Uscirà il prossimo 19 maggio nelle sale italiane American Night.
Un thriller neo-noir, frutto di una cooperazione italo-americana, opera prima del giovane regista Alessio Jim Della Valle, presentata in anteprima assoluta lo scorso mese di settembre alla 78ª Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia.
L’Arte contemporanea protagonista della pellicola
American Night porta sul grande schermo il variegato mondo dell’Arte contemporanea. In particolare, il “sottobosco” del traffico di quadri rubati e rivenduti al mercato nero.
Primo protagonista della storia raccontata da Della Valle è il giovane mafioso Michael Rubino (Emile Hirsch). È appena assurto al ruolo di capo “assoluto” della mafia di New York, dopo un periodo di gavetta. Tuttavia, più che al comando di “Cosa Nostra” della Grande Mela, aspira a divenire un grande artista, dedicando la propria vita alla pittura. Un desiderio e una passione per l’arte che lo condurranno a incontrare ben presto John Kaplan (Jonathan Rhys Meyers) un mercante – e anche un falsario – d’arte disordinato e “tenebroso”, in procinto di aprire una sua galleria d’arte e anche il migliore al mondo nello scoprire i falsi d’arte.
Ai due si unirà ben presto un anziano criminale narcolettico (Fortunato Cerlino) al suo ultimo “colpo”.
Da questo momento, con l’incrociarsi delle strade di tre protagonisti tanto distanti tra loro, gli eventi prenderanno una svolta inattesa. Soprattutto dopo il furto della Marylin di Andy Wharol.
La sparizione del quadro non solo costituisce il “motore narrativo” dell’intera vicenda, ma finirà anche col dare il via a tutta una serie di accadimenti imprevisti. Il sangue gocciolerà, come in un dipinto di Jackson Pollock, “impregnando” l’intera pellicola.

Una storia di arte e violenza
Con questo suo film d’esordio, Della Valle propone allo spettatore una storia in cui violenza e arte finiscono con l’andare a braccetto.
In American Night anche la violenza finisce col divenire arte, grazie a un sublime utilizzo del montaggio. Ne deriva che il gesto violento finisce col diventare un qualcosa di artistico. Tutto il film è un lungo gesto artistico: il sangue, le persone, il sesso. Vita e arte si fondono in un’unica entità, che finisce col provocare avvenimenti imprevisti ed imprevedibili.
A conferire ulteriore pathos alla pellicola l’atmosfera “lugubre”, che finisce col produrre un profondo senso di astrazione dal tempo. Le stesse inquadrature sono pensate come se fossero dei quadri.
Tra i riferimenti cinematografici ai quali si ispira il giovane regista, un ruolo di primo piano lo ha Quentin Tarantino: lo si evince, ad esempio, nel ricorso alla suddivisione della narrazione in capitoli, all’uso delle didascalie e un intreccio narrativo che non segue necessariamente la cronologia dei fatti. Altre ispirazioni Della Valle le prende da registi del calibro di Stanley Kubrick, Nicolas Winding Refn e Christopher Nolan.
Unica pecca, la sceneggiatura
Il punto debole del film è, tuttavia, rappresentato dalla sceneggiatura.
Procedendo su una linea narrativa che “viaggia” su tre differenti piani, Della Valle mette in scena un racconto degli avvenimenti che allo spettatore risulta essere di difficile comprensione. E certo non aiuta l’ampio ricorso a espedienti banali messi in scena, danno luogo a un film che, man mano che il tempo passa, si fa lento e ripetitivo, portando lo spettatore – sempre più disinteressato – a voler sapere subito come andrà a finire.
Titolo: American Night (Italia-Usa, 2021) Genere: Thriller, Azione Regia: Alessio Jim Della Valle
CAST




La cuccinotta è molto brava
non amo molto questo genere
non mi è piaciuto
Da vedere, grazie
Adoro i thriller questo non lo visto rimedierò! 😊