Rick Dufer, alias Riccardo Dal Ferro, è un personaggio del nostro web che sicuramente meriterebbe più attenzione a livello nazionale.
È uno streamer e youtuber che si occupa di divulgazione filosofica e letteraria, caratterizzato da un approccio mai banale agli argomenti di cui si occupa. Anzi li sviscera ed entra in profondità, facendo emergere interrogativi e verità che spesso provocano fastidio nell’ascoltatore.
I suoi discorsi, condotti con lucida razionalità, mettono in discussione le nostre più ferme convinzioni. Spesso ci spingono ad osservare gli eventi e i problemi da nuovi e differenti punti di vista.
Anche il nuovo libro, “Seneca tra gli Zombi” (uscito il 7 aprile 2022 per Feltrinelli), si propone di utilizzare un metodo simile, volendo proporre al lettore domande scomode.
Ad esempio:
Sei davvero in controllo?
Sei davvero alla guida della tua esistenza?
Sei in possesso della tua vita, oppure sei posseduto, controllato, manipolato?
L’Autore
Riccardo Dal Ferro è filosofo, scrittore ed esperto di comunicazione e divulgazione.
Direttore della rivista di filosofia contemporanea ENDOXA, porta avanti il suo progetto di divulgazione culturale attraverso il suo canale Youtube “Rick DuFer”, e lo show podcast “Daily Cogito”.
Performer ed autore teatrale, ha girato l’Italia con i monologhi “Seneca nel Traffico” e “Quanti GIGA pesa Dio?”.
Nel 2014 esce il suo romanzo d’esordio “I Pianeti Impossibili”, mentre nel 2018 esce “Elogio dell’idiozia” (entrambi riediti per Poliniani nel 2021).
Nel 2019, per De Agostini, esce “Spinoza & Popcorn”, un saggio sulla filosofia pop.
Nel 2020 pubblica “I racconti della vera nuova carne” per Poliniani, raccolta di storie gotiche illustrate da Ary De Rizzo.
È autore dei podcast originali “A Mente Libera” e “Cose Serie” per Storytel, e del podcast esclusivo di Audible “Parole Preziose”.
Ad aprile 2022 è uscito il suo nuovo libro “Seneca tra gli Zombie”, edito da Feltrinelli.
Il Libro
“Seneca tra i filosofi” è un saggio filosofico, con lo specifico obiettivo di utilizzare la filosofia e la cultura per affrontare alcuni importanti problemi imposti dalla contemporaneità. Come l’omologazione, l’insoddisfazione, la difficoltà a trovare un senso alla propria vita, insieme a molti altri…
Questa è la premessa con cui viene presentato il libro sul sito dell’autore:
Un libro contro l’omologazione attraverso la saggezza, una cassetta degli attrezzi per il lettore che voglia non solo adattarsi allo spirito del suo tempo, ma scegliere liberamente cosa diventare, in un mondo nel quale diventiamo sempre più simili a tutti gli altri.
Il Titolo
Per spiegare meglio in cosa consista questo libro, spieghiamo innanzitutto il geniale titolo: “Seneca tra gli zombie”.
Per chi non lo sapesse, Seneca è un filosofo vissuto durante il I Secolo d.C.
Durante la sua vita si è occupato principalmente di fondamentali temi strettamente collegati tra di loro, come il tempo e la morte. In particolare era convinto che l’essere umano dovesse vivere la propria vita mantenendo, in ogni momento, la consapevolezza di poter morire. In questo modo, poteva sfruttare al meglio ogni secondo della vita a sua disposizione.
È, dunque, ricordato come fautore di un modello di vita particolarmente attiva e conscia dello scorrere del tempo (e quindi anche della Morte).
Lo zombie è, invece, un particolare tipo di morto vivente, diventato famoso attraverso numerose produzioni cinematografiche e videoludiche.
Esso vive in branchi. Non pensa, attacca le prime prede che gli capitano sotto tiro e non è assolutamente consapevole di essere morto, o di poter morire definitivamente in qualunque momento. È in forte contrasto con la figura di Seneca, e rappresenta un modello di vita passiva e priva di autoconsapevolezza.
La combinazione di questi due soggetti crea un effetto straniante e divertente. Ma, allo stesso tempo, non è fine a se stessa. Descrive perfettamente, in poche semplici parole, quello che sarà il contenuto del testo. Ci anticipa, infatti, che gli argomenti fondamentali saranno la consapevolezza della morte e il nostro approccio alla vita. Elementi in comune alle figure di Seneca e degli zombie.
