Cosa c’è di vero nelle proprietà miracolose di questi frutti rossi, panacea per tutti i mali? Come sempre, l’esagerazione mediatica parte da qualche conferma sperimentale (oltre che dall’uso tradizionale). Vediamo cosa c’è di vero nelle decantate proprietà del Goji.
Botanica
Il Lycium barbarum (e l’altra specie L. chinensis) sono due arbusti appartenenti alla famiglia delle Solanaceae. Entrambe le specie vengono riunite sotto l’appellativo “Goji” (che deriva dal nome cinese Gou Qi Zi), ma il prodotto commerciale esportato dalla Cina deve contenere solo bacche di L. barbarum. Il nome del genere (Lycium) deriva da una regione dell’Anatolia: la Licia.
Si tratta di un arbusto rampicante, tipico dei Paesi asiatici (ma anche dell’Europa sud-occidentale), con piccole foglie lanceolate e fiorellini viola. La droga è costituita dai frutti: bacche ovali rosse/arancioni aventi diametro fino ai 10 mm. Essiccate, risultano morbide e di sapore dolciastro.
La Cina è la maggior produttrice al mondo. Hanno, infatti, 82000 ettari e decine di milioni di tonnellate l’anno, benché la provenienza tipica sia spesso indicata come himalayana. Ma la pianta pare adattarsi anche ai climi europei (in Italia settentrionale sono state avviate coltivazioni sperimentali), ed è reperibile in alcuni vivai o Garden Center.
Usi tradizionali delle bacche di Goji
In Cina, Corea, Vietnam e Giappone, le bacche di Goji fanno parte da millenni della tradizione culinaria e medica.
In cucina è ingrediente tipico di zuppe, porridge, piatti di carne e verdure.
Nella medicina tradizionale cinese le bacche costituiscono un rimedio tonico, che sostiene fegato, reni e polmone. Contrasta i disturbi visivi, i dolori addominali, la stanchezza, l’emicrania e l’infertilità maschile.
A scopo medicinale si utilizza anche la corteccia della radice. Agirebbe contro il raffreddore, la febbre, l’affaticamento cronico, il diabete e la pressione alta. In effetti qualche composto ha confermato una certa azione epatoprotettiva e antiipertensiva.
Composizione del frutto
- polisaccaridi altamente ramificati (D-rhamnosio, glucosio, xylosio, arabinosio, galattosio) e proteoglicani: in media il 23%;
- carotenoidi, di cui zeaxantine (circa la metà) e beta-carotene;
- vitamine (B1, B2, C., vit. E solo in tracce);
- minerali: calcio, potassio, ferro, zinco, ma non più di altri alimenti, a parte lo zinco, di cui però viene assimilato solo il fabbisogno del momento;
- flavonoidi (quercetina, kampferolo, rutina, acido clorogenico);
- composti minori: acidi grassi, betaina, taurina, olio essenziale, steroli, un derivato della dopamina (lyciumide A).
L’appartenenza alla famiglia delle Solanaceae, nota anche per la tossicità di alcune piante ad alcaloidi (es. Belladonna, Stramonio), ha destato qualche allarme per la possibile presenza di atropina. La quale, però, si ritrova in concentrazioni bassissime e non tossiche.
Attività terapeutica delle bacche di Goji
Le proprietà antiossidanti sono, sicuramente, il motivo principale della “miracolosità” delle bacche di Goji. Ciò non stupisce, data la presenza di flavonoidi e polisaccaridi.
Nelle bacche è presente anche un derivato dell’acido ascorbico che in vitro presenta alcune attività simili, inferiori o superiori, all’acido ascorbico stesso nei confronti di diversi ossidanti.
Secondo uno studio randomizzato in doppio cieco di 30 giorni su 50 soggetti sani, un succo di Goji titolato in polisaccaridi ha stimolato alcuni enzimi antiossidanti endogeni e ridotto la perossidazione lipidica. Lo stesso succo, in un altro studio con placebo, avrebbe migliorato la funzionalità neurologica e gastrointestinale.
I polisaccaridi presenti sono i principali autori delle attività immunomodulante, rivolta soprattutto nei confronti dei macrofagi ma anche dei linfociti, oltre che di alcuni mediatori (interleuchine e immunoglobuline).
Inoltre, secondo alcuni studi, gli elementi presenti in questo frutto fungerebbero da neuroprotettori. Infatti l’integrazione con estratti di Goji potrebbe proteggere i mitocondri cerebrali dal danno ossidativo, e i polisaccaridi potrebbero eventualmente essere utilizzati in alcune malattie neurodegenerative (quelle accompagnate da attivazione della microglia, l’insieme di cellule immunitarie del sistema nervoso).
