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Il GAL Hassin studia i satelliti della costellazione OneWeb

L'analisi fotometrica del polo scientifico italiano servirà per definire la nuova generazione di apparecchi orbitali.

Il Centro Astronomico Internazionale GAL Hassin di Isnello (PA) mette a segno un altro importante risultato. Di queste ore la notizia della collaborazione con OneWeb e il Politecnico di Milano, per lo studio dell’inquinamento luminoso delle superfici satellitari della costellazione OneWeb.

L’obiettivo è quello di ridurre al massimo le alterazioni causate dagli apparecchi orbitali di quest’ultima, che può incidere negativamente sulla qualità delle osservazioni dei corpi celesti da parte degli astronomi.

Per riuscire nell’impresa, occorre acquisire dei dati, utili a definire le architetture della prossima generazione di satelliti. In quest’ottica va letto il coinvolgimento del Centro Astronomico Internazionale GAL Hassin di Isnello, che si è occupato delle misure fotometriche sugli apparecchi orbitali già in esercizio. Il polo scientifico madonita, in pratica, ha fatto dei calcoli sulla loro luce riflessa.

L’opera di rilevamento sulla brillanza delle superfici della costellazione di satelliti di prima generazione, operanti in orbita bassa, è avvenuta giovandosi dell’apporto del Galhassin Robotic Telescope 1 (GRT1). Sono stati gli astronomi Alessandro Nastasi e Carmelo Falco a compiere il lavoro.

I dati così acquisiti, in questa prima fase del progetto, sono stati trasmessi al Politecnico di Milano, per interpretarli e trarne le conseguenti deduzioni tecniche. Facile immaginare una cooperazione a più ampio ampio raggio con il noto ateneo lombardo.

Satelliti certificati dal GAL Hassin

OneWeb prevede la messa in orbita entro quest’anno di 650 satelliti a bassa quota (1200 km), nell’ambito di una joint venture con Airbus Defence & Space. L’agenzia inglese, che dall’ottobre 2020 fa capo al governo del Regno Unito e al gruppo indiano Bharti, vuole trasformare le comunicazioni nei settori marittimo, aeronautico, governativo, civile, militare ed umanitario. Una bella sfida, difficile ma appassionante.

La collaborazione che il noto player d’oltremanica ha avviato con il Centro Astronomico Internazionale GAL Hassin di Isnello si inserisce nel quadro del programma Responsible Space (RS). Chiaro il target: limitare al massimo le alterazioni luminose causate dai suoi satelliti.

La fase successiva sarà la verifica empirica dei risultati raggiunti con la seconda generazione di questi apparecchi. Il tutto per vedere se le modifiche apportate avranno effettivamente prodotto una riduzione della brillantezza della loro superficie.

Comprensibile la soddisfazione degli uomini e delle donne del polo scientifico siciliano per questa partnership, resa pubblica in occasione del lancio di una nuova flotta di satelliti della costellazione OneWeb dalla base spaziale Kourou nella Guiana Francese.

​Al momento, a livello europeo, il Centro Astronomico GAL Hassin di Isnello è l’unico istituto ad aver svolto un lavoro fotometrico su satelliti a bassa quota, proponendosi come ente certificatore. La sinergia tra astrofisica, ingegneria, ambiente e imprenditoria privata, che ha preso forma nell’ambito di questo progetto, apre prospettive nuove e interessanti per l’intero comparto aerospazio-costellazioni di satelliti.


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