Origini del tè
Secondo la leggenda, la prima piantina di tè nacque nel punto in cui un monaco zen gettò le sue palpebre, rimosse per punirsi di essersi addormentato durante la meditazione.
Da quel giorno le foglie del tè, di forma simile ad una palpebra, aiutano i monaci a rinvigorirsi e a mantenersi svegli.
Leggende a parte, le tracce storiche del tè si fanno risalire ai tempi di Confucio (VI secolo a.C.), quando si indicava con il carattere cinese tu. L’abitudine di bere il tè, però, si diffuse in Cina a partire dal 380 d.C., nel periodo delle Dinastie del Nord e del Sud.
Il Canone del Tè, trattato sulla coltivazione e sull’uso della bevanda, fu stilato attorno all’VIII secolo d.C. Il tè diventò parte della tradizione cinese, molto diffuse erano le cerimonie e le case da tè.
Durante il Rinascimento la preziosa bevanda arrivò anche in Europa.
Questa pianta, appartenente alla famiglia delle Camelie, viene raccolta e fatta essiccare. Dopodiché le foglie dei tè neri vengono arrotolate meccanicamente, in modo da liberare gli oli essenziali che favoriranno la fermentazione. Tale processo viene avviato dall’esposizione del materiale vegetale a una forte umidità tra i 20° e i 30°C; successivamente viene ri-essiccato.

Varietà
Esistono tantissime varietà di tè. Qui tratteremo soltanto le principali:
- Tè neri. Sono i tè fermentati, tipici delle nostre colazioni, dal gusto forte e colore bruno. I più pregiati sono gli Orange Pekoe, molto aromatici e derivati dalla raccolta precoce delle gemme dorate terminali e dalle ultime due foglioline ancora in germinazione.
Il Darjeeling è un tè nero pregiato, proveniente dall’omonima città alle pendici dell’Himalaya. Di aroma diverso a seconda dell’epoca di raccolta (da quello leggero e floreale primaverile a quello forte autunnale). - Tè verdi. Tè non fermentati, di colore pallido e sapore leggero. Sono adatti a tutta la giornata, dalla mattina alla sera. L’assenza di fermentazione mantiene integri i principi attivi antiossidanti.
Il Gunpowder è così chiamato per l’aspetto della foglia appallottolata, che ricorda quello della polvere da sparo. È ottenuto dalle foglie più giovani in raccolta primaverile e ha un sapore lievemente tostato, amarognolo.
I tè giapponesi hanno una colorazione verde più intensa ed un gusto particolare, fresco, non gradito a tutti. I Sencha vengono prodotti mediante breve trattamento a vapore delle foglie fresche, riscaldate, essiccate ed, infine, attorcigliate a dare strutture aghiformi. Dalla colorazione ambrata, essi hanno un retrogusto amarognolo. Il più pregiato dei Sencha è il Gyokuro (termine che significa “rugiada preziosa”). Viene preparato ponendo le gemme sotto un telo, in modo che ricevano meno luce sviluppando più clorofilla e meno tannino. Il risultato sarà un colore verde brillante e un gusto più dolce.
Dalla polvere del Gyokuro si ottiene il Matcha, tè pregiato e costoso usato in cerimonie sontuose. Il Matcha si mette in infusione in acqua a 60° e l’infuso si agita con un frullino di bambù, che genera una schiumetta verdolina molto amata dagli estimatori.
I Bencha (o Bancha) si ottengono dalle foglie più vecchie e coriacee, sottoposte allo stesso trattamento dei Sencha. Il gusto è leggermente nocciolato, legnoso. - Tè bianco. È un tè molto ricercato, composto da foglie che subiscono essiccazione e nessun altro trattamento. Alcune varietà vengono raccolte soltanto due giorni all’anno, a mano e durante l’alba, a meno di condizioni climatiche avverse. Per questo i tè bianchi sono abbastanza costosi.
Si raccolgono le gemme apicali, non ancora schiuse e ricoperte da una tenue lanugine bianca (da qui il nome). L’aroma è leggero, floreale, con un retrogusto di polline. Il colore dell’infuso è chiaro, verde-argenteo. L’infusione deve avvenire a circa 80°, prima che l’acqua inizi a bollire. - Tè oolong. Tè semifermentato, con un aroma che si colloca a metà fra quello del tè nero e del tè verde. Più delicato del primo e più forte del secondo, con un leggero retrogusto di bosco.

