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Come spiegare ad un bambino cos’è la Guerra

In questo ultimo periodo, spesso ci siamo sentiti obbligati a dover cercare di spiegare ai bambini cosa sta accadendo nel nostro mondo. Fino a qualche mese fa non si faceva che parlare di Covid, ma ad oggi le domande che più fanno tremare il cuore sono: “Mamma cos’è la guerra?”, “mamma perché c’è la guerra, cosa vogliono quei soldati?”, “cosa sono le bombe?”.

Ovviamente non si potrebbe spiegare il problema in sé della politica e di tutto ciò che ci circonda, ma la curiosità di una bimba/o è inevitabile. Indipendentemente dalla fascia di età, perché iniziano ad apprendere i sentimenti umani.

La scuola è l’elemento che li circonda, i bambini stanno con i loro coetanei dove a loro volta riportano ciò che sentono a casa parlandone fra di loro mettendo in atto un meccanismo a giostra involontario.

Come spiegare ai bambini la guerraLe orecchie di un bambino diventano la spugna del cervello, alla quale questo, inizia a porsi delle domande. Nel proprio pensare elabora in molti modi con la fantasia creandosi poi proprie immagini senza dare un significato concreto ma confuso.

“Guerra” è una parola che fa tremare al solo sentire nominare.

La cosa certa a cui fa pensare è morte ma soprattutto paura, anche se ancora non l’hai vissuta.

Il compito di un genitore solitamente è quello di mettere al sicuro il proprio figlio proteggendolo: i bambini si sentono a proprio agio nelle loro case, fra le braccia della propria mamma, ma quando pongono quella fatale domanda, la nostra rabbia prende il sopravvento, agendo da meccanismo di difesa.

Ma secondo voi hanno comunque il diritto ad una spiegazione?

Sì, perché è inutile nascondere la verità ai propri figli.

La migliore aurea non è creare una bolla di sicurezza blindata da sole favole raccontate e lette dai libri. Semplicemente lo si può fare usando le pinze emanando comunque la giusta tranquillità. I migliori pediatri e medici di psicologia infantile, spiegano che cercare risposte in modo sano senza confondere il livello di apprensione ne plachi la curiosità.

Si inizia dalla cosa più banale mostrando loro dove siamo noi e dove, in questo caso, l’Ucraina.

Magari potrebbe chiedere se cadranno bombe qui da noi e se la guerra potrà colpirci. Dovremmo quindi spiegare sempre mantenendo la calma e senza nascondere mai nulla.

Il bambino potrebbe insospettirsi, e proprio perché sono piccini la curiosità e la perdita di fiducia è sempre notevole ma mai da considerarsi qualcosa di banale.

L’importante sarebbe non essere sempre troppo diretti con le risposte, evitando di descrivere alcune immagini dei telegiornali. Non trattare in prima cosa l’argomento della morte, domanda che purtroppo potrebbero fare e che bisognerebbe spiegare con estrema sincerità. Mai introdurre l’argomento, ma semplicemente rispondere se viene chiesto.

In tutto ciò è doloroso riflettere sul fatto che non ci sia una formula esatta per spiegare cosa sia davvero la guerra. Il messaggio più importante da lasciare ai nostri bambini è che combattere è il mezzo peggiore per risolvere un conflitto, sostituisce la possibilità di capirsi e parlarsi, facendo credere che uccidere sia l’unico modo per conquistare la ragione.

I bambini vogliono la pace

Se ci chiedono, perché vengono usate le bombe nelle guerre, è giusto spiegare loro che non sono giocattoli ma oggetti molto pericolosi per chiunque, dal rumore forte e travolgente, dove mille colori possono attirare l’attenzione agli occhi con luci e fuoco.

Non necessariamente vale la pena far vedere loro delle immagini a proposito. Attenzione però a non mettere mai il tema morte in primo piano e se loro stessi non pongono il problema non necessariamente bisogna esporlo, ma neanche mentire.

Il desiderio di ogni bambino è sempre quello di farsi capire, gli adulti devono essere sempre disponibili a parlarne, calibrandone la comunicazione senza riempirli di racconti troppo drammatici e non trasmettere la propria angoscia. L’importante è sempre ascoltare e non sgridare in questi casi.

Sarebbe importante giocare con domande semplici chiedendo ai bambini cosa ne pensano della guerra da dopo il Covid e se secondo loro è giusto che ci sia, o perché si sta creando questo scompenso fra adulti.

Sono sicura che verranno domande insolite e le loro espressioni potrebbero farci sorridere, mostrando ancora cosa può essere davvero l’innocenza dei nostri bambini.

Il modo migliore di raggirare i bambini è sicuramente quello di mischiare il gioco con la realtà. Si può provare, inoltre, a raggirarli con qualche chicca culturale per distrarli dall’argomento serio. Si potrebbero cercare versetti o libri adatti alla età richiesta, di Gianni Rodari o qualche poesia di Primo Levi che tratti la guerra, interrompendo le preoccupazioni di entrambi.

Mostrare loro qualche foto di una città come la capitale Kiev, parlando della religione Ortodossa e curiosando insieme su qualche ricetta tipica di dolci fatti in casa, sperimentandoli poi insieme allentandoli così dalla paura della guerra, dando loro la sicurezza e l’amore che meritano.


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6 Comments

  1. Be è pauroso che ad alcuni bambini bisogna spiegare la guerra mentre altri la vivono
    In entrambi i casi non ci dovrebbe essere bisogno di spiegarla semplicemente perché non dovrebbe esistere e soprattutto non dovrebbero esserci bambini che la subiscono

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