Psicologia

L’interpretazione dei sogni – Jung e Freud a confronto

Il mondo onirico

Il mondo dei sogni ha affascinato da sempre l’essere umano, che ha trovato mille modi per comprenderne il significato.
Quando si parla di sogni è immancabile il riferimento a Sigmund Freud, il primo a fornire un metodo di interpretazione dei sogni per indagare i misteri della psiche umana. Per Freud, i sogni sono il frutto di ricordi del passato o di emozioni represse.

Da questa prima teoria, ha preso le distanze il suo discepolo Carl Gustav Jung, il celebre psicanalista che elaborò una teoria completamente differente.

La teoria di Freud

Per Freud nel sogno si nascondono contenuti provenienti direttamente dall’inconscio; spesso desideri proibiti e repressi, riguardanti soprattutto il sesso. Questi rimarrebbero imprigionati a livello conscio, in quanto vietati dall’Io, perché immorali o non accettati dalla società. È questo il sogno da interpretare, mentre quello manifesto funge da apparenza.
Secondo la teoria di Freud ogni persona e ogni oggetto che compaiono nel sogno sono un mascheramento di altro. Il sogno può essere influenzato anche da eventi marginali avvenuti durante la giornata. Anche eventi in apparenza senza importanza, pensieri, immaginazioni sensazioni della giornata, possono ritrovarsi presenti nei sogni.

Egli analizzò e approfondì efficacemente questo tema nel suo famoso libro “L’interpretazione dei sogni“.

La teoria di Jung

La teoria di Carl Gustav Jung è nota come Psicologia Analitica, e si articola in quattro punti:

  1.  Il sogno è un prodotto autonomo dell’attività psichica. Non siamo noi che sogniamo, ma sono le immagini del sogno che ci vengono a trovare durante la notte.
  2. Nel sogno sono presenti elementi della psiche individuale e della psiche collettiva.
  3. Per Jung l’inconscio non si traveste come pensava Sigmund Freud. Nel sogno non ci sono parti nascoste o ambigue. Bensì l’inconscio si manifesta con autenticità attraverso simboli e archetipi.
  4. Il sogno è una sorta di teatro. Ovvero ogni personaggio del sogno è una parte del palcoscenico psichico dell’individuo. Ogni individuo che noi incontriamo nei nostri sogni è parte della nostra psiche.

Secondo Jung lavorare con i sogni è un compito arduo non perché difficile, bensì per la ricchezza di sfumature, artistiche e scientifiche al tempo stesso.
Jung propone di lavorare costantemente con i propri sogni, cercando di parlarne e di raccontarli per tenere sotto controllo la propria Psiche, il proprio corpo fisico e la propria mente.
I sogni sono una guida nei momenti difficili e oscuri della vita; quando ci si trova spiazzati e in balia degli eventi, alla costante ricerca di soluzioni. Per Jung, parlare con i sogni significa mettersi in contatto con se stessi e con le risorse nascoste dell’uomo.

Un altro aspetto importante sul quale si è soffermato Jung è il materiale dei sogni.
Secondo lo psicoanalista, il sogno è indipendente dall’uomo, per cui arrivò alla conclusione che l’inconscio è indipendente dal sogno, e questo fa in modo che i sogni siano indipendenti dalla nostra coscienza.
Quindi, si può concludere con la tesi di Jung: “I sogni sono puramente oggettivi”.


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