Ma non solo, ci dà anche anticipazioni sulle modalità con cui verrà portata avanti l’argomentazione: pensieri di filosofi antichi (o moderni) verranno associati a elementi della contemporaneità anche appartenenti alla cultura pop (come appunto gli zombie).
Il Contenuto
Una volta spiegato il titolo, veniamo al contenuto del libro.
Voglio innanzitutto anticipare che, quanto dichiarato nella premessa presente sul sito e nell’introduzione del libro, è effettivamente vero.
Rick, in questo testo, non dà alcuna risposta alle nostre domande esistenziali, né offre alcun tipo di soluzione ai problemi che tanto ci assillano. Il suo obiettivo è un altro, quello di offrire qualcosa di meglio di astratte massime con cui affrontare la vita. Egli vuole darci gli strumenti adatti a costruirci da soli le risposte ai problemi che ci assillano.
E per farlo affronta nel testo principalmente quattro argomenti.
Gli zombie
Lo zombie è guidato, è posseduto, è un guscio che compie azioni involontarie e prive di anima.
Il concetto di zombie sta alla base dell’intera argomentazione.
Il principale obiettivo di Rick è quello di metterci in guardia di fronte alla tendenza della contemporaneità a trasformare ogni essere umano in uno zombie. In un essere incapace di avere un ruolo attivo all’interno della propria vita.
Ma la scelta di utilizzare lo zombie non è solamente coreografica. La sua figura diviene, sin dal primo capitolo, occasione per porsi alcune domande fondamentali, quali ad esempio “cosa distingue gli esseri umani dagli zombie?“; “Cosa rende l’essere umano, umano?“; “Cos’abbiamo in più degli zombie?“.
Lo svisceramento di queste domande, condotto lucidamente all’interno del primo capitolo, porta inevitabilmente a riflettere sull’importanza del pensiero e delle domande esistenziali. Serve un grande assist per la trattazione di numerosi concetti filosofici a partire dal secondo capitolo.
Ma l’utilità della categoria “zombie” non finisce qui.
Viene ripresa nella parte finale del testo, dove si fa notare che zombie non è solamente chi non pensa o non prova emozioni. Nello specifico, anche chi non pensa mai al fatto di dover prima o poi morire.
Lo zombie, come già accennato in precedenza, non ha percezione di essere morto, né che la sua vita potrebbe finire da un momento all’altro. Conduce dunque la vita in maniera cieca e non pensa mai alla limitatezza del tempo a sua disposizione, giungendo a sprecare molte occasioni di cambiamento e crescita.
Lo zombie rimane sempre uguale a se stesso, paralizzato nell’immobilismo più totale.
Attraverso questa complessa costruzione dell’identikit di uno zombie, Rick riesce in un compito non facile. Scardina lentamente la convinzione del lettore di non essere uno zombie.
Durante la lettura capiterà di partire da una generica convinzione che gli zombie siano solamente persone particolarmente dipendenti dai social network, o succubi della propria vita per qualche motivo. Siamo convinti di non essere assolutamente parte di essi, giungendo, infine, a comprendere di avere a nostra volta molti atteggiamenti da zombie.
Tale presa di coscienza è fondamentale, poiché, in questo modo, il lettore si convince della necessità di introdurre cambiamenti all’interno della propria vita.
Magari utilizzando alcune delle tecniche proposte da Rick.
I filosofi
In “Seneca tra gli zombie”, come comprendiamo già dal titolo, i filosofi hanno un ruolo fondamentale.
Rick introduce nella propria argomentazione qualunque opinione filosofica utile a portare avanti riflessioni relative ai problemi posti dalla categoria “zombie”, facendo così grande opera di divulgazione.
Non serve avere un’avanzata preparazione filosofica per comprendere queste pagine. I filosofi sono introdotti con semplicità e brevità, in maniera tale che (più o meno) chiunque possa avvicinarsi ai concetti da loro espressi.
I filosofi più trattati da Rick sono Seneca e Cartesio, seguiti da Nietzsche e Kant.
Ma ne cita anche molti altri, tra i quali troviamo: Platone, Epitteto, Marco Aurelio, Kierkegaard etc.
