Film & Serie TV

Citadel – Un mappazzone di cliché

L'ambizioso thriller internazionale dei fratelli Russo corre spedito ma non riesce ad evitare tutte le prevedibilità del caso

È una delle serie TV più ambiziose del momento, non solo per Prime Video, ma anche per tutte le piattaforme di streaming.

Amazon vuole puntare molto in alto, e i costi di produzione di Citadel non fanno che da contorno ad una serie TV che ha quel gusto di spy story un po’ già vista, dai toni sicuramente moderni ma poco sviluppati forse anche per scelta dei fratelli Russo, che lo sappiamo, rimangono fortemente fedeli ad un movimento di scena pulito, semplice e poco scenografico rispetto ad altri attuali.

Trama

Otto anni dopo il prologo, i ricordi dei due agenti Mason Kane (Richard Madden) e Nadia Sihn (Priyanka Chopra Jonas) sono stati cancellati, e i due si sono ricostruiti una nuova vita con nuove identità, ignari del proprio passato.

Ma la situazione sta per cambiare. Il loro ex collega Bernard Orlick (Stanley Tucci) rintraccia Mason, e dà il via a una nuova importante missione per impedire a Manticore di prendere il potere.

Le premesse erano buone

Il cast annovera nomi di facile richiamo per il grande pubblico internazionale: Richard Madden, il fu Robb Stark di Game of Thrones, la diva di Bollywood Priyanka Chopra Jonas e lui, l’amatissimo Stanley Tucci. La promessa era di una serie capace di portare innovazione, rovesciare i cliché più noti al pubblico generalista. Ma era un bel proclama e basta, perché Citadel fin dall’inizio si rivela essere una serie non solo lontana dal concetto di sperimentazione, ma anche poco curata, se non addirittura malfatta.

I cliché e gli stereotipi abbondano

Fin dai primi minuti è un racconto di spionaggio assolutamente scontato.
Un cocktail di déjà vu, che non sa fare altro che aggrapparsi ai film più iconici del genere. Nadia è l’ennesima superdonna che non va giù neanche a cannonate. Mason è una brutta copia di Jason Bourne, a cui la totale mancanza di espressività di Madden toglie completamente la possibilità di avere un protagonista più vulnerabile, più empatico. Non c’è alcuna traccia di una volontà di differenziazione o sviluppo narrativo, di una ricerca emotiva nei personaggi.

I cliché si accavallano l’uno dopo l’altro in modo quasi inarrestabile.
Ecco allora gli abiti succinti, sguardi languidi, supercattivi vintage e location internazionali che paiono sbucate da cartoline turistiche per il pubblico americano. Non può che scappare una risata nel sentire Madden e Chopra parlare in un italiano stentatissimo, ma più ancora come l’Italia venga dipinta in modo macchiettistico e pigro. Basti pensare che sulle Alpi, nell’anno 2023, le radio italiane sono impazzite per la nuova hit di Buscaglione: Love in Portofino. Non va meglio agli spagnoli con Valencia, tutta abiti folkloristici e fuochi d’artificio.

Non funziona quasi nulla

Citadel si dibatte tra inseguimenti senza brio e malinconici ricordi di una vita passata e poco altro. Questo giudizio si fa forza anche della regia priva di personalità, che cerca di recuperare la lezione dinamica di John Wick ma è un’imitazione tarocca. Anche la fotografia da filtro Instagram aiuta poco la fruizione. Tuttavia, il vero tallone d’Achille di Citadel è la sceneggiatura, che definire elementare è quasi assolutorio.

Si balza da un paese all’altro senza ordine di continuità, l’insieme è un assemblaggio di scene sconnesse l’una dall’altra, con personaggi stilizzati, caratterizzati in modo insufficiente, con svolte narrative amorfe. Appare chiaro che tutto quello che si è fatto è stato pescare da Mission Impossible, condire con un po’ di Quantico e di James Bond vecchia maniera e via, ecco la nuova offerta per il pubblico.

I Russo recentemente con The Gray Man avevano offerto almeno un po’ di dinamismo; qui non c’è neppure quello.

Conclusioni

Alla fine, non si capisce che tipo di intrattenimento Citadel voglia offrire, se sposare lo spy-action puro e semplice, oppure cercare di diluire il tutto con un po’ di metafore politiche. La sensazione è che di idee chiare e soprattutto genuine, ce ne siano state ben poche in fase produttiva.

A voler fare un paragone esemplificativo, pare quasi che si sia voluto riprendere Tenet di Christopher Nolan, ma con scarsi risultati. Non si può neanche cercare nella fretta una spiegazione, visto che è dal 2018 che Amazon Prime prepara Citadel.

Hanno speso una montagna da 300 milioni, per poi dare vita ad una misera pulce.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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