Il freddo e il vento (come quelli del periodo appena trascorso) possono acuire i dolori articolari o muscolari dovuti a infiammazioni, lavoro o malattie croniche. Per lenire questi dolori si usano pomate, cerotti, farmaci analgesici o terapie ambulatoriali (fisioterapia, magnetoterapia, ultrasuoni etc.). Un’alternativa è il cosiddetto “tappetino chiodato” o da “agopuntura”.
Cos’è il tappetino chiodato?
L’idea del tappetino chiodato per alleviare i dolori lombari o cervicali nasce da due principi, ascrivibili a due scuole di pensiero molto simili fra loro: quella orientale dell’agopressione (la ricerca di punti specifici in grado di alleviare alcuni disturbi dell’organismo), e quella classica del massaggio (che permette il rilascio di endorfine, neurotrasmettitori dall’attività analgesica e rilassante).
I più famosi sono quelli svedesi, ma l’invenzione vera e propria del tappetino viene attribuita a un insegnante russo. Questi, soffrendo di scariche dolorose dopo intossicazione cutanea e non potendo sottoporsi a trattamenti di agopuntura, negli anni Settanta si autoprodusse un dispositivo massaggiante con materiali di fortuna. Pare che tale artefatto fosse assemblato con un tessuto rigido, infilzato di puntine da disegno.
Composizione del tappetino e come funziona
Il tappetino odierno consta di un involucro in materiale sintetico ipoallergenico, cosparso di dischetti puntuti in plastica anallergica. Ci sono anche versioni a “cuscino” per le spalle e la cervicale, riempite con pula di farro, noccioli di ciliegio o altri tipi di imbottitura naturale.
Entrambe le versioni possono essere scaldate sul termosifone (laddove è presente un cuscino sfoderabile, anche nel forno o nel microonde), in modo che il calore lavori in sinergia con il massaggio sciogliendo la muscolatura. Alcune marche propongono tappetini associati alla magnetoterapia o autoscaldanti.
L’azione dei chiodini è studiata per non essere dolorosa come potrebbe sembrare al tatto. Essa sfrutta il principio del “fachiro”, per cui la pressione del corpo si distribuisce su un’area maggiore.
Ciononostante qualcuno potrebbe avvertire fastidio durante le prime applicazioni: ciò dipende dalla sensibilità individuale e dalla propria soglia del dolore.
La procedura consiste nello sdraiarsi sopra il tappetino per un tempo che va da mezz’ora a un’ora, possibilmente tutti i giorni, altrimenti anche due-tre volte a settimana. A differenza di ciò che si pensa, non bisogna dormire con il tappetino.
Di solito ci si stende a pelle nuda: va quindi evitata l’applicazione, per ovvi motivi, in presenza di cute lesionata, irritata o infiammata. Altre controindicazioni sono gravidanza e assunzione di anticoagulanti (probabilmente per la stimolazione circolatoria indotta dai chiodini). In alcuni casi, come in presenza di artrite in stadio avanzato o ernia del disco, è bene prima chiedere un parere del medico.
Funziona davvero?
Ma veniamo alla fatidica domanda: i tappetini chiodati funzionano davvero?
Anzitutto ricordiamo che l’uso dei tappetini non sostituisce eventuali trattamenti medici, farmacologici o fisioterapici. Per il resto, si può dire che essi non risolvono la causa del dolore, ma costituiscono un ottimo rimedio lenitivo, che dona sollievo specie se il trattamento è costante e prolungato. La muscolatura si scioglie e il massaggio aiuta a liberare mediatori analgesici.
Il costo si aggira sui 20-60 euro a seconda della grandezza e della versione del tappetino. Si può trovare nei negozi biologici, nelle erboristerie e nelle farmacie, oppure sugli store on line. Alcuni sono Dispositivi Medici, il cui costo è parzialmente detraibile presentando la tessera sanitaria all’acquisto.





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