La contemporaneità
Nel libro di Rick la filosofia, come magari avrete già intuito, non è affrontata a puro scopo speculativo. Ogni riflessione filosofica è sempre votata a cercare di rispondere a un qualche interrogativo posto dalla nostra vita di tutti i giorni, concreta o digitale che sia.
Un esempio in questo senso possono essere il sesto e settimo paragrafo del secondo capitolo.
Questi paragrafi, intitolati rispettivamente “il sarcasmo imperituro e la società del meme” e “la tirannia dell’offeso e il politicamente corretto“, raccontano di come, da un lato, nella nostra società si tenda a scherzare su ogni cosa, anche sulle tragedie più grandi, utilizzando il sarcasmo quasi come prospettiva attraverso cui interpretare la realtà:
Se c’è un aspetto del nostro mondo contemporaneo che ritengo problematico e pericoloso è proprio questo: aver trasformato ogni cosa in un meme. […] La lista [di esempi], è infinita e potrei avanti per pagine e pagine, ma credo che il punto sia chiaro: siamo pervasi da un sarcasmo che diventa la patina con cui leggiamo il mondo, come se fosse la prima e più immediata risposta cognitiva a tutto quello che ci accade.
Io sono convinto che si possa scherzare su tutto […] ma questi linguaggi funzionano quando spiccano sul resto, quando si distinguono dal rumore che pervade il nostro campo mentale, quando la loro raffinatezza si oppone alla durezza degli eventi che ci circondano e, in questo modo accende una lampadina nella nostra testa.
Mentre, dall’altro, sentirsi offesi per le parole o le azioni di qualcun altro è diventato unico prerequisito per stare dalla parte della ragione:
Il sarcasmo non è certo l’unico modo per nascondersi dagli spigoli del mondo. Un altro modo estremamente proficuo e, per questo largamente diffuso oggigiorno, è la capacità di mostrarsi offesi per tutto ciò che in qualche modo urta una qualche forma di sensibilità o caratteristica. È come se si fosse operato un mutamento radicale nel ruolo di chi si sente offeso da qualche cosa: se un tempo la sensazione di aver ricevuto doveva essere corredata dall’onere della prova, oggi basta dire che qualcosa ci ha offeso per passare automaticamente dalla parte della ragione.
Queste riflessioni sono diventate parecchio attuali, specie dopo l’episodio dello schiaffo di Will Smith a Chris Rock. Evento di cui ha parlato tutto il mondo e che ha spinto molti a domandarsi fino a che punto si possa spingere il sarcasmo, e se abbia avuto ragione Will Smith a reagire in quel modo.
Purtroppo Rick non ha fatto in tempo a discutere di questa situazione all’interno del suo libro, ma ne ha comunque parlato in una puntata del suo podcast, nella quale cita proprio questi due paragrafi del suo libro.
Tuttavia la contemporaneità non è solo presente come oggetto di indagine o riflessione.
Numerosi sono anche i riferimenti alla cultura pop contemporanea, utilizzata o per spiegare meglio alcuni concetti di filosofi. O come vera e propria autorità, utile per farci meglio comprendere il mondo che ci circonda.
Ad esempio, cita il Joker di Todd Phillips come rappresentazione della “tragedia del sarcasmo imperituro“. Nel film nessuno riesce a prendere sul serio il dramma del protagonista, e ciò porterà poi alla nascita del Joker.
O ancora, utilizza come esempio il romanzo di Philip K. Dick “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?“, nel quale il protagonista utilizza un complesso e super-tecnologico test cerebrale, per riuscire a comprendere chi sia un essere umano e chi un androide.
Per farci capire quanto possa essere difficile distinguere un umano da uno zombie.
L’intraprudenza e altri atteggiamenti utili
Come già detto, Rick non fornisce alcuna risposta definitiva alle domande presentate all’interno del testo.
Ci offre tre tecniche (una di sua invenzione, due di matrice classica), attraverso le quali possiamo provare a trovare da soli le risposte adatte ai nostri personali problemi: l’intraprudenza, il ri-pensamento e il memento mori.
Intraprudenza
È un neologismo, creato fondendo le due parole “intraprendenza” e “prudenza“.
