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“Non siamo tutti sulla stessa barca” di Giorgio Brizio – crisi climatica e migrazione

Il titolo di questo libro “Non siamo tutti sulla stessa barca” dice molto.
È un punto di partenza rispetto al mondo, alla vita e alle opportunità che questa può offrirti, diverse per ognuno di noi e dettate principalmente dalla parte di mondo nella quale nasci; perciò non siamo tutti nella stessa barca.

L’autore e l’opera

Edito da Slow Food, il libro è stato scritto dal giovanissimo Giorgio Brizio, un ragazzo molto in gamba e attivista per Friday for Future.
Ha vissuto tra Torino e Berlino, e grazie alla sua esperienza di attivista racconta della crisi climatica che sta investendo la terra. Lo fa attraverso numeri e dati per dare solidità alle sue emozioni e sensazioni, raccontando di un fenomeno che sembra, ormai, irreversibile.
Ma se ci impegniamo tutti per cambiare le cose, possiamo salvare la terra che ci ospita.Non siamo tutti sulla stessa barca

Ci parla di una migrazione, purtroppo già in atto, dovuta non solo a guerre, povertà e dittature, ma anche al cambiamento climatico. Questo, infatti, ha trasformato luoghi un tempo floridi in zone aride ed inospitali, costringendo intere popolazioni a fuggire; questo, purtroppo, in un futuro prossimo diverrà un atto sempre più frequente.
Ci saranno sempre più luoghi dove non nasceranno frutta, verdura o vegetazione, dove sarà impossibile vivere.

L’impatto umano sull’ambiente

L’uomo che scappa dall’uomo stesso, perché la colpa di tutto questo è sua.
Nel libro c’è un passaggio impressionante che rende chiara l’idea di quanto l’uomo sia colpevole della distruzione della sua stessa terra.
Cerco di riassumerlo così:

La terra esiste da 4,6 miliardi di anni, l’uomo da 200.000 milioni di anni. Riduciamo in scala in 46 miliardi in 46 anni; in questa proporzione l’uomo esiste da 17 ore, in pratica da oggi. La rivoluzione industriale (maggiore artefice dei danni dell’uomo alla terra) è iniziata da soli 4 minuti! Beh, in queste 17 ore l’uomo ha distrutto il 50% degli ecosistemi terrestri lasciandole intatti solo il 3%. In pratica in 17 ore siamo riusciti a fare danni che gli altri essere viventi non sono riusciti a fare nei precedenti 45 anni abbondanti!

Sinceramente, credo che dovremmo sentirci tutti in colpa, soprattutto chi della crisi climatica non si interessa e che, ancora oggi, crede che non sia un problema non suo, o causato solo da altri.

La crisi migratoria

Con la crisi climatica come tema comune, Brizio affronta anche il tema della crisi migratoria, soprattutto quella africana e subsahariana. Queste sono le popolazioni, come detto prima, che fuggono, oltre che da povertà, guerre e dittature, anche da zone ormai poco feconde.

Si parla degli infiniti viaggi di speranza che i migranti compiono attraverso il deserto; viaggi lunghi, pieni di insidie e pericoli, fino ad arrivare in Libia.
Ci racconta dei lager in Libia, luoghi sovvenzionati anche dall’Italia con lo scopo di trattenere i migranti e non farli sbarcare sulle nostre coste. Dei veri e propri luoghi di tortura dove le persone vengono malmenate e private di cibo, acqua e cure mediche.
Possono uscirne solo dietro pagamento, per poi venire messi in mano a mercenari che, dopo averli caricati su barche di fortuna, li portano a destinazione. Spesso, però, vengono abbandonati durante la traversata; i trafficanti non possono correre il rischio di essere arrestati.

L’autore racconta che se i migranti vengono ripresi dalle autorità italiane o libiche, questi vengono rispediti in Libia in quei centri dove riprenderanno le torture e le violenze fisiche e psicologiche.
L’unica via di uscita è un nuovo pagamento, tramite famiglia o chissà chi altro, per poterli riportare in mare verso un nuovo futuro.

Un futuro che può avere inizio, spesso e volentieri, solo se questi essere umani vengono salvati in mare da ONG come Mediterranea e ResQ. Queste associazioni, grazie a straordinari volontari, si sono poste l’obiettivo di portare in salvo in migranti prima che le autorità li riportino in Libia, o prima che il mare li risucchi per sempre.

Tutti possiamo fare qualcosa per cambiare il mondo

Il grande cuore di Giorgio Brizio lo ha portato a decidere che i diritti d’autore di questo libro vengano devoluti a Mediterranea e a ResQ, per il loro impegno in mare. Cosa che, con l’aggravarsi della crisi climatica, necessita di maggiore forze e aiuti.

Il libro di Giorgio Brizio “Non siamo tuti nella stessa barca” punta a questo, ovvero sensibilizzare le persone sulla crisi climatica e sull’emigrazione, aiutare chi combatte tutti i giorni per salvare vite umane!

Buona lettura a tutti, nella speranza che ci sia una maggiore sensibilizzazione sulla crisi climatica e sul fenomeno della migrazione. Che questo libro faccia scattare dentro di ognuno di noi quel che serve per cambiare davvero le cose, anche nel nostro piccolo!


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