtubers che mostrano le loro sessioni di gioco, divulgando regole e consigli su come giocarlo.

Dopo i numerosi trailer mostrati, l’hype dei fan del gioco e degli amanti delle pellicole fantasy si è alzato a dismisura, e il film sembra davvero non deludere le aspettative.

Trama di Dungeon & Dragons – L’Onore dei ladri

Dungeons & Dragons – L’Onore dei Ladri è calato nell’ambientazione Forgotten Realms.
Narra la storia del bardo Elgin (Chris Pine), un tempo membro della nobile organizzazione degli Arpisti, che ha ormai sacrificato i suoi ideali in seguito alla morte della moglie. Dopo aver rimesso in discussione la sua vita ed esser rimasto solo con la figlia Kira, Elgin diventa compagno di scorribande di un gruppo composto dal barbaro Holga (Michelle Rodriguez), dal ladro Forge (Hugh Grant), dallo stregone Simon (Justice Smith) e dalla maga rossa Sofina (Daisy Head).

Nel tentativo di compiere un furto, la compagnia si divide ed Elgin perde le tracce della figlia, che è deciso a ritrovare dopo una lunga prigionia. Nella sua nuova avventura, sempre in compagnia di Holga, si aggiungono quindi il druido tiefling Doric (Sophia Lillis) e il paladino Xenk, interpretato Regé-Jean Page. Il nuovo gruppo si renderà presto conto che non bisogna sempre fidarsi dei vecchi amici e intraprenderà un cammino verso boschi impervi, sette di stregoni assetati di sangue, sottosuolo, draghi e creature fantastiche.

Un cast di antieroi

È importante elogiare le prove attoriali di Chris Pine e Michelle Rodriguez.
I due creano da subito una coppia affiatata e ben amalgamata, per un party che si compone in modo compiuto con la successiva aggiunta della Doric di Sophia Lillis e il Simon di Justice Smith. I quattro sono la perfetta traduzione su schermo di un party di (anti)eroi, e creano le giuste dinamiche per rendere credibile e coinvolgente l’approccio al mondo di Dungeons & Dragons che i due registi hanno scelto per il loro adattamento, forse l’unico possibile per convincere e coinvolgere i giocatori di vecchia data.

Un buon cast, quindi, che si completa di comprimari di assoluto spessore.
Non si può infatti trascurare un nome come Hugh Grant nel ruolo dell’antagonista Forge, al quale dà le giuste sfumature da truffatore viscido e opportunista, accompagnato alla perfezione dalla misteriosa Sofina di Daisy Head. Ma merita una menzione speciale il paladino Xenk di un impagabile René-Jean Page, che dimostra di essere perfettamente in parte.

Un’atmosfera magica e attinente ai giochi

Un’immaginario che si ispira al classico gioco di ruolo e che viene riproposto con una scenografia tipica dei film fantastici degli anni ’80, con i dovuti aggiornamenti nello stile e nella scala. Il lavoro di ricerca nella regia e fotografia è evidente e i richiami all’iconografia tipica di quel periodo, di cui possiamo trovare esempi in film come La Storia Fantastica, Willow e Labyrinth sono palesi e danno l’impressione di trovarsi davanti a un tavolo con delle schede personaggio insieme ad un gruppo di amici.

Sceneggiatori fedeli al prodotto e contagiati dai film MARVEL

Il maggior punto di forza di Dungeons & Dragons – L’Onore dei Ladri sta nel sapiente uso dell’ironia che Daley e Goldstein inseriscono nel loro script. L’esperienza nella scrittura di commedie spassose.

Quando si scrive una sceneggiatura per una pellicola di Hollywood con un grosso budget, specialmente quando si parla di franchise particolarmente apprezzati dai fan come Dungeons & Dragons, è consigliabile (se non addirittura necessario) affidarsi al materiale pre-esistente e a chi quel materiale l’ha creato e concepito. È per questo che gli sceneggiatori Goldstein e Daley hanno deciso di rivolgersi direttamente a Wizards Of The Coast, distributrice dei manuali del famoso gioco di ruolo.

Vedendo il film viene da pensare che abbiano preso a piene mani dallo stile Marvel, perché le dinamiche di scrittura, gli elementi e molte scene sembrano quelle del primo Avengers e I guardiani della galassia.

Non son tutte rose

Ciò che manca in Dungeons & Dragons – L’Onore dei Ladri è un vero e proprio villain, una minaccia tanto potente da diventare l’antagonista principale di una campagna D&D. La figura di un nemico di primo livello viene però probabilmente accantonata per fare spazio ad una visione adatta anche ai più piccoli e per permettere di gestire più facilmente i ritmi di quella che – con 2 ore e 14 minuti di durata – somiglia di più a una semplice sessione di gioco.

La prima parte è veloce e scorre liscia, ma la vera azione è riservata nella seconda parte in cui ci sono combattimenti e fughe rocambolesche.

Il vero punto debole del film sta nel non aver dato la giusta importanza alle scene più serie. L’ironia ha sempre fatto da padrona è ha scalzato l’enfasi che poteva crearsi in certe scene più toccanti.

Sparse nel film ci sono alcune forzature su cui lo spettatore può soprassedere, ma c’è né una nel finale che è molto palese e si nota molto.

Conclusioni su Dungeon & Dragons – L’Onore dei ladri

È un film che va visto al cinema, sia se si è giocatori oppure no. Non delude le aspettative e diverte senza stancare, nonostante la durata.

Dungeon & Dragons con questo film si rilancia a livello cinematografico e a questo punto si potrebbe pensare di fare altri film del genere. Se questo accade ben venga, ma bisognerà aggiustare il tiro su certe cose ed evitare alcune forzature inutili. Per il resto bisogna continuare su questa strada, perché si rimane soddisfatti e divertiti.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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