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65 – Fuga Dalla Terra – Dimenticabile come i suoi dinosauri

La pellicola sci-fi firmata Columbia Pictures, scritta e diretta da Scott Beck e Bryan Woods e con protagonista Adam Driver

Sono cambiati i tempi o, meglio ancora, sono cambiati i fruitori di un prodotto come il cinema che a volte, rimane legato a stili e metriche del passato (per fortuna). Un esempio è Top Gun: Maverick, che ha salvato Hollywood lo scorso anno con incassi stellari; in altri casi, lo stesso cinema rimane fermo al 1990, con film senza un reale contesto.

65 – Fuga dalla Terra di Scott Beck e Bryan Woods è il classico film che, fosse uscito trent’anni fa, sarebbe stato ampiamente apprezzato; ad oggi è bocciato su tutta la linea.

Trama

Mills (Adam Driver) è un corriere spaziale che vive su un lontano pianeta simile alla Terra.
La sua è una vita piuttosto difficile, avendo a carico una figlia affetta da una malattia curabile, ma dai costi proibitivi. Per questo motivo Mills sarà costretto ad affrontare un viaggio di due anni nello spazio profondo, per ottenere i soldi necessari all’operazione della figlia.

Durante il viaggio le cose vanno male e Mills, che trasporta diverse persone poste in criostasi, si ritrova naufragato su un pianeta a lui sconosciuto dominato dai dinosauri. A unirsi al nostro messaggero intergalattico c’è una sopravvissuta di 9 anni: Koa (Ariana Greenblatt). Nonostante la giovane non parli la sua lingua, Mills trova un modo per comunicare con lei. Così i due uniscono le forze per un comune obbiettivo: raggiungere una capsula di salvataggio per tornare nello spazio.

Al netto di una trama evidentissima, 65 – Fuga dalla Terra non convince proprio.
Non solo sono evidenti enormi buchi di trama, ma anche per lo sviluppo. Un viaggio banale che subito fa notare il tormentato dell’eroe, un rapporto che sta crescendo tra i due triti naufraghi spaziali, già visti in altre duecento produzioni, e uno stile estetico puerile, nettamente al di sotto delle aspettative.

Cosa sto vedendo?

Un’ora e mezza di banalità consequenziali con scene al limite del comico, che però provano a prendersi sul serio. La sfida dell’Uomo Superiore contro il dinosauro del Cretaceo ha ottenuto il più banale dei risultati, senza farsi neanche un graffio dai dino-rettili. Adam Driver si rivela un uomo d’acciaio irreprensibile, capace di combattere con ossa rotte, squarci nello stomaco ed esce sempre illeso da morsi e artigli.

Bambina

Koa (Ariana Greenblatt), è un personaggio ambiguo.
La bambina fa delle scelte banali, ma così banali da rasentare un ovvio problema. L’intero film è un festival di folli sciocchezze, ma nonostante tutto cercano di prendersi sul serio.

I dinosauri che giocano a nascondino

I dinosauri, anch’essi co-protagonisti della maggior parte delle scene, si ritrovano con un dualismo disarmante. Difficilmente si vedono e quando appaiono lo fanno in maniera goffa, facendosi trivellare di colpi da Mills (ancora peggio se sono in branco). Con Koa sembrano avere qualche esitazione, attendendo il “momento propizio” per nessun apparente motivo.

Conclusioni

Il titolo fa riferimento al contesto del tardo Cetaceo, quando il meteorite che si teorizza abbia estinto la vita sulla Terra ha colpito il pianeta blu. Di base hanno sbagliato a distribuirlo al cinema; era un film per il piccolo schermo, dedicato a piattaforme come Netflix o Prime Video.

Non c’è una scena esaltata dal grande schermo, zero pathos nei dialoghi che si limitano a frasi di una sola parola come “famiglia” o “montagna” e “scappa!”. Forse in un contesto ante 2000, in cui c’era spazio per progetti estemporanei come questo che non avevano bisogno di un sequel, avrebbe avuto senso produrre un film come questo. Oggi sembra un furbo spreco di risorse e attori.

È davvero un film, che appena uscito dalla sala si ha voglia di dimenticare.


Dario Esposito

In arte Mr.Zero, sono un autore e sceneggiatore appassionato di scrittura creativa. Amo il cinema e tutto ciò che è Nerd, in particolar modo il genere fantasy, i fumetti e i giochi di ruolo.

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