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L’Orso Viaggatore – Racconto per Bambini

Racconto a cura di Walter Daniele
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Una sera d’inverno, il vagabondare di un orso, di nome Zante, lo portò in un piccolissimo villaggio. Essendo inverno, per Zante, come per tutti gli orsi, era arrivato il momento di andare in letargo. E aveva bisogno di un posto comodo e sicuro. Adocchiò una casetta. “quella casa mi sembra davvero un bel posto! Provo a chiedere se possono ospitarmi!”, stabilì Zante. Si avvicinò alla casa e bussò alla porta.
Aprì una signora. “buongiorno signora! Mi chiamo Zante, ed ho bisogno di un posto in cui trascorrere l’intero inverno. Posso stare qui, a casa sua?”, chiese garbatamente, Zante. “un orso! Come osi venire qui, a casa mia! Ora ti faccio vedere io!”, urlò la signora, prendendo in mano una scopa e, rincorrendo l’orso per tutto il quartiere. Zante scappò via, mortificato. “ma che modi! Prendersela tanto, solo perché sono un orso!”, pensò Zante, mortificato. “beh, visto che la gente ha paura di me, vuol dire che per trovare un posto in cui dormire serenamente durante l’inverno, utilizzerò altri metodi!”, decise Zante.
Aprì la valigia che aveva con sé e, tirò fuori una parrucca, ed un vestito da donna. Li indossò, si guardò in una vetrina di un negozio. “sembro proprio una donna! Di sicuro riuscirei ad ingannare anche la mia mamma!”, disse fra se, Zante, soddisfatto. Si avvicinò ad un’altra casetta e bussò alla porta. Aprì un uomo di nome Tonio e, lo guardò affascinato. “salve signora! In cosa posso esserle utile?”, domandò gentilmente Tonio. “chiedo scusa il disturbo, signore!”, disse Zante, con la sua voce naturale. “si figuri, mia bella signora! Ma che strano vocione! Non ho mai visto una bella signora come lei, con un vocione così!”, commentò Tonio.
Zante fece la tosse. “mi scusi, ma poiché è giunto l’inverno, ho un poco di raffreddore!”, spiegò Zante, modificando la voce. “avrei bisogno di un posto in cui trascorrere l’intero inverno. Posso restare qui, con lei?”, domandò Zante. “certamente! Si accomodi pure!”, rispose Tonio, invitandola ad entrare. “che bello, è arrivata la donna della mia vita!”, disse fra se, Tonio, entusiasta. Zante si andò a mettere subito a letto.
E poco dopo, si mise anche Tonio. “oh no! Vuole dormire con me!”, esclamò Zante, scocciato. “mia bella signora, sarei onorato se diventasse mia moglie!”, disse Tonio, prendendogli una zampa. “ma che brutta mano, che ha!”, commentò Tonio, guardando meravigliato la zampa con gli artigli. Poi, involontariamente, poggiò un gomito sulla sua parrucca e, questa gli si sfilò. “ma sei un orso!”, urlò Tonio, arrabbiato. “aspetti! Posso spiegarle tutto!”, disse Zante, mortificato. “ora ti faccio vedere io!”, gridò Tonio, prendendo un fucile. Zante scappò e Tonio lo seguì, sparando pure qualche colpo di fucile, senza mai colpirlo.
Il povero orso fu costretto ad andare via anche da quella casa, correndo molto velocemente. Senza volerlo, entrò di colpo nel giardino di un’altra casa, dove vi era una cuccia, con dentro quattro cagnolini. Questi ultimi furono molto felici di vederlo e, si strofinarono subito sul suo corpo, affettuosamente. Zante pensò di aver finalmente trovato un posto sicuro. Nello stesso istante, la mamma dei cagnolini, gli si avvicinò alle spalle e gli diede un morso sul sedere.
Il povero Zante, ebbe un dolore talmente forte, da saltare in aria, come un razzo, giungendo dentro ad una casa, passando attraverso il camino. “è meglio che vada a nascondermi, prima che qualcuno mi veda!”, pensò Zante, preoccupato. Entrò in una stanzetta, con dentro una bambina, di nome Sara, stravaccata sul suo lettino, insieme ad un orsetto di peluche. “guarda orsetto, è arrivato un orso che potrebbe farti da papà!”, disse Sara, entusiasta, al suo orsacchiotto. “ciao bambina! Perdona il disturbo, ma ho bisogno di un posto in cui passare l’inverno!”, spiegò Zante, mortificato.
“non ti preoccupare orso, non hai fatto nulla di male! Anzi, per me è un piacere averti qui, così mi proteggi dal rubagiocattoli, che tutte le sere viene qui e tanta di rubare il mio adorato orsetto, a cui voglio tanto bene!”, spiegò Sara, piangendo. “non temere bambina! Da stasera in poi, tu e il tuo orsacchiotto potete stare tranquilli!”, garantì Zante, mettendosi nel letto, insieme a loro. Giunse mezzanotte. Il rubagiocattoli entrò dentro casa, attraverso il camino. “finalmente sono riuscito ad entrare! I genitori della bambina dormono della grossa e, non sarà certo lei ad impedirmi di rubare il suo meraviglioso orsetto!”, disse sottovoce il rubagiocattoli, emozionato. Aprì la porta della stanza, ed entrò.
Sara dormiva profondamente, abbracciata sia all’orsetto, che a Zante. Zante, sentì entrare il rubagiocattoli e si svegliò. Quest’ultimo, alzò la coperta dal letto e guardò attentamente Zante, credendo che fosse l’orsetto di peluche. Zante fece un sorriso, mostrando i suoi denti appuntiti. Il rubagiocattoli si spaventò, ed iniziò a sudare. Zante gli diede uno schiaffo, talmente forte, da farlo saltare in aria. Quando cadde di nuovo giù, Zante spalancò la bocca e, lui finì all’interno. “davvero molto buono!”, commentò Zante, toccandosi il pancione, diventato enorme.
“adesso potrò dormire meglio!”, pensò, mettendosi di nuovo a letto, addormentandosi profondamente. La mattina dopo, i genitori della piccola Sara entrarono nella stanza, per svegliarla. La bambina era già sveglia. “guardate, Babbo Natale è venuto con qualche mese di anticipo e mi ha portato un papà per il mio orsetto!”, disse Sara, mostrando Zante, che dormiva serenamente nel suo letto. Ai genitori piacque tanto e furono felici per la loro bambina. Che da quel giorno, visse sempre serena e contenta.


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