Rick la definisce così:
L’intraprudenza è l’atto con cui si accetta di buon grado l’incertezza insita in ogni nostra azione, pur perseguendo in modo determinato lo scopo che si dà all’esistenza. Intraprudenza è equilibrio tra due estremi: da un lato lo slancio vitale che si dimentica dell’ignoto, dall’altro la prudenza estrema che attanaglia chi si accorga della vanità delle sue azioni.
Intraprudenza è dunque un atteggiamento che permette di vivere attivamente la propria vita, senza rinunciare alla consapevolezza della finitezza della propria esistenza. Vivendo in questo modo, si può provare a sottrarsi al processo di zombificazione di massa, cui siamo sottoposti ogni giorno dalla società.
Ri-pensamento
Un altro suggerimento che ci viene dato da Rick è la tecnica del ri-pensamento. Questa tecnica è di matrice classica e, in particolare, stoica. Consiste sostanzialmente nel ri-pensare, alla conclusione della giornata, a ciò che si è fatto durante il giorno. Ciò può essere utile per riflettere sulle nostre azioni, sui nostri eventuali errori e sul modo in cui sta procedendo la nostra vita.
Ri-pensare è l’atto filosofico per eccellenza, poiché contiene in sé l’ammissione dei propri limiti […]. Chi si ri-pensa è conscio dei limiti della sua cognizione, della vita, e quindi è perfettamente a conoscenza dell’ignoto che pervade l’esistenza.
Memento mori
Il Memento mori è, infine, la consapevolezza della propria mortalità, in grado di spingerci
a dare valore al presente più di qualsiasi altra riflessione. […] La consapevolezza di ciò è un prepararsi alla morte e, di conseguenza, vivere ogni presente come se fosse l’ultimo, come se ogni cosa fosse “imminente” e richiedesse la nostra perfetta attenzione.
Lo Stile
“Seneca tra i filosofi” è un libro di filosofia molto piacevole da leggere.
Certo, non può essere letto spegnendo totalmente il cervello, ma non è neanche troppo complesso e pesante da “digerire”. Rick spiega gli argomenti con calma e chiarezza, offrendo al lettore esempi di diverso tipo, utili per comprendere in maniera più immediata i concetti filosofici.
Questi esempi possono essere di carattere quotidiano oppure derivanti dalla cultura pop e contribuiscono a rendere la lettura più piacevole e variegata.
A quest’ultimo obiettivo concorre poi anche lo stile utilizzato dall’autore. Rick usa un linguaggio molto chiaro e scorrevole, spesso venato da punte di spassosa ironia, che servono ad alleggerire, almeno momentaneamente, discorsi spesso profondi e complessi. Per capire meglio cosa intendo, vi lascio un esempio.
E, a pensarci bene, la nostra coscienza è una cosa molto simile a un parabrezza. Provate a immaginare la mente come l’interno di un automobile: seduto al posto di guida ci sono “io” (non “io”, Rick DuFer, non sono nella vostra testa, almeno per ora), ovvero la coscienza vigile, quella cosa che sento essere “me stesso”, il mio sguardo sul mondo. Questo tizio che guida ha un problema enorme: tutto quello che vede , lo vede attraverso il parabrezza. E quando quest’ultimo è lercio, perché una tempesta sparge , rami spezzati, rane volanti e ketchup a gogò, serve la forte azione dell’emendacristallo per tornare a vedere bene la strada, senza schiantarsi contro un platano.
In questa metafora ben poco seria, il parabrezza è la rappresentazione che ci facciamo del mondo […].
Conclusione
Insomma, la lettura di questo testo è consigliata a tutti. Contiene infatti elementi di grande interesse sia per chi è già appassionato di filosofia, sia per chi non è particolarmente esperto in materia.
Rick ha un approccio alla materia molto inclusivo e cerca di rendere le sue argomentazioni accessibili a un pubblico più vasto possibile. Questo dunque non è un libro per aspiranti Seneca, ma per zombie. Degli zombie contemporanei, che, prendendo consapevolezza della propria condizione, possono finalmente riacquistare il controllo della propria vita e divenire nuovamente esseri umani.







Davvero interessante
Sì, una lettura assolutamente consigliata!
Complimenti veramente per l ‘articolo. Io conosco la letteratura antica, un bel articolo.
Grazie! 🙂
Veramente interessante.
Non conoscevo le Riccardo del Ferro. Cercherò qualche altra notizia in rete
Bellissimo articolo, grazie