Oltre ad una guerra che si sta svolgendo nei campi di battaglia potrebbe essercene un’altra molto meno “invasiva” ma che violerebbe la privacy di molte persone. Una guerra cybernetica iniziata dalla Russia.
Cosa potrebbe accadere
La Russia è la maggiore produttrice di antivirus che vengono utilizzati in tutto il mondo, Italia compresa, ed è per questo motivo che la guerra potrebbe spostarsi velocemente dal campo di battaglia al mondo dell’internet ma non per l’Ucraina, che sta già lottando nei campi di battaglia.
La guerra coinvolgerebbe tutti i paesi ostili alla Russia, compresa l’Italia.
L’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, afferma: “Più la situazione si complica e più aumenta la possibilità che il conflitto si estenda ad aggressioni cybernetiche verso i paesi dichiarati ‘ostili” da Putin” ma invita a non disperarsi, invitando tutti ad affrontare la situazione con spirito di iniziativa, senza farsi prendere dal panico e facendosi trovare preparati.
In un mondo in cui si vive a stretto contatto con internet è facile pensare a come un attacco cybernetico possa bloccare un intero paese, monopolizzando non solo le reti dei singoli privati ma anche quelle di associazioni ed intere aziende.
Lo scorso 6 Marzo era stato annunciato un simile attacco, forse per scoraggiare i paesi ostili alla Russia, ma ora come ora tutto sembra ancora fermo.
Come prevedere un possibile attacco
La mossa migliore da fare sarebbe quella di liberarsi del monopolio russo sulla produzione di antivirus ma non sarà facile, i server pubblici italiani e non solo non sono sufficienti né adeguati ad un utilizzo quotidiano e sono incapaci di permettere la gestione di grandi piattaforme. Già da Febbraio, in seguito ai numerosi attacchi russi in Ucraina, in Italia erano state incrementate le difese ai sistemi informatici ed il premier Mario Draghi aveva fatto attivare un nucleo per la cybersicurezza che raccoglieva tutte le informazioni raccolte e ne favoriva la condivisione.
La Russia si conferma superiore a livello informatico e lo confermano anche i numerosi attacchi cybernetici all’Ucraina effettuati durante il conflitto e che potrebbero estendersi a quei paesi che hanno mandato armi o aiuti umanitari al paese con cui è in guerra. Aziende sanitarie ed ospedaliere sono un obiettivo molto sensibile e sarebbe sicuramente molto difficile gestire il tilt in una situazione ancora incerta a causa dell’epidemia da SARS Covid-19.
Come difendersi da futuri attacchi
Sarebbe importante, per privati ed aziende, eliminare l’antivirus di proprietà russa più utilizzato al mondo che è Kaspersky ma in mancanza di questa possibilità potrebbero esserci alcuni accorgimenti molto più semplici da attuare, soprattutto per i privati. Basterebbe cambiare spesso le proprie password, utilizzarne alcune molto lunghe e complesse, attivare l’autenticazione a due fattori e prestare attenzione ad sms ed e-mail che, utilizzando nomi di applicazioni e marchi conosciuti, si limitano a fare pishing e a violare la privacy di un privato con il suo “consenso”.
In Italia, in seguito ad un allarme che sembra esser scattato da un po’ di tempo, l’agenzia per la cybersicurezza nazionale sta agendo per proteggere quelle agenzie e quelle potenze interne che risultano maggiormente a rischio, come la Pubblica Amministrazione, le Forze dell’Ordine, il Ministero dell’Interno e quello della Difesa.
Non è previsto nessun attacco nell’immediato ma gli organi competenti si son già messi in moto da un paio di mesi per non uscire impreparati e per evitare gli attacchi cybernetici che potrebbero far evolvere una guerra che, al momento, non è soltanto più sul campo.







Interessante, grazie
Ancora c è la guerra purtroppo