I principi attivi del tè
Le molecole attive si trovano più facilmente nei tè verdi e bianchi, in quanto meno trattati rispetto agli altri. Essi sono:
- teina (la caffeina del tè): composto dall’azione eccitante presente soprattutto nelle foglie giovani e nelle gemme. Ha un’azione più blanda e graduale rispetto a quella contenuta nel caffè (anche perché presente in minor quantità, dall’1 al 5%). La varietà che ne contiene di più è il Darjeeling, mentre i tè Bancha e i bianchi sono quelli meno ricchi in teina, per questo bevibili tranquillamente di sera.
- saponine: molecole schiumogene ad azione digestiva e leggermente immunostimolante;
- tannini: sono le sostanze che donano al tè il tipico sapore amarognolo e hanno azione astringente, antiossidante e digestiva;
- teofillina: è un alcaloide usato nelle sindromi asmatiche in quanto broncodilatatore;
- catechine: le principali sostanze antiossidanti del tè, in particolare l’Epigallocatechingallato (EGCG);
- oli essenziali e cere, che producono il tipico aroma;
- vitamine: A, gruppo B e C (due-tre tazze al giorno possono contribuire al nostro fabbisogno di quest’ultima), E (antiossidante) e K (implicata nel processo di coagulazione del sangue);
- sali minerali: potassio, ferro, zinco, rame, calcio, manganese.

Proprietà fitoterapeutiche del tè
- Antiossidante: è la caratteristica più famosa del tè, soprattutto di quello verde. La sostanza più attiva in questo senso è l’EGCG, che inibirebbe le molecole ossidanti prodotte dal nostro corpo. In vitro, ha dimostrato un’azione preventiva sullo sviluppo di cellule cancerose. Questi risultati sono stati ottenuti prevalentemente in laboratorio e non in vivo, cioè nell’organismo umano, ma sono promettenti nel contributo alla prevenzione dei tumori.
Secondo alcuni studi osservazionali, consumare da 2 a 4 tazze di tè verde al giorno ridurrebbe di una percentuale che va dal 10 al 40% il rischio di sviluppare diversi tipi di tumore (mammario, prostatico, ovarico, esofageo). Questi studi necessitano però di conferme ulteriori. - Drenante: aiuta a sciogliere la renella (cioè la sabbia dei reni), previene la formazione di calcoli renali e riduce la ritenzione idrica.
- Ipocolesterolemizzante: un enzima contenuto nel tè ridurrebbe il tasso di colesterolo nel sangue, prevenendo tutta una serie di malattie cardiovascolari.
- Stimolante della concentrazione e della vigilanza, tramite la caffeina (soprattutto i tè neri).
- Astringente, proprietà dovuta ai tannini. Queste sostanze si legano alle proteine delle mucose con numerosi effetti. A livello intestinale, aiutano a contrastare i sintomi della dissenteria. A livello orale, sono leggermente antisettici (tradizionalmente si usano in sciacqui per prevenire la carie). A livello cutaneo, mantengono la pelle liscia e aiutano a controllare l’acne. In shampoo e lozioni per capelli, contrastano la forfora e costituiscono un lieve riflessante scuro.
- Antimicotico: questa proprietà non è del tutto confermata. Tradizionalmente si utilizza l’infuso di tè in pediluvi per contrastare le micosi ungueali. Non resta che provare…




Interessante
Che meraviglia mi hai portato in un mondo di profumi e sapori che amo molto!
Grazie 🙂
Adoro il tè🥰 bellissimo articolo, grazie
Grazie a te!
Molto interessante…io adoro il thè verde,ancora non ho mai provato quello bianco però.
Ha un gusto particolarmente delicato e dolce. A me piace molto… ma non a tutti 🙂
Interessante
Grazie!
adoro il the