Il18 Marzo è la Giornata Mondiale del Riciclo, istituita nel 2018 dalla Global Recycling Foundation per sensibilizzare sui temi della raccolta differenziata e dell’utilizzo dei rifiuti in cicli produttivi che possano dare loro “una nuova vita”.
Riutilizzare un oggetto, trasformare un rifiuto in nuovo materiale per la produzione industriale, sono azioni che rientrano in una definizione che ne raccoglie ancora altre: economia circolare.
Che cos’è l’economia circolare?
“L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile. In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.”
fonte: europarl.europa.eu
I principi dell’economia circolare si basano su un modello economico diverso da quello lineare che tutti conosciamo: produci-usa-getta. Promuovono al contrario un circuito economico fondato su tre punti: riduci-riusa-ricicla, che vuole ridurre i consumi di materie prime e fonti di energia, il volume dei rifiuti da smaltire e la loro trasformazione in prodotti di lunga durata.
L’Unione Europea ha al suo attivo un nutrito elenco di direttive sull’economia circolare, con l’obiettivo della riduzione dei rifiuti, e un piano di azione che riguarda i settori più disparati dell’economia e dell’impresa, dal riciclo dei vestiti alle batterie elettriche, fino ad arrivare a nuove opportunità di lavoro.
Come ce la caviamo con i rifiuti in Italia?
Il rapporto Greenitaly 2021 conferma l’attenzione degli italiani verso il riciclo. Siamo leader nell’economia circolare con un riciclo sulla totalità dei rifiuti – urbani e speciali – del 79,4% (2018): un risultato ben superiore alla media europea (49%) e a quella degli altri grandi Paesi come Germania (69%), Francia (66%) e Regno Unito (57%).
Secondo l’Unione nazionale delle imprese di recupero e riciclo maceri (Unirima), nel riciclo degli imballaggi di carta siamo dunque i primi nel vecchio continente, con una percentuale nel recupero della carta dell’87,5% nel 2020, a fronte degli obiettivi europei di raggiungere l’85% entro il 2035. Da questo punto di vista siamo perfino in anticipo su alcuni degli obiettivi fissati dalle direttive europee.
Materiali di scarto e nuove opportunità
Quasi tutti i nostri rifiuti possono essere riutilizzati, per produrre nuovi oggetti o diventare materia prima per altre produzioni:
- l’umido diventa fertilizzante o materiale base per la produzione di biogas
- Il vetro è riutilizzabile per creare nuovi oggetti senza perdere nessuna delle sue caratteristiche di qualità
- La carta, invece, viene macerata e ridotta in pasta con la quale produrre nuovi fogli, anche se non può essere riciclata all’infinito come vetro e alluminio
- Il riciclo della plastica richiede procedure più complesse, ma una volta recuperata può essere usata per la produzione di fibre per indumenti o interni per automobili , o ancora per la produzione di tubi e piastrelle se si tratta di PVC.
- L’alluminio, è riciclabile all’infinito, purché sia stato separato da eventuali residui di cibo o altre sostanze.
Da questo punto di vista, noi possiamo fare la differenza. Anzi la differenziata!
Dove lo getto questo?
Non è sempre facile capire qual è il contenitore giusto per ogni materiale. Ma la tecnologia può aiutarci a imparare a riciclare in modo corretto: alcune applicazioni, spesso dotate del lettore di codici a barre, consentono di capire subito qual è il posto dove gettare i nostri rifiuti.
- L’app Junker, ad esempio: permette il riconoscimento dei prodotti dal codice a barre. Una volta scaricata l’app Junker e registrato il comune di residenza, basta inquadrare con lo smartphone il codice a barre del prodotto e sul display vedremo la descrizione dell’imballaggio con le indicazioni su come smaltirlo in base alle regole vigenti nel proprio comune.
- iRecycle, invece, è un’app che ti aiuta a trovare la soluzione migliore e più vicina a te per il riciclo di tutto ciò che vuoi riciclare: batterie, vecchia elettronica, vetro, sostanze chimiche, carta e metallo.

Quando lo devo gettare?
Ogni comune ha un proprio calendario e diverse modalità per il ritiro dei rifiuti che abbiamo già differenziato in casa, se siamo in difficoltà nel tenere a mente se il lunedì viene ritirato l’umido o la carta o se il giovedì è il giorno del vetro o della plastica possiamo sempre ricorrere al nostro assistente virtuale, che sia di Google, Apple o Amazon, per impostare promemoria personalizzati per ricordarci cosa portare al cassonetto.
Si può fare di più?
La risposta è si! Anche in questo caso conl’app AWorld.
AWorld è l’app ufficiale delle Nazioni Unite a supporto della campagna contro il cambiamento climatico #ActNow. È una piattaforma online fornisce tutta una serie di indicazioni, suggerimenti e obiettivi per una vita sostenibile per l’ambiente.
Ideata da una start-up italiana, AWorld offre suggerimenti e sfide indirizzate a compiere scelte migliori nella nostra vita quotidiana attraverso un percorso che premia i comportamenti sostenibili, come i risparmi di risorse naturali o di energia elettrica, con un punteggio che a fine giornata o a fine mese indica quanto si sta contribuendo a salvare il pianeta.

Immagine da: forbes.it







Molto interessanti i suggerimenti che riguardano le app.
Grazie. Mi piace pensare che siano utili.
Interessante grazie! Non sapevo delle app
riciclare bene è importante
molto interessante
Grazie per l’attenzione.
un articolo davvero interessante non conoscevo queste app
Grazie. Le app le ho trovate molto utili, specie per alcuni materiali che possono creare difficoltà al momento di differenziarli per la raccolta.
Ottimo articolo
Ottimo, grazie, non avevo mai sentito parlare di questa App