Adam Silvera, dall’11 ottobre 2022, torna a regalarci una nuova opera: La prima ultima notte (The First to Die at the End), edito da Il Castoro (HotSpot) al prezzo di copertina 18,00€. È il prequel de L’ultima notte della nostra vita (They Both Die at the End).
Adam Silvera è famoso anche per la serie coscritta con Becky Albertalli, composta da E se capita a noi? e Eccoci ancora qui.
L’ultima notte della nostra vita
Il titolo non lascia con il fiato sospeso: descrive esattamente che cosa accadrà.
Mateo Torrez (18 anni) verrà chiamato da Death-Cast, così come Rufus Emeterio (17 anni) nello stesso identico giorno. C’è un unico motivo per cui Death-Cast fa squillare un cellulare: è per avvisare che in quella data morirà. Non c’è possibilità di errore, non si può ritrattare. I dati del servizio sono sempre precisi e non ha mai sbagliato.
Sia Mateo che Rufus sanno che quelle sono le ultime ore della loro vita. Hanno il tempo di congiungersi con i loro cari, sistemare i loro affari e cercare di vivere al meglio quella giornata, che non si evolverà mai in un domani.
Mateo è una persona chiusa, solitaria, continuamente terrorizzata; fa veramente fatica a relazionarsi con gli altri. Ha una sola amica al mondo, Lydia, e non esce quasi mai di casa, se non per costrizione. Il padre è in coma da alcune settimane, e la madre è morta dandolo alla luce.
Si ritrova a vivere in quella casa da solo, sentendosi protetto soltanto lì. Ma nel momento in cui Death-Cast chiama, si renderà conto di non aver mai vissuto, di non voler trascorrere gli ultimi suoi momenti all’interno delle mura domestiche. Allo stesso tempo, uscire per lui risulta estremamente gravoso.
Si decide a trovare qualcuno con cui trascorrere quell’ultimo giorno, e che lo sproni ad uscire di lì. LastFriend è un’app creata per permettere di trovare un Ultimo Amico ed è lì, dopo vari tentativi, che inizierà a chattare con Rufus.
Rufus è l’opposto di Mateo. È un ribelle, sempre in movimento, riesce a stringere amicizie profonde anche in poco tempo, ma è suscettibile e non sempre razionale.
Rufus è sopravvissuto ad un incidente automobilistico in cui tutta la famiglia è morta. I momenti precedenti non erano stati comunque molto sereni. Padre, madre e sorella avevano ricevuto la chiamata di Death-Cast, ma lui no. Credeva fosse un errore e il resto dei membri familiari erano nervosi e guardinghi. Rufus non avrebbe mai voluto rimanere l’unico in vita.
C’è anche un’altra differenza tra Mateo e Rufus. Mentre quest’ultimo è dichiaratamente bisessuale, Mateo non riesce proprio ad esprimersi sul suo orientamento, e tutto quello che gli gira intorno.
Rufus andrà personalmente a prendere Mateo a casa, che imparerà realmente a vivere nel suo Giorno Finale.
Anche quando sai che la morte sta arrivando, la sua fiammata è comunque improvvisa.
La prima ultima notte
La prima ultima notte è ambientato circa otto anni prima de L’ultima notte della nostra vita, in un mondo in cui Death-Cast stava per sorgere.
La storia si apre nelle poche ore antecedenti al rilascio del servizio di Death-Cast in America, al momento dell’ignoto in cui le persone aspettano il cambiamento.
Orion Pagan (18 anni) ha un problema al cuore.
Gli è stato diagnosticato una cardiomiopatia virale, ed è stato iscritto subito tra gli abbonati di Death-Cast dalla sua famiglia adottiva. Orion ha vissuto, dai suoi sedici anni, con la paura di morire da un momento all’altro, tra un infarto e l’altro. Non si è mai permesso di vivere come avrebbe voluto, controllando ogni esperienza o emozione, tentando di non far agitare il suo cuore e non progettando mai nulla per il futuro, ma limitandosi ad un giorno alla volta. L’esistenza di Death-Cast gli permette di essere più rilassato e senza il dubbio che lo tormenta.
