È uscito a marzo il nuovo saggio del sociologo Andrea Miconi, pubblicato dalla casa editrice maceratese Giometti&Antonello: Emergenza di Stato. Intellettuali, media e potere nell’Italia della pandemia.

L’autore
Andrea Miconi insegna Sociologia dei Media all’Università IULM di Milano, dove coordina il progetto Horizon 2020 EUMEPLAT-European Media Platforms. I suoi libri più recenti sono Epidemia e controllo sociale (manifestolibri, 2020); Surplus digitale. La filiera del valore da Marx al web (EGEA, 2019); e Teorie e pratiche del web (Il Mulino, 2018).

L’autore, nell’aprile 2020, aveva già affrontato l’argomento nel breve pamphlet, scritto a caldo in piena emergenza pandemica, Epidemie e controllo sociale. Nel precedente lavoro si analizzava l’attualità e si evidenziava la strategia di colpevolizzazione dei cittadini messa in atto dalle istituzioni, quale preludio di una decisa transizione illiberale. Due anni dopo, l’autore torna sull’argomento, con ricerche, analisi e approfondimenti, con meno riferimenti all’attualità e maggiore astrazione teorica. Oggi tutte le sue preoccupazioni per lo stato delle nostre libertà paiono essere confermate.
Il nuovo saggio
L’ultimo lavoro di Miconi è un saggio di 112 pagine suddiviso in 7 capitoli. Viene affrontata la questione pandemica dal punto di vista sociologico, in particolare analizzando alcuni aspetti strettamente legati alla tematizzazione pubblica dell’epidemia, alle modalità dell’esercizio del potere, alle responsabilità dei protagonisti indiscussi della discussione pubblica e infine all’analisi sulla costruzione discorsiva della sottomissione al potere. Si occupa in particolare del sistematico esercizio di propaganda degli organi di stampa e dei mezzi generalisti.
Questo libro analizza la tematizzazione pubblica dell’epidemia, approfondendo due aspetti in particolare. Il primo è la natura cieca, totalitaria, assoluta dell’esercizio di potere statuale a cui stiamo assistendo, che rende utile il ricorso tanto ad alcune classiche categorie sociologiche, quanto a quei diabolici concetti di Schmitt ed Agamben – eccezione; nuda vita; guerra civile – che la classe dei colti sembra avere improvvisamente dimenticato.
I primi due capitoli
Si parla delle fake news e della costruzione dell’emergenza infinita, ovvero alla propensione dei media mainstream a dire tutto e il contrario di tutto. Incongruenze contenute in un consolidato e costante frame dominante, evidenziato dall’autore attraverso una ricerca, a tema politiche di contenimento e salute pubblica, sull’archivio dei 20 principali quotidiani, on line e cartacei, e i 7 telegiornali di prima serata trasmessi dai canali generalisti, nonché sulle dichiarazioni allarmistiche e pessimiste degli esperti sul tema varianti del virus.
In secondo luogo, il libro chiama in causa proprio le responsabilità dei signori della discussione pubblica: che hanno falsificato il racconto delle cose, censurato il dibattito scientifico, aggredito e stigmatizzato ogni voce di opposizione, per sottomettersi senza ritegno al sovrano. Cosa che vale per i media e per i giornalisti, certamente; ma anche, e in modo più doloroso, per l’accademia, l’industria creativa e la classe intellettuale.
I capitoli centrali
Sono dedicati agli intellettuali e alle loro prese di posizione. In particolar modo sul perché la sinistra si sia caratterizzata come il fronte delle restrizioni e delle chiusure, nonché per l’ossessione della vaccinazione di massa.
In ultima analisi, questo è quindi un saggio sulla costruzione discorsiva della sottomissione al potere: perché quello di cui è difficile capacitarsi, in fin dei conti, è il prolungato inverno delle coscienze; la facilità con cui tutto questo è accaduto e continua ad accadere. Ed è anche, con questa intenzione critica, un libro disperatamente di sinistra: disperato, perché i peggiori pensieri si vanno incarnando, giorno dopo giorno, in processi reali; e di sinistra, per la voglia di ribellarsi al conformismo con cui le forze del nostro mondo si sono piegate davanti al sovrano.
Gli ultimi capitoli
Qui si affronta la questione soprattutto da un punto di vista teorico. Viene approfondito il concetto di nuda vita, di stato di eccezione e di guerra civile nelle opere di Giorgio Agamben, con riferimenti e confronti costanti, tra i tanti, agli studi di Walter Benjiamin e Carl Schmitt.





Interessante
Saggio decisamente interessante e realistico. Fa un’analisi perfetta della situazione che stiamo vivendo
Si è vero molto interessante
Molto interessante e attinente all’attualità
Interessante
Molto interessante