Film & Serie TV

“Bella Ciao – La Storia Oltre il Mito” di Giulia Giapponesi – il canto simbolo della libertà

Esce il prossimo 11 aprile nelle sale italiane Bella Ciao – La Storia Oltre il Mito, documentario diretto da Giulia Giapponesi e coprodotto da Palomar DOC Rai Documentari. L’opera della regista emiliana si pone l’obiettivo  di raccontare le origini e le circostanze in cui nacque la celebre canzone divenuta, a guerra conclusa, non solo un “simbolo canoro” della Resistenza ma della libertà in generale.

La ricostruzione di un canto

Assurto a canto per eccellenza della resistenza partigiana al nazifascismo nel corso della Seconda guerra mondiale, “Bella Ciao” è divenuto negli anni l’inno per antonomasia di tutti quei movimenti di lotta che si battono per il raggiungimento della libertà.
Destino curioso per un canto che, nella realtà meno “romanzata”, si è diffuso nella versione odierna soltanto una ventina di anni dopo la fine del conflitto. Nel corso della guerra civile che ha sconvolto l’Italia nel 1943-45 questa canzone è stata poco o nulla cantata dalle formazioni partigiane. Divenne di nuovo inno della Resistenza soltanto molti anni dopo, finite le ostilità.
Una conferma che giunge anche dal fatto che il canto, così come lo conosciamo oggi, non compare in nessuna raccolta di canti partigiani anteriore agli anni Cinquanta.

La stessa regista Giapponesi ha evidenziato quanto appena citato. Ammette, infatti, che il lavoro di realizzazione del documentario le ha consentito di scoprire diversi aspetti legati alla genesi e affermazione della canzone, di cui non era a conoscenza.

La storia di Bella Ciao è saldamente intrecciata al territorio in cui vivo e in cui sono cresciuta. Ma il lavoro di ricerca che ho portato avanti in questi anni mi ha permesso di scoprire molti aspetti del percorso della canzone che ancora non conoscevo e che aprono nuovi scenari.

(Giulia Giapponesi)

Un canto divenuto inno mondiale della libertà

Bella Ciao – La Storia Oltre il Mito, ripercorre le tappe che, nel corso degli ultimi sessanta anni, hanno finito col fare del famoso canto resistenziale l’inno alla libertà di molte sollevazioni, e non solo. È diventata anche un ottimo veicolo “pubblicitario”, sfruttato per scopi che esulano da ciò che il suo testo intende affermare.
Ecco allora “Bella Ciao” risuonare – negli anni – anche nelle rivolte della Primavera araba, nelle proteste occupy Usa, nella lotta ai cambiamenti climatici e alla globalizzazione. Ai funerali dei vignettisti di “Charlie Hebdo”, nelle rivolte in Sudan, Libano, Cile e Turchia.
Un utilizzo che la Giapponesi illustra con grande efficacia e meticolosità, mettendo in risalto gli echi di libertà  e resistenza che la condivisione di questo canto porta con sé.

Ma il documentario, come un rovescio della medaglia, sottolinea anche l’utilizzo “improprio” di questa canzone, che giunge a subire uno “snaturamento” che devia totalmente dagli ambiti ai quali si rivolge. Ecco allora “Bella Ciao” divenire la canzone simbolo della fortunata serie tv La casa di carta, o il jingle pubblicitario di uno spot in Messico o, ancora, per promuovere Netflix in Arabia Saudita. Un triste sfruttamento che svuota di ogni suo valore il testo e la musica, in un’inappropriata appropriazione indebita.

Un esempio della “commercializzazione” di “Bella Ciao” (fonte: amazon.it)

In questa ottica Bella Ciao – La Storia Oltre il Mito ha il grande pregio di cercare, tramite la ricostruzione del percorso storico di questo canto, di difendere la canzone da derive che rischiano di ridurlo a semplice “canzonetta” da fischiettare nei momenti di relax.

Titolo: Bella Ciao – La Storia Oltre il Mito

Regia: Giulia Giapponesi

Genere: documentario

Durata: 88′


Related Articles

5 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Back to top button