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La Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie – un disturbo curioso

L’AIWS (Alice in Wonderland Syndrome) è un disturbo di percezione benigno, che si manifesta soprattutto in chi soffre di emicrania, epilessia o malattie cerebrali.
Come Alice, il soggetto si ritrova a sperimentare aumento o riduzione delle dimensioni del proprio corpo (macro o microsomatognosia), di una parte del corpo o di un oggetto nel proprio campo visivo (macro o micropsia).
Per esempio, un tavolo può cambiare forma, posizione o dimensione. Un braccio può diventare abnorme o piccolissimo. Ci si può sentire più alti, più bassi, più magri o più grassi rispetto alla realtà.

Si ritiene che ne soffrisse, appunto, Charles Dodgson (vero nome dell’autore di Alice nel Paese delle Meraviglie), che avrebbe inserito la sindrome nella storia.
In realtà nei suoi diari, dove annotava i frequenti attacchi emicranici, non si fa riferimento esplicito al disturbo (semmai a scotomi e “spettri di fortificazione”, cioè linee a zigzag fluorescenti). Molti, comunque, pensano che lo sperimentasse nell’aura che precede l’attacco.
D’altronde in passato, chi ne soffriva, temeva di essere giudicato pazzo e quindi era reticente nel parlarne. E anche oggi, chi non la conosce potrebbe spaventarsi e immaginare qualche malattia psichiatrica. In realtà, a differenza delle malattie psichiatriche in cui si manifesta tale alterazione percettiva (per esempio la schizofrenia), gli emicranici sono lucidi e consapevoli del fatto che la percezione non è reale. Basta guardarsi allo specchio per riconoscerlo.

Storia

La sindrome fu descritta per la prima volta nel 1952 dal neurologo americano Lippman, in un articolo sul Journal of Nervous and mental Disease. Lippman stava studiando l’aura emicranica, benché poi scoprì che tale disturbo era tipico anche di altre situazioni. Ad esempio epilessia, encefaliti, infezione da Epstein-Barr, mononucleosi, schizofrenia, abuso di droghe (mescalina o LSD…difficile in questo caso non cadere nell’ovvio paragone con i funghi magici del Paese delle Meraviglie).

alice in wonderland

Nel 1955 lo psichiatra inglese John Todd studiò a sua volta questo disturbo. Da lui deriva il secondo nome della sindrome (Sindrome di Todd), benché sia stato proprio Todd a proporre l’associazione con la storia di Carroll, nonché con la vita personale dell’autore.

Cause

La causa del disturbo è da ricercare in un’alterata attività elettrica che, a sua volta, provoca un flusso sanguigno anomalo nelle aree cerebrali deputate al controllo di vista, consistenza, forma, dimensione. Secondo alcuni, viene intaccata la discriminazione tra emozione e percettività.

Spesso la risonanza magnetica non rileva alcunché di anomalo. Nei bambini, la sindrome è frequente in concomitanza con infezioni ripetute (es. da streptococchi). In alcuni casi si riscontra in assenza di altri disturbi, ma una gran parte di queste persone sviluppa poi quadri emicranici.

Sintomi

I sintomi della sindrome sono molteplici ed eterogenei:

  • alterazioni della percezione del tempo: che scorre troppo lento (come durante l’assunzione di sostanze psicotrope) o troppo veloce;
  • alterazioni dello spazio: profondità esagerate (es. corridoi che diventano infiniti) o superfici più vicine di quello che sono in realtà (es. camminare rasente al terreno, muri che sembrano volerci schiacciare);
  • alterazioni del movimento o della posizione: da fermi, la sensazione di muoversi e viceversa, il fluttuare a mezz’aria;
  • alterazioni della percezione di sé: parti del corpo che si espandono a dismisura (mani, gambe, lingua, orecchie, etc.) o si allungano (come il collo telescopico di Alice), la testa che si gonfia come un palloncino che finisce sul soffitto, la sensazione di essere altissimi o di guardare la gente dal basso, di pesare di più o di meno, di essere grossi fino a riempire una stanza o piccolissimi (ricorda qualcosa?);
  • distorsione degli oggetti: tavoli che si allungano o cambiano forma, muri che si gonfiano;
  • sensazione di sdoppiamento: come avere un altro sé accanto;
  • alterazioni dell’udito: l’impressione di riuscire a sentire anche il minimo movimento di un insetto lontano;
  • sensazione di vedersi dall’esterno (che caratterizza anche stati di forte stress emotivo), prosopoagnosia (difficoltà nel riconoscere i volti di persone conosciute), difficoltà del linguaggio (tipiche dell’aura emicranica).

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6 Comments

  1. Grazie per avermi fatto conoscere una sindrome così particolare. I misteri del cervello sembra che non abbiano proprio limiti.

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