Orion è orfano dall’età di nove anni, da quando i suoi genitori morirono durante l’attacco alle Torri Gemelle, l’11 settembre. Venne adottato dalla migliore amica di sua madre.
Alla vita non interessa quanti anni hai. Ti costringe comunque a crescere.
Valentino Prince (18 anni) si è appena trasferito a New York, con il sogno di sfondare come modello.
Ha anticipato la sorella gemella fotografa, Scarlet, chiamata all’ultimo momento per documentare la grande festa in Arizona per il lancio di Death-Cast.
Valentino ha sempre vissuto con spensieratezza e leggerezza, ma gli ultimi mesi si sono rivelati degli incubi.
Dopo
il suo coming out ai genitori, loro lo hanno rinnegato e riempito di ogni malaugurio pensabile. L’unica dalla sua parte è Scarlet. Quel totale rifiuto da parte dei genitori, lo ha spinto a cambiare aria e ricominciare una nuova vita, invitando la gemella con lui. Non ha nessuna intenzione di morire. La sua vita inizia da quel giorno, e non ha intenzione di registrarsi a Death-Cast.
Valentino decide di andare alla grande festa di Death-Cast a Times Square. Lì noterà Orion accompagnato dalla sua migliore amica Dalma (e sorella adottiva), ma sarà quest’ultimo ad approcciarsi per primo.
In pochissimo tempo l’uno racconterà la propria storia, e Orion convincerà Valentino ad iscriversi a Death-Cast prima dello scadere della mezzanotte.
Valentino verrà chiamato allo scoccare del nuovo giorno, proprio da Joaquin Rosa, il creatore di Death-Cast.
Valentino è incredulo: la sua vita appena iniziata è giù conclusa. Deve esserci un errore.
Ma nel momento in cui finirà in mezzo ad una sparatoria proprio a Times Square, non avrà più quella certezza.
Durante la sparatoria Orion viene tormentato da un nuovo infarto, doloroso e lacerante. Dalma prega Valentino di aiutarla a condurre il suo amico all’ospedale più vicino.
Sarà una volta arrivati in ospedale che Valentino deciderà di dare il suo cuore a Orion. Se la sua vita è destinata a concludersi, desidera che quella di Orion continui.
Ma c’è un imprevisto in agguato che manda a monte la sicurezza. Alcuni abbonati al servizio Death-Cast non hanno ricevuto la chiamata, e hanno comunque perso la vita. Ne risultano undici persone non individuate, e Joaquin Rosa ritiene ne manchi una dodicesima.
Al momento ci sono Decker che se ne vanno in giro per il Paese, senza sapere che questo è il loro Giorno Finale.
Death-Cast
Il servizio di Death-Cast ne L’ultima notte della nostra vita risulta impeccabile, normalizzato. Ogni cittadino del mondo è nei loro registri e Death-Cast non ha mai sbagliato. Se il cellulare squillerà, quel giorno sarà fatale. Nessuno è mai sopravvissuto alle sue previsioni.
Death-Cast opera da mezzanotte alle tre del mattino, seguendo rispettivamente ogni fuso orario.
Vengono chiamati Decker le persone che vivranno il loro Giorno Finale, i capitani della loro nave. E intorno ai Decker gira un modo di servizi creati appositamente per loro, che gli permetteranno di realizzare i loro ultimi desideri. Un vero e proprio mercato sulle ultime esperienze.
A questo si legano diverse app: le più quotate sono Necro e LastFriend. Necro è un’app che mette in contatto chi vuole concedersi un’ultima notte di sesso, ed è a pagamento. Mentre LastFriend è totalmente gratuita, creata con lo scopo di far trovare a un Decker un Ultimo Amico con cui fare nuove esperienze. Possono accedervi sia Decker sia persone non contattate da Death-Cast. Quest’app è stata creata da Dalma.
