È uscito lo scorso 7 marzo anche in Italia il libro – pubblicato in lingua originale nel 2014 – della scrittrice francese Annie Ernaux “Guarda le luci, amore mio“ edito da L’Orma.
Uscita in Francia come parte integrante della raccolta Raconter la vie, quest’opera affronta un tema molto pertinente con la nostra società dei consumi ma che, nonostante ciò, è puntualmente ignorato sia dai media che dalla stessa letteratura. Stiamo parlando del variegato e sfavillante mondo degli ipermercati, spazi simbolo del consumismo ma, allo stesso tempo, luoghi dall’alta valenza sociale poiché rivestono un’importanza maggiore di quanto pensiamo nel favorire il nostro rapporto con gli altri.
L’ipermercato come “soggetto letterario”
Una scelta quella fatta dalla Ernaux per la stesura del suo Guarda le luci, amore mio che, senza dubbio, spiazzerà i molti fan italiani dell’autrice transalpina.
Da una scrittrice giunta quasi alla conquista del Nobel, creatrice di romanzi sublimi come “Gli anni” e “La vergogna“, “corteggiata” anche dal cinema – giusto per intenderci, dal suo L’evento è stato tratto il film “La scelta di Anne“, Leone d’Oro a Venezia nel 2021 – infatti, ci si attendeva un’altra opera di altissimo livello.
Sia chiaro senza nulla togliere a questo libro, che rappresenta senza dubbio una nuova tappa nella carriera della Ernaux, propone qui un lavoro che si pone, viste le peculiarità, come un grande “esperimento” sociologico e antropologico al contempo.
Scritto sotto forma di diario, o meglio di annotazioni che l’autrice realizza in un arco di tempo che va dal novembre del 2012 all’ottobre del 2013, il libro ci restituisce le osservazioni della stessa Ernaux realizzate presso l’ipermercato “Auchan” di Cergy, da lei frequentato abitualmente. Il suo lavoro ha, come detto, una valenza altamente sociologica. Il punto vendita da lei descritto, infatti, non solo è il più grande della Val-d’Oise, ma accoglie anche un bacino di utenza costituito da individui appartenenti a ben 130 nazionalità diverse.

Un differente punto di vista
Tuttavia, sfogliando le pagine del libro, ci accorgiamo di come la scrittrice transalpina eviti di impostare la propria opera né sulla falsa riga di un “atteggiamento sociologico”, né dell’inchiesta. Semplicemente, la Ernaux intende fare del supermercato un soggetto della narrazione poiché, come essa stessa ha ammesso, “anche in un luogo apparentemente privo di grazia e bellezza, passano vite, accadono cose“.
In particolare, dalle righe dell’opera, si evince come l’autrice ci restituisca l’ipermercato come un certo “non luogo” dove si vive in un eterno presente del desiderio e dell’acquisto che deve giocoforza essere immediato. Insomma, oltrepassata la porta del supermercato, veniamo “catapultati” in una quasi (non) realtà dove il tempo sembra arrestarsi, dove le persone perdono la concezione del tempo, quasi si fosse in un “universo parallelo” in cui a farla da padrone sono le “cose” (siano esse vestiti, giocattoli o alimenti) che hanno il potere di allontanarci dalla strada e dal suo caotico fluire.
Allo stesso tempo l’ipermercato, come si deduce dalle annotazioni della Ernaux, è anche il palcoscenico sul quale vanno in scena le mille sfaccettature del comportamento umano. Contraddizioni, ritualità e anche tenerezza sono infatti tra le caratteristiche – insospettabili – di questo “tempio del consumismo”. Grazie all’impostazione data dall’autrice alla narrazione, quindi, il lettore potrà vedere da un’angolazione tutta nuova uno dei teatri segreti propri della nostra vita quotidiana.
Un soggetto scelto dalla Ernaux derivante dal suo interesse per i gesti quotidiani delle persone – in primis le donne – come ha confermato la stessa autrice, la quale ha detto:
In quanto donna e curiosa dell’esistenza che vedo esprimersi nei gesti ordinari delle persone – dal parrucchiere, nelle stazioni ferroviarie, nelle stazioni di servizio – ho iniziato a pensare che avesse dignità (la realtà dell’ipermercato, nda) di racconto. Sono cresciuta nella epicerie, il negozio di alimentari dei miei genitori. Ho assistito a molti scambi commerciali durante la mia crescita.
(Annie Ernaux)
Titolo: Guarda le luci, amore mio
Autrice: Annie Ernaux
Editore: L’Orma
Pp.: 112



