I “secret bar” o speakeasy
Questi locali nacquero negli U.S.A. nell’anno 1888, e sembra che il termine “speakesy” sia originato in Pennsylvania. La causa scatenante fu l’approvazione di una Legge che aumentò la tassa per le licenze dei locali da 50 a 500 dollari. Fu un disastro.
La maggior parte dei bar furono costretti alla chiusura, altri continuarono ad operare clandestinamente occultati da passaggi segreti o con entrate e uscite separate. Nascono così locali clandestini e polverosi, che sono sopravvissuti fino ai giorni nostri.
Oggi questi moderni “secret bar”, o cosiddetti speakeasy, non sono altro che location esclusive, curate nei minimi dettagli. Trovarli non è semplice, entrare può rivelarsi ancora più complicato. Per accedervi in molti casi serve addirittura una parola d’ordine.
Essi sono presenti anche in Italia. A tal proposito abbiamo selezionato i 10 cocktail bar più famosi d’Italia.
JERRY THOMAS SPEAKEASY – ROMA
Liberamente ispirato al “Professor” Jerry Thomas, l’uomo che nel 1862 pubblicò il primo libro sull’arte di come miscelare i cocktail e trasformò la mixology in un lavoro.
Il locale è famoso per essere entrato per cinque volte nella classifica dei “World’s 50 Best Bars”.
Il loro piatto forte è il “Vermouth del Professore”, prodotto ed ideato in collaborazione con le Distillerie Quaglia.
Il locale è un punto di riferimento per la mixology in Italia, continuando a ideare e sperimentare prodotti e cocktails di tutti i tipi.
CLUB DERRIÈRE – ROMA
Il Club Derrière, altro locale sito nella Capitale, è famoso per cocktail d’autore che vengono miscelati e distillati tra divani in pelle e atmosfera soffusa.
Sono due gli ambienti presenti nel locale: uno dotato di luce riflessa di colore arancione dedicata alle bottiglie; il secondo, invece, munito di sedie e poltroncine affiancate da una libreria a muro.
La drink list vede in testa il “Big Bang“, e si sviluppa, poi, in ordine crescente di ingredienti fino a un massimo di cinque per cocktail.
BACKDOOR43 – MILANO
Locale famoso per le dimensioni ridotte.
BackDoor43 può, infatti, ricevere soltanto due persone, quattro al massimo. Trattasi di un’intuizione dei proprietari nata dall’esigenza di creare dei cocktail che possano definirsi “a misura di cliente”.
Locale molto esclusivo.
Inutile sottolineare che per poter entrare in questo speakeasy è indispensabile prenotare. È prevista anche la consumazione dei prodotti in modalità take away, con il drink che verrà consegnato attraverso una sorta di cassetta della posta da un “cocktail man” mascherato: Mr. V., come Vendetta.
1930 – MILANO
Il 1930 è uno speakeasy non molto dissimile da uno americano.
L’ambiente è quello tipico del secret bar: bancone in legno, distillati ben in vista, luci basse, camerieri dal look curato, bicchieri vintage e particolari old style.
Bere al 1930 è un’esperienza non da tutti.
Infatti per potervi accedere è necessario un invito personale. L’indirizzo non è di dominio pubblico.
WHITE RABBIT – MILANO
Il White Rabbit vi porterà indietro nel tempo.
Entrando sarete circondati da riviste, quadri e arredi tipici del periodo proibizionista di fine 1800.
“Se la luce è accesa suona pure il campanello, ne resterai sorpreso…” si legge sulla porta d’ingresso.
Il White Rabbit, ha un menù curioso: ogni cocktail è ispirato ai maggiori gangster della storia.
THE MAD DOG SOCIAL CLUB – TORINO
Ogni drink proviene direttamente da botti o giare di vetro. Le presenza di luci soffuse, della musica di sottofondo e le live sessions di Jazz, lo rendono unico.
Il locale, si compone di una prima sala ampia, con volte a botte di mattoni rossi e un grandissimo bancone.
Per accedervi vi occorrerà la password.
RASPUTIN – FIRENZE
Locale dotato di un sito internet. L’accesso al locale avviene tramite passaparola.
All’interno vi aspetta una location fatta di quadri, tappeti, boiserie di legno e bicchieri da cocktail. L’insegna del locale ripropone il celebre monaco siberiano, figura storica e misteriosa, perfetta per alimentare la curiosità dei clienti.
La proposta dei cocktail viaggia su coordinate Anni Venti, spaziando tra grandi classici, come Old Fashioned, Aviation, Last Word, e innovazioni recenti come il Dirty Artichoktini.
MALKOVICH – GENOVA
Il locale si trova nei sotterranei di un burger bar d’ispirazione americana.
Nella carta dei cocktail non mancano quelli ispirati ai grandi classici del cinema: dal White Russian del Grande Lebowsky al Margarita di Kill Bill: Volume 2, fino al Manhattan preparato da Marilyn Monroe in A qualcuno piace caldo.
COTTON CLUB – MODENA
Un secret bar singolare.
Un campanello per entrare e poi ci si trova davanti a tavoli di legno, una luce soffusa sprigionata da candele, divani in pelle e ottimi cocktails.
I tavoli possono ospitare al massimo sei persone. È possibile assistere a concerti dal vivo sorseggiando degli ottimi drink.
Per accedere è necessario aver ben presenti dieci comandamenti fondamentali. Il primo così recita: il bartender ha sempre ragione.
L’ANTIQUARIO – NAPOLI
Un secret bar nascosto tra il quartiere di San Pasquale e il lungomare Caracciolo, ma non difficile da trovare.
La presenza di luci soffuse si ispira ai locali degli anni 20-30 con tappezzerie floreali, divani in pelle, tende in velluto rosso, musica Jazz e Swing.
L’offerta è ristretta ma di qualità assoluta.
In lista si leggono esclusivamente cocktail e champagne; una sorta di locale premium non adatta a tutte le tasche.












Quello di Roma mi incuriosisce
Bellissimi locali
Tutti da visitare
Un mondo davvero intrigante quello di Firenze deve essere molto bello!
A quello di Napoli ci sono stato
che meraviglia!
ne ignoravo l’esistenza
ho visitato quelli di Milano
ho visto quello di Genova
andrò a quello di Napoli quanto prima
Grazie da tenere presente