L’oratorio di San Marco si trova nel cuore del centro storico di Rossano. Circondato da un intrico di vicoli che guardano la valle del torrente Celadi, si apre, attraverso uno squarcio tra le colline, al blu dello Ionio.
In questa valle, chiamata Vallone San Nicola, i monaci eremiti, venuti dall’oriente, praticavano la regola di San Basilio. Avevano scavato delle grotte nel tufo, nelle quali trascorrevano le loro giornate in solitudine e preghiera. Ma, nonostante la regola basiliana imponesse una vita appartata e in ascesi, era necessario anche riunirsi per meglio compattare la comunità dei monaci. In questo modo potevano pregare insieme, dedicandosi alla meditazione, alla lettura dei testi sacri e ai canti corali.
L’oratorio dei monaci eremiti
L’oratorio di San Marco nasce proprio come luogo di aggregazione per la comunità eremitica basiliana.
Fu costruito su uno sperone di roccia calcarea tra il IX e il XII secolo per volere di Euprassio, protospatario della Calabria e fondatore del convento di Santa Anastasia, di cui, oggi, si sono perse le tracce. Probabilmente la chiesa fu costruita sui resti dell’antico convento, danneggiato dal terremoto del 950 d. C, e consacrata a San Marco.
Le dimensioni ridotte della chiesa si spiegano con il fatto che era destinata alle esigenze di una cerchia ristretta di persone, quali erano i monaci eremiti, che vivevano nelle grotte di tufo della valle sottostante. Ai tempi di Euprassio la chiesa era già malandata, ed egli l’affidò a San Nilo, che la restaurò e la fece rinascere come luogo di ascesi comunitaria.
La struttura architettonica della chiesa di San Marco di Rossano
San Marco di Rossano è una delle massime espressioni dello stile bizantino in Calabria, e presenta molte analogie con la planimetria della Cattolica di Stilo.
La pianta della chiesa, a croce greca e a forma quadrata, ha una cupola centrale e quattro volte intorno, tipicamente orientale. La facciata principale è rivolta ad oriente ed è abbellita da tre absidi semicircolari con piccole bifore, in alto, a transenna di stucco.
L’interno dell’oratorio è diviso in nove riquadri da quattro pilastri ciascuno.
Sul riquadro centrale e su quelli angolari si levano le cupole, mentre su quelli che formano i bracci della croce, la volta è a botte.
Il vestibolo, invece, è di epoca più recente. Fu aggiunto posteriormente, forse, nel XV secolo. Sul lato sinistro, dove vi è l’ingresso, sorgeva un piccolo campanile addossato alla cupola angolare.
La chiesa, nel corso dei secoli, ha subito molti rimaneggiamenti e restauri che, comunque, hanno mantenuto intatta la sua fisionomia originaria.

Antichi tesori e il mistero delle fosse sotterranee
L’interno della chiesa è semplice.
Nonostante gli arredi essenziali, la chiesa è ricca di tesori inestimabili, come il frammento di affresco sul muro di sinistra, in fondo al presbiterio, che raffigura la Madonna Odigitria, risalente al XIII secolo e scoperto durante i restauri avvenuti tra il 1926 e il 1931.
All’interno vi sono anche dei pezzi scultorei antichissimi, come la mensa d’altare con il bordo decorato a motivi geometrici, e un’acquasantiera in pietra con un fiorone scolpito a risparmio.
Ma è nel restauro avvenuto tra il 1977 e il 1980 che viene fatta una scoperta sconcertante.
Vengono portate alla luce due fosse sottostanti il pavimento della chiesa.
Una, probabilmente, fungeva da fossa comune, e si racconta che venne usato anche per seppellire i morti di colera. Mentre l’altra fossa, è in realtà, una sorta di passaggio segreto, che, forse, conduceva direttamente alla Cattedrale di Rossano; era, quindi, una possibile via di fuga.
Oggi, sul pavimento della chiesa, le due aperture sono ben visibili attraverso una lastra di vetro che vi è stata posta sopra.
La grotta dell’eremita, un luogo di antiche suggestioni
La grotta dell’eremita è una laura scavata nel tufo, che ci fa capire concretamente come fosse la vita quotidiana dei monaci basiliani del Vallone San Nicola a Rossano. Essi vivevano nei pressi dell’oratorio di San Marco, nella valle sottostante alla chiesa.
Oggi è possibile visitare una di queste grotte situata, precisamente, in contrada Santa Maria delle Grazie, nel territorio di Rossano.
La grotta si è conservata perfettamente intatta. All’interno vi è una colonna creata dalla roccia, che divide la grotta in due ambienti: la zona del riposo, dove il monaco dormiva, e la zona diurna, dove il monaco pregava, leggeva e svolgeva le sue mansioni quotidiane.
La cosa meravigliosa di questa grotta è che, se vi ponete davanti all’ingresso, potrete scorgere in lontananza la facciata della chiesa di San Marco perfettamente di fronte a voi. Questo conferma l’indissolubile legame tra i monaci e l’Oratorio.
La grotta non è visibile dalla strada, ma è visitabile grazie alla collaborazione del proprietario, Gennaro Mercogliano, che l’ha messa a disposizione dell’Amministrazione Comunale e della comunità del territorio, realizzando interventi di restauro e ripristinando anche l’antico percorso che scende alla grotta, in modo da renderlo agevole per le visite guidate di turisti e scolaresche.
Come visitare la chiesa di San Marco e la Grotta dell’eremita a Rossano
Per visitare l’Oratorio di San Marco e la Grotta dell’Eremita, potete contattare la Pro Loco di Corigliano-Rossano che vi fornirà tutte le informazioni utili. Sono possibili visite guidate anche in varie lingue straniere.
Per quanto riguarda la Grotta dell’Eremita, oltre alla Pro Loco, potete contattare direttamente il proprietario Gennaro Mercogliano al n. (+39)349 841 9225.
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Io ci sono stata ….stupenda veramente
Chi abita a Rossano può ammirare ogni giorno la bellezza bizantina
Bellissimo, da visitare assolutamente
Meraviglioso
che spettacolo
che bella