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The Good Nurse – Recensione

The Good Nurse é un film tratto da una storia vera, tratto dall’omonimo libro scritto da Charles Graeber. Diretto da Tobias Lindholm, il film narra di come il serial killer statunitense Charles Cullen è stato scoperto e arrestato.

È disponibile su Netflix dal 26 ottobre.

Trama

Amy Loughren (interpretata dalla bravissima Jessica Chastain) è un’infermiera single con a carico due bambine. Soffre di cardiomiopatia, e lavora duramente facendo turni notturni massacranti presso struttura sanitaria. Nasconde ai superiori le sue condizioni di salute, così da non perdere lavoro e assicurazione.

Un giorno, la struttura sanitaria per cui lavora assume un nuovo collega, Charlie Cullen (interpretato dal bravissimo e talentuoso Eddie Redmayne), per aiutare Amy con i turni notturni. I due entreranno subito in confidenza, stringendo un ottimo rapporto di amicizia. Amy, totalmente a suo agio, confesserà a Charlie del suo problema al cuore. Il ragazzo la supporterà, aiutandola a lavorare per i 4 mesi necessari per pagare le spese dell’operazione.

Nel frattempo, nella clinica iniziano a verificarsi diverse morti sospette.
Alcuni pazienti, che sembravano migliorare, iniziano a morire. La struttura ospedaliera aprirà un indagine interna, per poi chiamare la polizia dopo 7 settimane dalla morte di una paziente. Comincia a diffondersi l’idea che le morti non siano casuali, ma provocate da qualcuno.

La polizia cercherà di indagare, ma l’ospedale fornirà poche informazioni, per paura di non uscirne puliti. Tuttavia, attraverso poche prove, iniziano a sospettare di Charlie. Indagando su di lui, scoprono che anche nei precedenti ospedali dove aveva lavorato, c’erano casi di morte improvvise. Non riescono, però, ad ottenere altre informazioni. La polizia decide, così, di interrogare il personale ospedaliero, in presenza della responsabile della struttura.

Durante l’interrogatorio di Amy, la responsabile si allontana, consentendo ai poliziotti di mostrare alla giovane il fascicolo di una paziente morta per attacco cardiaco. Questa noterà un particolare insolito: la presenza di insulina nel corpo. I poliziotti chiedono se la causa possa essere il suo collega Charlie, ma lei, conoscendolo, lo esclude a priori.

Durante un nuovo turno di Amy in ospedale, un’altra paziente ha un attacco cardiaco.
Cercano di fare il possibile per farla riprendere, ma alla fine muore. La giovane infermiera decide di guardare il fascicolo, notando di nuovo la presenza di insulina nel corpo. Inizia a sospettare che qualcosa non va.

Così, uno dei poliziotti si reca dalla responsabile, per chiedere altre informazioni ed avere tutti documenti del caso. La donna si rifiuta di collaborare, alimentando nel poliziotto il sospetto che anche lei c’entri qualcosa con le misteriose morti. Senza perdere tempo, la responsabile si reca dal capo della polizia, raccontando di essere stata minacciata dal poliziotto. In seguito, la polizia non ha più il permesso di indagare.

Non potendo accedere al cadavere della paziente, cremato subito dopo la sua morte, la polizia è costretta a rivolgersi ad Amy per avere altre informazioni. Lei, pensando che siano venuti per il recente caso di morte per infarto, riferisce di aver trovato di nuovo insulina nel corpo. I poliziotti chiedono di nuovo del suo collega, ricevendo la stessa risposta dell’ultima volta: è impossibile che sia stato lui.

Nonostante la fede incrollabile nel suo amico, i dubbi crescono.
Amy decide di chiamare una sua amica, vecchia collega di Charlie, che le riferisce di strane voci che circolavano su di lui. Sembra che, ogni volta che era in servizio, svariati pazienti morivano di attacco cardiaco. Una volta scoperto ciò, Amy va dalla polizia e decide di aiutarli, facendolo arrestare e mettendo a rischio sia il suo lavoro che la sua vita.

Considerazioni

Non vedremo mai Charlie mentre si macchia dei crimini per cui è accusato.
La protagonista assoluta è una donna sola con due bambine, che lavora duramente per prendersi cura dei suoi pazienti e della sua famiglia. Nonostante fosse ammalata, una volta scoperto che c’era qualcuno vicino a lei che stava commettendo degli omicidi, mette a repentaglio lavoro e vita pur di fermare l’assassino.

Cosa che, invece, le diverse strutture ospedaliere per cui lavorava Charlie non avevano mai fatto.
Sospettavano qualcosa su di lui, ma l’unica cosa che facevano era mandarlo via senza denunciarlo. Il killer riusciva sempre a farla franca.

Ho apprezzato molto che nel film la storia ci viene raccontata dal punto di vista di Amy, e di come lei, nonostante fosse amica di Charlie, abbia aiutato la polizia a smascherarlo.

Come protagonisti abbiamo due attori eccezionali, che sono riusciti ad interpretare in modo impeccabile i personaggi.
Charlie appare come un uomo e premuroso, capace di commettere atti atroci e crudeli verso i suoi pazienti.
Amy è una donna single affetta da cardiomiopatia, che lavora duramente per prendersi cura delle sue figlie, cercando di non perdere l’assicurazione sanitaria. Anche se in gravi difficoltà lei stessa, mette tutto a rischio per salvare degli innocenti.

Il film racconta una storia davvero raccapricciante, il cui lieto fine è dovuto soprattutto agli sforzi della giovane infermiera. Nonostante non ci sia molta azione o tensione, la pellicola riesce a raccontare in modo perfetto questo terribile evento. Le sue due ore e mezza non mi sono pesate per niente.


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