Mi trovo qui a scrivere di quel legame sottile tra genio e follia.
Dell’indissolubile vincolo che pare esistere, tra arte e disturbi mentali. Non a caso, negli ultimi anni, sono numerosi gli scritti che trattano il tema. Che si tratti di autori che, in prima persona, raccontano le proprie patologie, o che si limitino a descrivere i vissuti di altri, quel legame appare evidente.
D’altronde, anche De Andrè scriveva:
“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior”.
Ecco una lista di 7 romanzi che affrontano, con la giusta empatia, argomenti così delicati come quelli che aleggiano intorno ai disturbi mentali.
1. “Veronika decide di morire” di Paulo Coelho (depressione)
Questo romanzo psicologico, pubblicato nel 1998, riguarda la “regina” dei disturbi mentali: la depressione.
Protagonista del romanzo, Veronika, è una ragazza di 24 anni che decide di porre fine alla sua vita. Fortunatamente, il suo tentativo di suicidio non va a buon fine. Veronika viene ricoverata nell’istituto psichiatrico di Villete, dove le viene detto che il suo cuore ha subito danni irreparabili.
L’incontro con persone ritenute folli, la consapevolezza della morte, la possibilità di scoprire il proprio vero Io, condurranno Veronika a “vivere ogni giorno come un miracolo”.
2. “Amabili resti” di Alice Sebold (disturbo da stress post-traumatico)
«Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo: Susie.
Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973»
Pubblicato in lingua inglese nel 2002, il romanzo vede come protagonista la giovane Susie, voce narrante. Lo scritto prende i tratti di un giallo, mentre Susie ci conduce alla scoperta del suo stupratore e assassino.
La stessa Sebold afferma di aver utilizzato la scrittura creativa per superare lo stress-post traumatico, derivante da una violenza subita al college.
Il romanzo ha riscosso un notevole successo, motivo per il quale è stato adattato cinematograficamente nel 2009 da Peter Jackson.
3. “Il lato positivo” di Matthew Quick (disturbo bipolare)
Il protagonista del romanzo, Pat, è affetto da disturbo bipolare. In seguito al suo ricovero in una clinica psichiatrica, o come da lui definita “il postaccio”, cerca di tornare alla vita di ogni giorno, prefiggendosi due importanti obiettivi: stabilità emotiva e il ricongiungimento con l’ex moglie, Nikki.
Devi fare tutto il possibile, lavorare al massimo e, se rimani positivo, vedrai spuntare il sole tra le nuvole
Il motivo per cui consiglio fortemente di leggere il libro, è l’approccio innegabilmente “positivo” di Pat. Nonostante spesso le circostanze non siano favorevoli, il protagonista riesce a farci sorridere ben più di qualche volta, portandoci verso un finale inaspettato.
Dal libro di Quick è stato tratto l’omonimo film del 2012, con protagonisti Bradley Cooper e Jennifer Lawrence.
4. “Una stanza piena di gente” di Daniel Keyes (disturbo dissociativo dell’identità)
Il romanzo, pubblicato nel 1981, è la biografia di Wiliam Stanley Milligan, criminale statunitense affetto da disturbo dissociativo dell’identità. L’autore racconta la vera storia dell’uomo, meglio conosciuto come “Billy Milligan”, che nel ’76 rapì e violentò tre studentesse universitarie.
Keyes si avvale della collaborazione di Milligan per narrare la sua storia. Un Billy “integrato”, come lo stesso autore afferma nella sua prefazione.
Un riadattamento della storia è il celebre film Split, uscito nel 2016.
5. “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” di Christiane F (Disturbo da uso di sostanze)
Quando si pensa alla dipendenza, non si può che far riferimento al celebre “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino”, che narra la vera storia di Christiane F.
Il romanzo è stato pubblicato nel ’78, e vede come protagonista (e narratrice) Christiane. La ragazza racconta il suo primo incontro con le droghe, la difficile situazione familiare, gli anni del trasloco a Berlino e la paurosa caduta tra le insidie della dipendenza e della prostituzione.
“Non pensavo a niente. Non mi accorgevo di niente. Qualche volta non sapevo neppure se ero ancora in vita.”
6. “L’isola della paura” di Dennis Lehane (delirio di persecuzione)
Il romanzo di Dennis Lehane “L’isola della paura” , pubblicato nel 2003, è un thriller psicologico che vede come protagonista un agente federale. Il collegamento con la malattia mentale è evidente sin dalle prime pagine. D’altronde, la vicenda si svolge presso un manicomio criminale.
Da un lato, ci avviciniamo ad un mondo in cui vengono utilizzate tecniche obsolete per la cura dei disturbi (basti pensare all’elettroshock o alla lobotomia transorbitale). Dall’altro, tutto appare irreale e confuso, portando quasi il lettore a legittimare i deliri di persecuzione del suo protagonista.
Celebre riadattamento cinematogafico è Shutter Island.
7. “La solitudine dei numeri primi” di Paolo Giordano (anoressia nervosa, autolesionismo)
I numeri primi sono divisibili soltanto per 1 e per se stessi. Se ne stanno al loro posto nell’infinita serie dei numeri naturali, schiacciati come tutti fra due, ma un passo in là rispetto agli altri. Sono numeri sospettosi e solitari e per questo Mattia li trovava meravigliosi.
Con questo romanzo di formazione, concludiamo la lista, trattando temi altrettanto spinosi come i disturbi alimentari e i comportamenti autolesivi.
La storia segue le vicende parallele di due ragazzi, Alice e Mattia, le cui vite vengono segnate da tristi episodi, che ne segneranno la crescita, l’adolescenza (e la solitudine).











Interessante!
Ottimi libri
Bell’articolo!
Prendo spunto per qualche lettura utile. Grazie per i consigli.
grandioso! grazie
Molto interessante
Concordo riguardo a Christiana F. E La solitudine dei numeri primi 👍
libri interessanti
qualcuno l’ho letto
🙂
Segnati tutti, li leggerò sicuramente