La presenza di zeaxantina e di altri carotenoidi potrebbe rendere utile l’integrazione con estratti di Goji nella prevenzione della degenerazione maculare dell’occhio (come però tutti gli altri frutti/ortaggi contenenti carotenoidi).
Infine queste bacche stimolano, in maniera incredibile, l’attività metabolica. Gli estratti di Goji ridurrebbero i livelli di glucosio ematico, colesterolo totale e trigliceridi, oltre alla sensibilità all’insulina. Sembrerebbero inoltre aumentare il metabolismo post-prandiale e ridurre la circonferenza della vita.
In sostanza, gli effetti delle bacche di Goji sul benessere fisico (con integrazioni oltre le due settimane/1 mese) avrebbero qualche conferma clinica. Queste, però, vanno ulteriormente approfondite, e non esasperate come spesso avviene.
La composizione nutrizionale (vitamine, minerali, carotenoidi) è buona, ma non può sostituire le giuste porzioni di frutta e verdura di una dieta equilibrata. Il potere antiossidante è alto, ma non superiore a quello di altri frutti (es. lampone, mirtillo ecc.).
Dosaggio delle bacche di Goji
I frutti essiccati sfusi si possono assumere così come sono, in dosi da 1 a 2 cucchiai da tavola al giorno, oppure miscelati con yogurt, muesli, zuppe, insalate (a cui conferiscono una nota dolciastra). Si possono anche lasciare a macero per qualche ora in acqua a temperatura ambiente, ottenendo una sorta di succo, oppure per qualche minuto in acqua bollente, consumando dopo filtrazione. Questo metodo non estrae però i carotenoidi (frazione poco solubile in acqua), che risultano più abbondanti nel frutto secco o spremuto, dove in alcuni casi si è raggiunta una considerevole concentrazione in zeaxantina (2 mg/g, quantità però estremamente variabile a seconda della fonte e dell’estrazione).

Il succo, che si trova in commercio derivato da frutti freschi, si assume in dosi di 120-300 ml circa al giorno, a seconda della concentrazione.
Esistono poi formulati in tavolette, capsule (titolate al 40% di polisaccaridi) o polvere, la cui posologia è indicata sulla confezione.
Ovviamente è sempre bene fare dei cicli di assunzione di un paio di mesi con uno di pausa, non aspettarsi miracoli e consultare il medico in caso di patologie particolari.
Le bacche di Goji in cucina
Dato il loro colore e il sapore dolce che ricorda l’uvetta e il dattero, le bacche di Goji rientrano in molte composizioni culinarie. Non solo dolci (torte, strudel) ma anche salate (risotti, piatti a base di carne e pesce).
Le bacche di Goji nella cosmetica
Come ogni “miracolo vegetale” che si rispetti, l’estratto di Goji è entrato a far parte di numerose formulazioni cosmetiche. Ci sono addirittura linee dedicate, complete di prodotti per il viso e per i capelli, bagnoschiuma e creme per il corpo.
L’azione cutanea ricalca quella interna: antiossidante, antiage, tonica (“tonico”, in termini cosmetici, ha tutt’altro significato rispetto a quello che intendiamo per l’uso interno).
Ad oggi non esistono studi scientifici seri sugli effetti cutanei del Goji. Si va per ipotesi: per uso interno è antiossidante, quindi per uso esterno è un antiage. Ma le ipotesi sono solo il punto di partenza di un metodo scientifico.
Effetti collaterali e controindicazioni
In alcune persone e per un consumo eccessivo si possono verificare nausea e vomito. Rare le dermatiti in zone esposte al sole e casi di epatiti autoimmuni. Il sovradosaggio può causare disturbi del sonno.
Esiste la possibilità di interazioni con terapie anticoagulanti.
Controindicazioni: gravidanza e allattamento (non esistono studi sulla sicurezza, meglio quindi evitare l’assunzione continuativa in questi casi, a parte quella alimentare).






Non ero a conoscenza di queste bacche
Sono particolari, infatti. È una “moda” dell’ultimo decennio
Le ho provate in erboristeria, sono davvero particolari
Sì, hanno un sapore dolce e acidulo, ma delicato
Ne ho sentito parlare… sicuramente questo articolo invoglia a provarle!
Grazie!
Si trovano anche al supermercato disidratate come l’uva passa sono ottime li uso per fare i biscotti o nelle ciambelle vi consiglio di provarle!
Buoni!
È vero, ormai si trovano anche al super.
Nella prossima spesa voglio comprarle per provarle.
Prova; si trovano nei supermercati soprattutto degli iper
Da provare!!!
Esatto, almeno una volta 🙂
mai viste