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L’Italia verso il distaccamento dalla Russia – C’è voglia di energia pulita

A causa dei contrasti della Russia con l’Ucraina, ieri 9 Marzo il Premier Draghi ha ribadito di non voler essere assoggettato alla dipendenza di forniture energetiche dalla Russia e di voler ricorrere all’approvvigionamento di nuove fonti di energia, diversificando e di voler raggiungere degli obiettivi energetici e climatici per essere fortemente indipendenti privilegiando la produzione di energia pulita.

Già nel luglio 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico aveva emanato il decreto FER (Fonti di Energia Rinnovabile) per incentivare la produzione di energia rinnovabile, come l’eolico, il fotovoltaico e l’idroelettrico.

Entro il 2030 l’Italia dovrebbe installare 60 nuovi GW (gigawatt), circa 6 GW l’anno, ma a causa dell’emergenza Covid ci si è fermati solo a 0,8 GW. L’incentivo era quello di installare 8 GW da settembre 2019 a ottobre 2021, mese di chiusura dell’ultimo bando di cui 6 GW dedicati all’eolico e al fotovoltaico.

Purtroppo il sistema incentivante non ha dato gli esiti sperati e dei sette bandi solo il primo è stato partecipato calando precipitosamente fino all’ultimo chiusosi l’ottobre scorso. Si ha la volontà di ricorrere ad altri bandi ma i lunghissimi e complessi processi autorizzativi frenano gli investimenti delle imprese sui nuovi impianti, causa da attribuire alla molteplicità di istituzioni coinvolte rallentando cosi il processo tecnologico.

Ad ostacolare inoltre le nuove installazioni vi sono anche gli enti locali e le sovraintendenze del Ministero dei Beni Culturali che temono sulla salvaguardia del paesaggio.

È stato un anno difficile ma non si può addebitare tutto alla pandemia, bensì trovare soluzioni e giusti compromessi per un sicuro miglioramento nell’interesse comune.


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