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Reddito di libertà: fino a 400 euro al mese, ma non per tutti

Ecco a chi è rivolto e le modalità per poterne usufruire

I dati pubblicati dal Ministero della Salute parlano del 31,5% delle donne italiane che sono state vittime di violenza fisica o sessuale. Statistica, questa, alquanto preoccupante.

Il fenomeno della violenza sulle donne è infatti ancora molto combattuto e, dal punto di vista della tutela legislativa, andrebbe forse fatto ancora di più.

Negli ultimi decenni non sono mancate, però, continue leggi volte ad inasprire le pene e a contrastare, in maniera sempre più incisiva, questa grave piaga che affligge la nostra società. Pensiamo, ad esempio, all’introduzione del reato di stalking con la legge n. 38/2009 e alla legge recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere ( legge n. 119/2013).

Sempre poi nell’ottica di aiutare le donne che hanno subìto qualunque forma di violenza o aggressione, forse non tutti sanno che esiste dal 2021 un contributo economico stanziato in loro favore: il reddito di libertà.

Vediamo in cosa consiste, quali requisiti servono per poterne usufruire e come richiederlo.

Cos’è il reddito di libertà e a quanto ammonta

Il reddito di libertà consiste in una somma di denaro stanziata dall’Inps su richiesta di tutte quelle donne che sono state vittime di violenza.

L’importo che le interessate possono percepire può arrivare fino a 400 euro mensili, accreditati in un’unica soluzione, per una durata massima di 12 mesi. Il totale massimo che può essere percepito nell’arco di un anno è quindi pari a 4800 euro.

Questa misura è volta, in prima linea, ad offrire un aiuto per sostenere le spese necessarie ad acquisire un’autonomia abitativa e a riappropriarsi dell’autonomia personale.

Reddito di libertà, i requisiti

L’Inps, con circolare n. 166 dell’8 novembre 2021 ha precisato i requisiti necessari per poter godere del reddito di libertà, oltre ovviamente quello di essere state vittime di violenza:

  • essere senza figli o con figli minori;
  • avere cittadinanza italiana o essere cittadine comunitarie o extracomunitarie in possesso del permesso di soggiorno;
  • essere seguite da centri di antiviolenza riconosciuti dalle Regioni o dai servizi sociali;
  • versare in condizione di povertà.

Questo contributo non è inoltre incompatibile con altre misure a sostegno del reddito quali, ad esempio, il reddito di cittadinanza, la Naspi, la Cassa Integrazione Guadagni.

Come richiedere il reddito di libertà

Il reddito di libertà deve essere richiesto tramite l’apposito modulo messo a disposizione dall’Inps, da presentare al comune di residenza, il quale procederà all’inoltro all’istituto stesso per l’avvio della relativa procedura.

Il modulo rappresenta una sorta di autodichiarazione, in cui va indicato il proprio nominativo e la denominazione del centro antiviolenza presso cui è stato intrapreso il percorso di autonomia ed emancipazione.

Va ovviamente indicata anche la modalità di pagamento che si predilige per poter ricevere il contributo economico in questione.

Dopo l’inoltro della domanda, l’esito della stessa ( cioè la comunicazione dell’accoglimento o meno della richiesta) viene inviato sia al comune sia all’interessata, tramite i dati di contatto forniti al momento dell’invio della pratica.


sabrina maestri

Classe '86 , nata e cresciuta in provincia di Pavia. Diritto e giornalismo sono le mie due passioni, che cerco di coniugare nella vita di tutti i giorni. Il mio motto: "vivi e lascia vivere".

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