Molto diversa è la situazione ne La prima ultima notte.
Nessuno la conosce, sono tutti diffidenti e non credono minimamente al suo potere divinatorio. Non viene rivelato come il sistema possa decretare quando arriverà l’ultimo giorno di una persona (nemmeno nel futuro), e speculazioni vengono fatte. Si scatena anche un movimento che decreta che sta arrivando la fine del mondo, scatenando il panico.
Quando Valentino riceve la telefonata, così come altri Decker, non vi è alcuna sicurezza che il sistema funzioni e che sia vero ciò che avverrà. Sono ore di dubbio e anche di vana speranza, in cui si aggrappano all’errore (cosa che nel futuro non avverrà). Chi non ha ricevuto la chiamata da Death-Cast invece crede che i Decker siano una bomba pronta ad esplodere e che li trascinerà con loro.
Ma perché creare Death-Cast? L’intento è quello di permettere un addio più sereno. Mettere in regola i conti e sistemare i propri affari, regalando un futuro tranquillo per chi resterà. Permette di salutare famiglia e amici, per vivere appieno quell’ultimo giorno senza più trattenersi. La vita continua finché non si esala l’ultimo respiro.
Purtroppo una volta che nel loro misterioso sistema compare il nome di qualcuno, il suo destino è scritto nella pietra… e subito dopo nella pietra tombale.
Personaggi già incontrati
Ci sono alcuni ritorni in sordina.
Con dispiacere, ci ritroviamo di nuovo ad avere a che fare con Andrea Donahue, operatrice di Death-Cast che
dubito abbia ricevuto dei riscontri positivi. Donna spregevole che ha a cuore soltanto il denaro e la figlia. È un robot che si limita a sbrigare in fretta le sue chiamate.
Abbiamo anche Dalma. Ne L’ultima notte della nostra vita ci viene concesso uno sguardo veloce, ma sappiamo benissimo che LastFriend l’ha creata da lei. Per questa ragione suonano dei campanelli d’allarme mentre ci viene presentata ne La prima ultima notte. Legatissima e apprensiva con Orion (mai nominato ne L’ultima notte della nostra vita) e con il sogno di creare un app che lasci il segno. Noi conosciamo bene il suo destino e quanto impatto la sua app avrà nel futuro, ma qui Dalma non ha ancora realizzato che verrà ispirata dal suo migliore amico e dal legame che istaurerà con Valentino.
Ci imbatteremo anche in alcuni colpi al cuore. Conosceremo l’intera famiglia di Rufus e anche il padre di Mateo. Saranno delle sorte di toccate e fuga, ma l’impatto c’è tutto. Così come ritrovarsi a leggere di Mateo e Rufus da bambini, completamente opposti e lontano dall’incontrarsi. Eppure li riconosceremo subito. Ma, fidatevi, farà male.
Guardo Valentino e mi domando che cosa avrebbe da offrirmi la vita, se solo avessi in me più pagine.
Struttura libri
La prima ultima notte è suddiviso in cinque parti, racchiusi in 533 pagine.
È composto da numerosi piccoli capitoli e ognuno di essi ha un punto di vista diverso. La maggior parte sono dedicati a Orion e Valentino che si alternano, in prima persona. Mentre i capitoli che non vedono i due protagonisti, sono scritti in terza persona.
Stessa struttura è presente ne L’ultima notte della nostra vita, ma è suddiviso in quattro parti di 345 pagine.
Non posso predire il futuro come Death-Cast, ma già so che il tempo passato con Valentino si concluderà con un cuore infranto.
Considerazioni
Se siete amanti del lieto fine, questa serie non fa per voi.
La speranza viene tolta fin dalle prime pagine, quando viene presentato Death-Cast ne L’ultima notte della nostra vita. Per questa ragione, il lettore è già ben preparato quando si imbatterà ne La prima ultima notte. Questo non vuol dire che sia meno doloroso.
