Quando ti ritrovi tra le mani un piccolo tesoro te ne accorgi immediatamente.
Ci sono autrici che riescono a trasportarti nelle loro storie e non lasciarti andare fino a che non raggiungi l’ultima pagina. Toccano corde del tuo cuore, della tua anima che spesso decidi di ignorare perché le emozioni sono troppo grandi, troppo intense.
La creatrice di bambole è il primo di quattro volumi della serie “Le quattro promesse” di Giulia Dal Mas.
Nonostante abbia terminato da più di 24 ore la lettura provo ancora un vortice di emozioni: sento ancora la felicità mischiata alla tristezza, l’amore unito alla sofferenza, la determinazione unita alla frustrazione. Serenità ma anche tanta rabbia. Rabbia per una vita intensa ma sofferta, quella di Edda, una delle nostre protagoniste. Scelte di vita inconsapevoli, le sue, che segnano per sempre. Siamo nel periodo della Seconda Guerra Mondiale, anni in cui la protagonista conosce vita, amore, paura, sofferenza, atrocità e morte.
E allora mi chiedo: quanto patimento può sopportare una persona prima di perdere la speranza e la capacità di amare di nuovo?
Le sfiorò le spalle. Lei lo spinse via, si mise le mani tra i capelli e urlò. Con quanto fiato aveva in corpo, gridò. Per la bambina che stava lavorando in laboratorio. Per tutte le persone che come lei avevano dovuto scappare, e dovevano vivere nascoste da qualche parte. Gridò per per tutti i giovani dal cuore gentile, che erano stati risucchiati nel tritacarne della guerra; e per i suoi genitori. Soprattutto per loro!
Gioia, la nostra seconda protagonista, moglie di Claudio e scrittrice di bestseller, sta vivendo una crisi personale e professionale. A 37 anni si ritrova a fare i conti con una diagnosi terribile che riceve dalla sua ginecologa, ma anche con la famosa e reale sindrome da pagina bianca. Il non sentirsi più se stessa metterà a repentaglio il suo matrimonio.
<<Non c’ero solo io, Gioia!>> le disse, un istante prima di andarsene. <<Nella nostra storia eravamo in due. E tu non te ne sei mai resa conto!>>
L’unica soluzione è ricominciare e l’occasione giusta le viene servita su un piatto d’argento dal suo agente Vanni che le propone di accettare un incarico come docente di scrittura creativa offerto dal Rettore dell’Università di Firenze.
Deciderà di allontanarsi dalla caotica città di residenza, Milano, e di soggiornare a Fiesole. Proprio lì, il destino farà la sua magia. Metterà sulla stessa strada le due donne: Edda, ormai anziana, che se ne sta seduta su una vecchia sedia a dondolo con in grembo una bambola e Gioia che darà voce alla sua storia e le permetterà di fare luce sui sentimenti poco chiari che sono racchiusi dentro al suo cuore.
Questa è la storia di due donne che, apparentemente, non hanno nulla in comune se non le loro vicende da raccontare e un perdono da offrire e ricevere.
Siamo di fronte a due vite parallele ma complementari perché grazie all’unione delle loro storie si avrà un fine, più che lieto, “giusto“.
La Creatrice di Bambole è disponibile in copertina flessibile oppure GRATUITAMENTE con Kindle unlimited




Ho letto anche io questo libro e mi trovo d’accordo con quanto detto nella recensione. Ottima analisi
Grazie mille.
bel libro