È arrivata nelle librerie l’edizione italiana dell’ultimo romanzo della giovane scrittrice irlandese Sally Rooney, Dove sei, mondo bello, edito da Einaudi.
Un libro in cui l’autrice racconta, in modo esemplare, la generazione dei Millennials. Una di quelle che, più delle altre che l’hanno preceduta dal secondo dopoguerra ad oggi, vede al proprio futuro in modo alquanto incerto e del tutto avulso da qualsiasi forma di ottimismo.
Il grido disperato di una generazione
Nella sua ultima fatica letteraria, dunque, la Rooney ci regala un vivace quadro della generazione di ragazzi nati tra il 1980 e il 2000, consapevoli che tutte le conquiste ottenute dai propri genitori e date ormai per acquisite – lavoro, casa, famiglia – sono per loro un qualcosa di maledettamente complicato da ottenere.
D’altro canto i protagonisti delle pagine di questo romanzo, Alice, Eileen, Simon e Felix, rappresentano alla perfezione lo smarrimento di un’intera gioventù che, giunta ormai alla soglia dei trenta anni, ad una maturità anagrafica pare non facciano corrispondere un’altrettanta crescita emotiva.
Ciò anche per via di quella precarietà, unica certezza delle loro giovani vite, che tende ad investire tanto la loro sfera economica e lavorativa, quanto quella sentimentale. Si manifesta con un’immobilità presente – in termini di azione – preludio a un futuro quanto mai incerto.
Insieme all’incertezza, altro protagonista del romanzo è il mondo social. Proprio qui i Millennials cercano di vivere le proprie storie d’amore e, al contempo, di dimenticare un presente assai complesso.
Esempio fulgido di questa “commistione” è Alice, una romanziera che su Tinder attende impaziente l’ennesimo appuntamento “virtuale” con Felix, un magazziniere “digiuno” di letteratura. Nonostante il primo incontro col giovane sia stato un fallimento la scrittrice, reduce da un crollo nervoso frutto dell’incertezza esistenziale, invita comunque la sua vecchia “fiamma” ad accompagnarla a Roma per il tour promozionale del suo secondo libro. Un viaggio a spese di Alice che vive ancora di rendita grazie all’enorme, e inaspettato, successo del suo romanzo d’esordio.

Nel frattempo a Dublino Eileen, amica fraterna di Alice, anche lei giunta alla soglia dei trenta anni, deve fare i conti con quella precarietà di una generazione intera e con le conseguenze derivanti da una storia d’amore andata in frantumi. La sua vita trascorre tra un lavoro sottopagato, e non gradito, come correttrice di bozze di articoli per una rivista letteraria, e un tempo libero completamente speso a “navigare” tra le pagine social di Simon – l’uomo che l’ha lasciata, bellissimo e promiscuo consulente politico –
Nell’effimera illusione di poter rimettere a posto i “cocci” di una relazione amorosa, ormai naufragata, Eileen cerca di illudersi circa il proprio futuro.
Il rapporto epistolario come schema narrativo
Già come era avvenuto per il precedente Parlarne tra amici, anche in Dove sei, mondo bello la Rooney opta per uno schema narrativo di tipo epistolare. Oltre che destreggiarsi tra capitoli che portano avanti la trama, infatti, la narrazione è cadenzata dal fitto scambio epistolario – sotto forma di e-mail – che coinvolge le due protagoniste femminili: Alice ed Eileen.
Dal fitto scambio di messaggi che avviene tra le due, emerge quanto già detto: ovvero che il romanzo della scrittrice irlandese è una sorta di “manifesto” di una generazione, quella dei Millennials, vittima delle incertezze proprie del loro tempo. Ne deriva che i protagonisti del romanzo incarnano, nel migliore dei modi, l’ansiosa sensazione del momento storico che stiamo vivendo. Un periodo in cui nulla può più essere dato per scontato, dove i precari equilibri della nostra realtà non consentono alcun tipo di stabilità.
E una conferma l’abbiamo dalle e-mail che le due amiche si scambiano e nelle quali, oltre che discorrere di eventi intimi e personali, ampliano la veduta dei loro scambi epistolari gettandosi in un dibattito che comprende considerazioni inerenti la realtà circostante. Ecco allora fare il proprio ingresso in scena temi quale la pandemia, i cambiamenti climatici e la crisi delle ideologie.
Poste al termine di ciascun capitolo, le e-mail interrompono la narrazione dei fatti per porre il lettore davanti a riflessioni sulla società contemporanea.
Una critica al nostro modo di vivere
Nel complesso Dove sei, mondo bello è da ritenersi anche una critica alla generazione Millennials.
Mette infatti in evidenza, tra le sue pagine, l’incapacità dei giovani di oggi di districarsi tra l’enorme mole di pensieri, finendo così per sprofondare nell’inazione.
La Rooney tende a lanciare una critica ai suoi coetanei e, più in generale, anche all’intera società finendo col colpire non soltanto il “sistema” ma anche la letteratura.



