La cultura giapponese è lontana anni luce da quella occidentale e, probabilmente, anche da quella di tutti gli altri paese asiatici. Ciò che più mi avvicina a quella cultura e che più me la fa respirare sono i libri di Haruki Murakami.
Lo stile Murakami
Le sue opere si dividono in 2 filoni: narrativa e saggistica; personalmente, preferisco di gran lunga la narrativa. Sono libri pieni di magia, onirici al punto da sembrare quasi sospesi in aria, surreali al punto che, all’occhio meno attento e sensibile a questa cultura, sembrano sfociare quasi nell’assurdo, forse addirittura nel ridicolo.
Per chi, invece, riesce a leggerci il velo di magia attorno, rimane sospeso in aria in un vortice magico.
Alcuni esempi lampanti sono il gatto parlante che troviamo gironzolare in un quartiere di Tokyo nel libro “Kafka sulla spiaggia“, o il personaggio che fuoriesce da un dipinto in “L’assassinio del commendatore“. Elementi, appunto, surreali ma attorniati da parole giuste, da sensazioni bellissime e accompagnate da personaggi e luoghi descritti in una maniera tale da farti amare i suoi libri dalla prima all’ultima pagina, a patto di sapersi calare in quel tipo di visione.
Murakami è un autore a cui bisogna, forse, arrivare gradualmente. Sarebbe opportuno che, per chi non lo conoscesse, si inizi a farlo gradualmente e dai libri giusti, in modo da poterlo apprezzare nel modo corretto.
Una volta che si inizia ad amarlo (ci vuole ben poco), tutto il resto verrà da sé, compresa la voglia di leggere un altro suo libro e di non staccarsene mai.
Cosa leggere per entrare nel mondo di Murakami
Il primo libro che ho letto di Murakami, sotto consiglio di un amico, è stato “Norwegian Wood“. Un libro meraviglioso, sublime, dai personaggi dalle caratteristiche forti e a cui è impossibile non voler bene.
Forse tra i suoi libri di narrativa è il meno onirico, ma le ambientazioni hanno come una sorta di velo magico.
il secondo libro che consiglio di leggere, in ordine, è “Kafka sulla spiaggia“. Oltre al famoso gatto parlante sopracitato, si parlerà anche di una biblioteca. Ecco, io in quella biblioteca ho avuto la sensazione di esserci entrato, come se esistesse davvero ,e andrei volentieri in Giappone per visitarla. Qui l’onirico è presente in modo importante, e il velo di magia lo rende assolutamente credibile.
Le stesse parti oniriche sono presenti ne “L’assassinio del commendatore“, anche se qui si ha la sensazione che la magia viene messa un po’ meno in risalto. Il motivo, mia impressione personale, è imputabile al cambio del traduttore storico di Murakami in italiano.
Ecco, consiglio di iniziare da questi tre libri, dopodiché siete pronti per tutte le altre opere di quel fantastico autore che è Haruki Murakami.
Buona lettura a tutti!





Murakami è sempre Murakami. Mi è piaciuto il tuo articolo. Io aggiungerei ai tre libri che hai suggerito anche 1Q84. Uno dei miei preferiti e che racchiude tutto il suo genio.
1Q84 mi manca per il semplice fatto che ho letto da più parti, e sentito dire, che è il suo capolavoro per eccellenza e lo sto tenendo da parte!
Son contento che ti piaccia l’articolo.