Incontriamo Orion per primo. Ci viene presentata dettagliatamente la sua situazione, come viva costantemente nell’ansia, limitandosi per non aggravarsi eccessivamente, con il timore di essere colpito da un attacco cardiaco in ogni momento. È convinto che allo scoccare della mezzanotte, nel primo giorno di lancio di Death-Cast, il suo cellulare squillerà. Ma se non dovesse chiamare, avrà la pace di non essere bersagliato da quell’ansia costante e vivere finalmente pienamente. Eppure il fato non è comunque gentile quando Death-Cast chiamerà Valentino. I personaggi non se lo aspettavano, ma io da lettrice sì.
Mi ero domandata durante tutta la lettura se ci fosse un percorso diverso. Se l’arrivo di Valentino significasse realmente un cuore nuovo per Orion.
Sì, ma non mi sarei aspettata che la proposta nascesse proprio dal Decker, e che mandasse avanti le procedure per assicurarsi della compatibilità.
Ma anche davanti a quello scenario, esisteva l’incognita che forse Orion rientrasse tra i Decker non chiamati erroneamente da Death-Cast. Quindi era davvero quello il loro destino: dividersi il cuore?
Li ho amati entrambi, qualsiasi fosse il loro capitolo finale, sarebbe risultato doloroso. Peccato che, contrariamente a Mateo e Rufus, su come si sarebbe conclusa la vita di Valentino era chiaro dai primi capitoli.
Potrebbe essere una pecca, ma Adam Silvera generalmente sorprende. Non va mai in modo lineare, fa credere che accadrà qualcosa, ma in realtà andrà diversamente. Ma con Valentino non è accaduto questo. Se si afferra dove vuole andare a parare l’autore nella sua storyline e in quelle legate ad essa, la soluzione è piuttosto semplice, eppure è perfetta.
Ne La prima ultima notte vengono affrontati temi importanti e forti. Molti diversi da L’ultima notte della nostra vita o dalla serie in collaborazione con Becky Albertalli. Oltre alla salute fisica giovanile e alle conseguenze di un coming out in una famiglia omofoba, vi è anche la violenza domestica. Quella che può concludersi soltanto in un solo modo ed è affrontata nel modo corretto dall’autore.
Prendendo in mano i due libri di questa serie, c’è un’altra differenza evidente.
Ne L’ultima notte della nostra vita la tematica lgbtq+ è quasi silente, sibillina. Spesso ho avuto l’impressione che i vari indizi che scorgevo nelle pagine fossero assestanti, che non si stesse andando in quella direzione o che comunque fosse una cosa unilaterale.
L’ultima notte della nostra vita non grida l’orientamento sessuale dei suoi due protagonisti, quasi non ne parlano minimamente, è qualcosa che viene affrontato nella parte finale, perché Mateo non è mai riuscito a confessarlo nemmeno a se stesso.
Mentre ne La prima ultima notte Orion e Valentino sono orgogliosamente gay. Lo urlano, lo dimostrano, non si nascondono e vogliono viverlo insieme pienamente. Almeno finché il tempo glielo concederà.
Non avere paura se ti ritrovi ad amare qualcuno che non ti aspetteresti. Se è la persona giusta per te, va bene così.
Durante la lettura, tutti questi personaggi entrano dentro la pelle del lettore. Per quanto sia stato avvisato, per quanto conosca già la struttura e ci sia già passato precedentemente, il capitolo finale potrà concludersi in una sola maniera. Questo non alleggerirà gli animi dei lettori, sarà sempre un’esperienza sofferta ed è sinonimo di bravura, di quanto l’autore sia capace di tenere il lettore incollato a lui e ai suoi protagonisti per tutto il tempo, alla storia che vuole raccontare.
Spero vivamente che il nostro paese importi altre opere di Adam Silvera (e qualcosina si sta muovendo), perché ha davvero tanto da dare.
Perdetevi e innamoratevi de La prima ultima notte; l’esperienza vale qualsiasi emozione provata.



