Cuphead, il videogioco
Cuphead è un videogioco run’n’gun sviluppato dai fratelli Chad e Jared Moldenhauer di Studio MDHR e pubblicato il 29 Settembre 2017 per Microsoft e XBox One, il 19 Ottobre 2018 per macOS, il 18 Aprile 2019 per Nintendo Switch e il 28 Luglio 2020 per Playstation 4.
Il videogioco è ispirato alle serie animate degli anni trenta, ha uno stile che ricorda molto alcuni prodotti Walt Disney ma soprattutto le produzioni di Max e David Freisher ed una colonna sonora che alterna movimenti jazz al genere ragtime.
I protagonisti sono Cuphead e Mugman, due giovani fratelli tazzine gemelli che vivono insieme al Nonno Bricco e che, persi nel Casinò del Diavolo, si ritrovano a scommettere fino a quando lo stesso proprietario, Satanasso non li sfida ed attraverso una trappola li porta a perdere. I due fratelli dovranno dare l’anima al Diavolo ma riescono a fare un accordo alternativo: entro la mezzanotte del giorno dopo dovranno portargli tutti i contratti delle persone che gli devono l’anima, i cosiddetti boss che dovranno affrontare.
Il videogiocatore dovrà così guidare Cuphead e Mugman verso tre isole piene di boss che dovranno sconfiggere fino ad arrivare al boss finale e decidere se consegnare i contratti al Diavolo oppure no.
Il gioco può essere giocato come single player, scegliendo uno tra Cuphead e Mugman, oppure in co-op utilizzando così entrambi i personaggi.

The Cuphead Show
The Cuphead Show è una serie televisiva canadese-statunitense prodotta da Netflix in collaborazione con lo Studio MDHR e King Features Syndacate, pubblicata il 18 Febbraio 2022 e composta da 12 episodi. E’ un adattamento del videogioco di Cuphead e mantiene lo stesso stile grafico ed anche le stesse colonne sonore ma la trama varia rispetto a ciò che venne presentato nel 2017 dal gioco principale, risultato più arricchita.
I protagonisti sono Cuphead e Mugman, i due gemelli scapestrati che vivono nell’Isola di Calamaio. Un giorno si ritrovano nel luna park di Satanasso, il Cattivale, e Cuphead perde ad un gioco che gli costa l’anima, Cuphead fuggirà ad ogni costo per non dare l’anima a Satanasso ma lui cercherà in ogni modo di catturarlo ed avere la sua meritata ricompensa.
Il filone principale rimane presente per tutta la serie ma si alterna a momenti tipici dei cartoon degli anni trenta, con uno stile che ricorda molto ciò che si vedeva in alcuni classici come Popeye o Betty Boop.

I lati positivi della serie tv
Netflix ha realizzato una serie molto fedele a quello che è un videogioco dinamico, divertente ed anche ironico, approfondendo i personaggi che in Cuphead vengono presentati ma mai analizzati del tutto. Cuphead è il fratello coraggioso e combina guai, Mugman è più spaventato e prudente, ma entrambi sono una coppia vincente quando si parla di cacciarsi nei guai. Nonno Bricco ha un ruolo molto importante, si comporta proprio da balia per i due giovani ma non è mai il nonno noioso e burbero anche se a volte è l’unico che si ritrova a riprendere le due tazzine che sono dei veri e propri combina guai.
Per il giocatore è una ventata d’aria fresca, rivedere con la stessa animazione i vari personaggi che si incontrato nel videogioco fa un certo effetto, vederli interagire con i due protagonisti è ancora più interessante e quasi nostalgico. Dagli ortaggi del primo mondo, alle rane, a Mrs. Chalice c’è un’escalation di personaggi che vengono sempre più approfonditi che portano con sé l’aria cartoon del gioco stesso.
Oltre ai due personaggi principali anche Satanasso ha una parte importante, essendo il principale antagonista e proprio come nel videogioco non è soltanto spaventoso ma anche irriverente, divertente ed a volte addirittura quasi umano e fragile.
Perfino le canzoni che arricchiscono ogni episodio sono da lodare, piacevoli e ritmate, rappresentano alla perfezione il mondo che le circonda e si inseriscono senza problemi in una serie che è facile bingewatchare in poche ore, in quanto risulta leggera, piacevole e facilissima da seguire.

Il lato negativo più evidente
Nonostante The Cuphead Show abbia fatto sorridere tutti coloro che hanno giocato al videogioco, in molti si son chiesti che target avesse poiché la trama a volte subisce dei picchi che calano velocemente e da una serie ironica e divertente diventa una vera e propria serie per bambini. Il pubblico non è sicuramente quello degli adulti ma i giovani giocatori probabilmente si aspettavano una trama più lineare e meno frammentata, con dei momenti tipici dei cartoon ma con anche qualche accenno in più alla trama, con più approfondimenti ed un’ironia un po’ più “adulta” rispetto a quella bambinesca che viene mostrata.
Un piccolo appunto potrebbe anche essere fatto al doppiaggio, ottimo sia in italiano che in inglese, ma che ad un certo punto varia e porta la voce di Cuphead ad essere molto più stridula e differente da quella che era nei primi episodi.
Piccoli particolari che portano a pensare che non sia stata messa la stessa cura che vi è nella realizzazione grafica negli altri comparti della serie televisiva, un difetto che non è molto grave ma che porta alcuni fan accaniti del prodotto a storcere il naso.
Tutto sommato The Cuphead Show è un ottimo prodotto, fedele a quello che è un videogioco molto retrò e particolare, ed anche se con qualche difetto è sicuramente consigliata sia a coloro che hanno giocato a Cuphead sia a coloro i quali vogliono godersi una serie molto breve che riporta lo spettatore negli anni trenta.
E’ un voto assolutamente positivo e, visti i buoni propositi di Netflix, c’è da ben sperare per una seconda stagione e forse anche per una terza.




E poi ci sono io che non sono nemmeno riuscita a finire il primo episodio.
Probabilmente è proprio la realizzazione che mi ha piuttosto annoiata. Appoggiando anche alcuni elementi che hai sottolineato e parlo per una che non ha mai giocato al videogioco, quindi solo come spettatrice di Netflix. Che debba dargli un’altra possibilità?
l ho visto volentieri
davvero carino